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Salvatore Tomaselli

Salvatore Tomaselli

Intervento/ Lo Stato salda i debiti alle imprese

L'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legge per il pagamento dei debiti commerciali scaduti della pubblica amministrazione é un primo atto di equità e giustizia verso il sistema produttivo nazionale.

L'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legge per il pagamento dei debiti commerciali scaduti della pubblica amministrazione é un primo atto di equità e giustizia verso il sistema produttivo nazionale che da troppi anni attendeva tale provvedimento. L'impegno, oggi formalizzato, a sbloccare tale annoso problema e ad erogare 40 miliardi di euro entro i prossimi 12 mesi risponde non solo alle legittime richieste avanzate da tempo dal sistema delle imprese ma rappresenta un primo concreto intervento di sostegno all'economia reale da troppi anni in preda ad un processo di vero e proprio impoverimento.

A tale processo ha contribuito in modo determinante il peso ormai abnorme di tale arretrato, stimato nei giorni scorsi da Bankitalia in circa 90 miliardi di euro pari al 5% del Pil: nel contempo, una mole di crediti non riscossi così alta a danno soprattutto delle Pmi è uno dei nodi principali che ostacolano la ripresa, con effetti diretti sulla liquidità delle imprese fornitrici della pubblica amministrazione ed effetti moltiplicatori negativi a catena sugli stessi rapporti tra imprese private, nonché sul loro indebitamento nei confronti del sistema bancario. Un volume di arretrati tale che ha concorso in modo decisivo a compromettere il mantenimento dei livelli occupazionali e a bloccare investimenti e crescita del sistema produttivo nazionale.

Questo primo intervento, che potrà portare ad una parziale ma consistente riduzione dei debiti commerciali delle amministrazioni pubbliche, potrà migliorare le condizioni finanziarie e di liquidità di molte piccole e medie imprese e contribuire ad avviare quell'inversione di tendenza tra recessione e crescita che il Paese reclama da tempo. Vigileremo in Parlamento affinché il testo del decreto possa essere reso ulteriormente vincolante e rigoroso nei tempi e nella semplificazione delle procedure e perché tale provvedimento possa dispiegare i suoi effetti a favore delle imprese con la maggiore efficacia possibile.

Così come continueremo ad incalzare il governo su altri tre obiettivi del tutto collegati: garantire tempi e modalità altrettanto certi e snelli per la ricognizione definitiva dell'intero ammontare dello stock di debito delle pubbliche amministrazioni verso le imprese e il loro conseguente sblocco e liquidazione; monitorare la piena attuazione della Direttiva Ue entrata in vigore nelle scorse settimane sui tempi di pagamento della pubblica amministrazione alle imprese fornitrici di beni e servizi (30 giorni e 60 per settore sanitario), quale condizioni essenziale per rendere definitiva e strutturale l'operazione di pagamento dell'arretrato, nonché per contribuire ad un clima più positivo nel rapporto tra imprese e Stato; allentamento del patto di stabilità interno per consentire a Regioni ed Enti Locali virtuosi, in possesso di risorse finora bloccate, di avviare programmi di investimento di opere pubbliche utili al rilancio dell'economia locale.

La gravissima crisi in cui versa il nostro Paese e che imprese e lavoratori vivono ogni giorni in modo drammatico sulla loro pelle reclama coerenti ed urgenti interventi ed una responsabilità ad ogni livello delle istituzioni pubbliche.

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