Economia

Brindisi, l'Europa e la Grecia: discutere di sviluppo e investimenti e non solo di debiti e sacrifici

La questione greca, con la drammaticità della sua crisi e della situazione che si è venuta a determinare ha riproposto questa esigenza. Tra le condizioni per uno sviluppo delle potenzialità delle aree che compongono l'Europa c'è la realizzazione di quella che è chiamata la Macroregione adriatica ionica, per la cui definizione e organizzazione da tempo il Parlamento Europeo è impegnato

"A proposito di Grecia...Brindisi e la Puglia nella macroregione adriatica. Il Sud, le infrastrutture e i sistemi portuali. "Con questa tema di grande attualità Left Brindisi chiude la sua attività per riprenderla subito dopo l'estate. L'Europa è chiamata ad una sfida: ricostruire le ragioni dello stare assieme alle condizioni di una nuova solidarietà e di un impegno per la crescita.

La questione greca, con la drammaticità della sua crisi e della situazione che si è venuta a determinare ha riproposto questa esigenza. Tra le condizioni per uno sviluppo delle potenzialità delle aree che compongono l'Europa c'è la realizzazione di quella che è chiamata la Macroregione adriatica ionica, per la cui definizione e organizzazione da tempo il Parlamento Europeo è impegnato.

La valorizzazione di questa area comporterà investimenti nelle infrastrutture di connessione a partire da quelli viari e portuali. Il Sud e la Puglia possono e devono giocare un ruolo forte e da protagonisti. Il rapporto con i Balcani e con il Sud Mediterraneo è diventato determinante non solo dal punto di vista geopolitico ma anche per uno sviluppo di tutte le infrastrutture esistenti.

L'Europa deve partire da qui se vuole avere un futuro e recuperare una rinnovata fiducia. La Puglia e Brindisi costituiscono da sempre un avamposto di collegamenti e un ponte dell'Europa verso i Balcani e il Sud del Mediterraneo. La recente scelta del governo di riunificare il piano nazionale della portualità a quelli della logistica e delle infrastrutture a terra, in una dimensione europea, impone a tutti i soggetti istituzionali e professionali un ripensamento di ruoli e di progettualità sistemica.

La riforma delle autorità portuali in direzione di una visione di sistemi territoriali e nazionale richiede alla Puglia e, per quanto ci riguarda, a Brindisi, un ruolo propositivo in grado di valorizzare infrastrutture e condizioni esistenti. Solo in questo modo potranno essere sfruttate e valorizzate le potenzialità di una nuova programmazione di opere e di investimenti in una logica di coinvolgimento e di condivisione che deve partire da scelte nazionali e territoriali coerenti e sostenibili.

La competizione non si può più fare tra campanili o tra  enti ma solo attraverso una collaborazione e una condivisione. Condizione questa anche per eliminare sprechi, sovrapposizioni di funzioni e di infrastrutture. Progetti o opere inutili non sono più possibili così come concessioni totalizzanti di aree portuali sono incompatibili con la libera concorrenza e con qualsiasi idea di crescita.

I sistemi portuali e le nuove governance di autorità che sostituiranno le vecchie autorità portuali devono essere l'occasione per Brindisi e la Puglia per valorizzare gli attuali asset e per programmare interventi di connessione e di logistica per far diventare la Puglia e tutti i suoi porti valori di sistema nella macroregione adriatica-ionica.

Left Brindisi ha deciso di organizzare la sera di martedì 21 luglio nel chiostro dell'ex convento delle Scuole Pie di Brindisi un incontro con l'on. Massimo Paolucci, autorevole rappresentante del Parlamento Europeo e componente la Commissione Trasporti e Ambiente, in un momento in cui in Europa, a partire dalla vicina e amata Grecia, si deve discutere di sviluppo, di infrastrutture, di investimenti e non solo di debiti e di sacrifici. La iniziativa vuole rappresentare anche un'occasione per elevare il livello del confronto sul futuro del porto di Brindisi chiamando al dialogo protagonisti fondamentali per questo futuro.

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