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Economia

Uno maggio con corteo a Lecce: aderisce anche il sindacato Cobas

Partenza da Porta Napoli (ore 18,30) ed a seguire musica e cena sociale con raccolta fondi per chi ha avuto problemi con la giustizia per le lotte sul territorio

Riceviamo e pubblichiamo una nota dei sindacati Cobas di Brindisi e Lecce 

Il sindacato Cobas di Brindisi e Lecce aderisce alla manifestazione del primo Maggio a Lecce con partenza da Porta Napoli (Lecce) ore 18,30 ed a seguire musica e cena sociale per raccolta fondi per chi ha avuto problemi con la giustizia per le lotte sul territorio presso Spazio Sociale  Zei(Corte dei Chiaromonte Lecce). La manifestazione è promossa dal progetto Urla ,Zei Spazio Sociale e DiVagare Aps con l’intenzione di costruire dal basso un legame sempre più forte delle realtà territoriali e delle lotte che portano avanti.

Quella del primo maggio rappresenta per noi una data molto importante, non solo per la celebrazione in sé ed il dovere di ricordare e tramandarla, ma per il peso del suo reale significato e la responsabilità ed il rispetto per le sue origini storiche. Fare un’analisi oggi della situazione attuale lavorativa, ed in prospettiva futura della situazione di un'intera classe sociale, sarebbe scontato e banale. Non andrà tutto bene. Come già visto in passato dopo la crisi del 2008, era prevedibile che dopo un periodo di privatizzazioni estreme del settore pubblico, dopo 2 anni di pandemia gestita nel peggiore dei modi e dopo lo schieramento, per interessi economici, nell’ennesima inutile guerra le condizioni di vita generale sarebbero peggiorate ulteriormente. Infatti è impossibile non vedere l’aumento della povertà, insostenibile per chi già indigente. 

I salari più bassi a livello europeo, la mancanza di garanzie e tutele per le nuove generazioni, discriminazioni di ogni genere, l’assenza di una norma che garantisca un salario minimo, la fuga di capitali dei grandi fondi speculativi che si ingrassano alle spalle di interi territori, licenziamenti illegittimi, delocalizzazioni, costo della vita in continuo aumento, crisi sociale e ambientale, intimidazioni e criminalizzazione del dissenso, politica energetica scellerata e spesa militare in continuo aumento a discapito di quella sanitaria, o più in generale di quella sociale, conseguenze catastrofiche della politica estera nazionale in particolare per quanto riguarda le guerre sostenute direttamente, tutte . Sono aspetti gravissimi che si ripercuotono su tutte e tutti ma che rivelano una situazione drammatica se sommati ai dati sulle morti sul posto di lavoro del solo 2022. Le stime ufficiali parlano di più di 300 nei primi 3 mesi. Una media di 4 al giorno nei soli 15 giorni di aprile.  6 nella sola giornata del 15 aprile, tra cui un ragazzo di soli 16 anni schiacciato da un muletto.

Negli ultimi mesi in giro per l’Italia abbiamo vissuto piazze ubriache di dignità e voglia di riscatto. E questa è cronaca. Ma se vogliamo essere storia bisogna dare un seguito. L’ambizione dello sciopero generale che blocchi il paese e ribalti i rapporti di forza sembra utopia. Sembra. Sappiamo che lo sciopero generale e generalizzato è un processo, non una singola data, e la solidarietà è l’arma in nostro possesso per ribaltare i rapporti di forza fra chi decide e chi subisce.  Per questo, per l’urgenza di iniziare questo processo, facciamo appello alle lavoratrici ed ai lavoratori, a tutte le realtà solidali, collettivi studenteschi, circoli, sindacati di base, movimenti per la tutela ambientale, case del popolo, movimenti per la pace ed il disarmo, antifascisti e antifasciste, associazioni, gruppi e singoli/e stanchi e stanche di veder calpestata la propria dignità. Vi invitiamo, vi esortiamo, vi chiediamo di scioperare e di scendere in strada il primo maggio, per un Corteo che attraverserà le strade del centro storico. Centro che ci vuole sempre più esclusi, lontano dalle esigenze di chi lo vive e lo anima. E’ ora di dire basta. Se non ora quando? 

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