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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Economia

Marina pronta a liberare molte aree, ma l'Authority dovrà ampliare la caserma della Forza da Sbarco

BRINDISI – La Marina Militare ha avviato una valutazione di natura finanziaria e logistica per i suoi futuri assetti in Puglia, con l’ausilio di una società del Ministero dell’Economia, ma in linea di massima punta su due obiettivi: la concentrazione a Taranto delle unità navali, e il potenziamento a Brindisi della Forza da Sbarco, sempre più orientata non solo verso le sinergie operative di ambito Nato e Ue, ma anche verso quelle con le unità anfibie dell’Esercito, sia dal punto di vista operativo che da quello dell’addestramento. Ciò vuol dire potenziare le strutture attuali, quelle della caserma “Carlotto” per la quale è già previsto un piano di ampliamento, e quelle dei servizi tecnici nell’area dell’Arsenale, nel Seno di Ponente del porto. Queste esigenze sono diventate l’elemento di modifica che si sta tentando di apportare al vecchio Accordo di programma del 1999 tra la stessa Marina Militare e gli enti brindisini.

BRINDISI - La Marina Militare ha avviato una valutazione di natura finanziaria e logistica per i suoi futuri assetti in Puglia, con l'ausilio di una società del Ministero dell'Economia, ma in linea di massima punta su due obiettivi: la concentrazione a Taranto delle unità navali, e il potenziamento a Brindisi della Forza da Sbarco, sempre più orientata non solo verso le sinergie operative di ambito Nato e Ue, ma anche verso quelle con le unità anfibie dell'Esercito, sia dal punto di vista operativo che da quello dell'addestramento. Ciò vuol dire potenziare le strutture attuali, quelle della caserma "Carlotto" per la quale è già previsto un piano di ampliamento, e quelle dei servizi tecnici nell'area dell'Arsenale, nel Seno di Ponente del porto. Queste esigenze sono diventate l'elemento di modifica che si sta tentando di apportare al vecchio Accordo di programma del 1999 tra la stessa Marina Militare e gli enti brindisini.

I militari lasceranno all'Autorità portuale l'ex Zona Pol (o Zona Nafta), la servitù che taglia in due il Seno di Levante, e varie altre aree al Comune e all'Autorità portuale, incluse quelle ancora sotto la giurisdizione della Marina sull'Isola di S. Andrea utili per il progetto di terminal crociere. Ma l'Authority, d'intesa con il Comune, dovrà finanziare le opere per la "Carlotto". Di questa ipotesi ha parlato il presidente Giuseppe Giurgola al Comitato portuale un mese fa, illustrando la situazione con l'ausilio con l'ufficiale responsabile dell'Ufficio Infrastrutture e demanio del Dipartimento dello Ionio e Canale d'Otranto, il comandante Carmelo Lupo.

Al momento, la disponibilità di fondi da destinare all'operazione è di circa 16-17 milioni di euro, rivenienti dalla delibera Cipe che finanziava gli interventi a Capo Bianco previsti dalla stesura originaria dell'Accordo di programma, vale a dire la colmata e la sistemazione dell'area retrostante destinata alla nuova zona carburanti, opera che alla Marina Militare non interessa più da tempo. Secondo i servizi finanziari dell'Authority, tale somma è ancora disponibile, ma bisogna mutarne la destinazione, ovviamente d'intesa con lo stesso Cipe. Tuttavia queste risorse non sarebbero sufficienti a coprire l'intero ammontare degli interventi previsti, che sfiorerebbe i 30 milioni di euro.

Ma per la Marina lo scambio si può fare ugualmente. Quando i 16 milioni saranno pronti e utilizzabili per i nuovi scopi. L'amministrazione militare già da anni ha acquisito vaste aree agricole attorno alla "Carlotto", ed è venuto il momento di utilizzarle. Il Comune agevolerebbe gli iter, ed è altamente interessato - come più volte ha ribadito il sindaco Domenico Mennitti - a che la Forza da Sbarco resti a Brindisi, una presenza che porta fatturato sia sul piano economico che su quello del prestigio della città.

Infrastrutturare l'area vuol dire realizzarvi servizi, come parcheggi per il personale e i mezzi, ma anche nuovi alloggi e uffici. Secondo Giurgola, ciò comporterà una crescita di due terzi della base che si trova nell'entroterra della città, a 5 chilometri circa sulla statale 16 per San Vito dei Normanni, in località Brancasi. La Marina, disponibilità finanziarie permettendo, intende però mettere mano anche ad un settore adeguato dell'attuale Arsenale di Brindisi, facendone un moderno centro di manutenzione e di intervento sui circa 450 mezzi speciali che la Forza da Sbarco utilizzerà. Senza enfasi, e con la dovuta prudenza, il comandante Lupo ha lasciato intendere che ciò rivaluterebbe il ruolo dello stesso Arsenale, lasciando spazio anche per un indotto.

E Capo Bianco? Per ora, date le note vicende che interessano il progetto del rigassificatore della Brindisi Lng, è un capitolo certamente accantonato. Ma sulle attigue Isole Pedagne la Forza da sbarco manterrà vincoli militari e interessi, perché l'area all'imbocco del porto di Brindisi resterà una struttura addestrativi, assieme al vicino poligono di Punta di Torre Cavallo. Certamente alla Marina non interessa più che in quel punto venga realizzata una colmata con banchinamento, cosa che porrebbe (ne sa qualcosa proprio la Brindisi Lng) un complesso problema di caratterizzazioni e bonifiche preliminari alla stessa Autorità Portuale.

In conclusione, per Giurgola l'Accordo di programma si può modificare e firmare nuovamente a breve scadenza. Resta da vedere come e quando lo stanziamento Cipe potrà essere rassegnato al nuovo progetto, ma questo - ha ribadito il presidente dell'Authority al Comitato portuale l'8 novembre - è un problema che si dovrà risolvere con l'apporto decisivo della politica.

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