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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Economia

Masseria Badessa, ma non c'era un vincolo? Dai briganti alle vacanze ai confini del parco

BRINDISI - Alla fine pare che ci siano riusciti, a trovare tutte le vie aperte per realizzare un villaggio turistico a poca distanza dai confini di Torre Guaceto. Malgrado tutto, nel nome di una industria turistica che a volte valorizza il territorio e i suoi beni artistici e storici e a volte se li mangia. Malgrado i vincoli, perchè sulla Badessa pare che almeno uno dovrebbe esserci, firmato l'8 marzo del 1982 dal ministro Vincenzo Scotti.

BRINDISI - Alla fine pare che ci siano riusciti, a trovare tutte le vie aperte per realizzare un villaggio turistico a poca distanza dai confini di Torre Guaceto. Malgrado tutto, nel nome di una industria turistica che a volte valorizza il territorio e i suoi beni artistici e storici e a volte se li mangia. Malgrado i vincoli, perchè sulla Badessa almeno uno dovrebbe esserci, firmato l'8 marzo del 1982 dal ministro Vincenzo Scotti.

Un decreto individuato per caso, leggendo il capitolo dedicato alla Badessa dell'opera "Le masserie dell'agro di Brindisi dal latifondo alla riforma" di Angelo De Castro e Giacomo Carito: D.M. 8 marzo 1982. E' annotato anche nell'elenco dei beni sottoposti a vincoli -masserie e ville- della Soprintendenza per i Beni ambientali, architettonici, artistici e storici di Bari, catastale foglio 15 particella 9 del territorio di Brindisi. Sarà decaduto o è ancora vigente? Potrebbe scoprirlo Italia Nostra, ad esempio.

Noi abbiamo scoperto invece, vagando nella rete, che sul sito specializzato Archiportale.com esiste una presentazione del progetto preliminare per il recupero dell'antica struttura (XVI-XIX secolo), firmato dagli architetti Sante Cutecchia e Francesco Farella, e dagli ingegneri Nicola Lomurno e Lorenzo Moramarco. Se "l'obiettivo della conservazione e valorizzazione di un'emergenza storico-architettonica" è raggiunto può giudicarlo chiunque.

Le carte sono depositate in municipio, ci resteranno per una ventina di giorni a disposizione per eventuali osservazioni. Poi, entro 60 giorni dalla decisione favorevole al progetto da parte della conferenza dei servizi, si dovrà pronunciare il consiglio comunale del capoluogo. Un fatto comunque è chiaro: un resort di 300 camere e suite e un campeggio con 540 piazzole per camper e tende non costituisce un apporto di antropizzazione lieve, anche su 20 ettari dato che si tratta di 2-3mila ospiti circa.

Molte le prescrizioni per la società Mediterranea Turistica Tancredè di Altamura, ma nessuna sostanziale, in sede di pareri sia in conferenza dei servizi, sia nelle fasi preliminari sia da parte del Comune, sia da parte della Provincia, sia da parte della Regione, dell'Arpa e della Soprintendenza. Nel concreto, ci sarà un villaggio turistico a due passi dal corso del Canale Reale in un tratto segnato da abitazioni e cripte rupestri, e dai confini del parco.

Ma chi c'è dentro questa Mediterranea Turistica Tancredè, che a 13 chilometri da Brindisi e a 6 da S.Vito dei Normanni vuole fare anche un campo da golf, una struttura congressuale, piscina coperta e campi da tennis dove c'era una antica fattoria romana? L'amministratore unico è un signore che fa il costruttore edile, e si chiama Giovanni Tancredi. Uno che pedala parecchio, a giudicare dal fatto che passa dalla partecipazione al bando per la ristrutturazione di una scuola media a cose come l'operazione per la Masseria Badessa.

Ci sono altri capitali e soci? Per ora non si sa. Ma il colpo è di quelli grossi, a 5 minuti dalla spiagge di Torre Guaceto. La Tancredè ha rilevato l'intera proprietà. Gli immobili sono in rovina, abbandonati a lungo dalla famiglia Dentice di Frasso dopo essere serviti anche da rifugio al brigante Romano dopo l'Unità, a uno pseudo santone foggiano e ai suoi malcapitati discepoli negli anni Settanta, storia chiusa con un foglio di via, e più recentemente anche per addestramento di unità militari. Sono cadenti gli edifici padronali, le stalle, e anche la cappella del 1600 fatta edificare per evitare lunghe scarpinate domenicali sino alle chiese di Brindisi ai contadini della masseria.

Morale della conferenza dei servizi, almeno si farà qualcosa per valorizzare un complesso che altrimenti sarebbe andato in rovina. E allora ecco la variante urbanistica, necessaria perchè quella è una zona agricola, ed ecco l'esclusione dalla Valutazione di impatto ambientale, e l'ok della Soprintendenza. Mai una volta che una cosa venga recuperata per restare ciò che era. Vogliamo scherzare? In quel caso ci vogliono davvero i permessi, e tanti. Perchè non tutti sono in grado di riportare una struttura vecchie di tre-quattro secoli ai vecchi splendori. E i tempi lunghi, e i soldi? Più facile farne un albergo.

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