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Mauro D'Attis

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Metrobus avanti, porto indietro

BRINDISI – Nessun dietrofront: il progetto per la realizzazione del metrobus che dall’ospedale Perrino consentirà a leccesi, brindisini e tarantini di raggiungere l’aeroporto del Salento in otto minuti, va avanti senza intoppi malgrado la denuncia del centrodestra. Mentre il porto viene escluso da prossimi finanziamenti Ue.

BRINDISI - Nessun dietrofront: il progetto per la realizzazione del metrobus che dall'ospedale Perrino consentirà a leccesi, brindisini e tarantini di raggiungere l'aeroporto del Salento in otto minuti a bordo di una navetta-shuttle, va avanti senza intoppi malgrado la denuncia del centrodestra.

E il sindaco Mimmo Consales canta vittoria, perché nessuno dei presenti alla conferenza dei servizi che si è tenuta stamane a Palazzo di Città ha manifestato alcuna volontà di rinunciare ai 40 milioni di euro di investimenti previsti per la realizzazione dell'opera, che contempla anche la "circolare del mare", la motobarca che collegherà cinque rioni cittadini. All'incontro odierno erano presenti i tecnici comunali, il vicesindaco Enzo Ecclesie, l'assessore comunale ai Trasporti Pasquale Luperti, i referenti di Enac, Aeroporti di Puglia, Vigili del fuoco, Provincia, Stp e dell'assessorato regionale ai Trasporti. La conferenza dei servizi ha acquisito anche il parere dei non intervenuti che avevano dato l'assenso indicando alcune prescrizioni. Il Metrobus dunque va avanti.

Rischia invece di fermarsi definitivamente il porto di Brindisi, che (come BrindisiReport.it aveva già scritto nelle scorse settimana) rischia di restare fuori dalla spartizione die prossimi finanziamenti europei. Oggi l'allarme è stato lanciato dal capogruppo del Pdl in consiglio comunale, Mauro D'Attis: «Entro la fine del 2013, le istituzioni comunitarie devono approvare il Regolamento sulle linee guida dell'Unione Europea per lo sviluppo della rete trans-europea dei trasporti. Il nostro porto è escluso dai nodi della rete transeuropea dei trasporti. In Puglia, vengono individuati solo i porti di Bari e di Taranto. E questo sarebbe il sistema pugliese di cui parla Consales?».

Le scelte comunitarie implicano che le risorse comunitarie finiranno solo sui porti prescelti. «Quelli esclusi e quindi declassificati (come purtroppo Brindisi), invece, dovranno fare da soli in autofinanziamento o con i già scarsi fondi nazionali: di fatto diventano porti di serie B questa volta con l'attestato del Parlamento europeo».

 

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