Economia

Modificati i limiti di emissione degli ossidi di azoto della centrale Enipower

L'Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal Ministero dell'Ambiente ad Eni per la centrale termoelettrica a gas interna all'area del petrolchimico di Brindisi, dovrà essere riesaminata se il rapporto di valutazione del danno sanitario dovesse rivelare delle criticità

L'Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal Ministero dell'Ambiente ad Eni per la centrale termoelettrica a gas interna all'area del petrolchimico di Brindisi, dovrà essere riesaminata se il rapporto di valutazione del danno sanitario dovesse rivelare delle criticità. Lo stabilisce un decreto dello stesso ministro dell'Ambiente pubblicato sulla gazzetta Gazzetta Ufficiale. Ma con lo stesso decreto sono stati modificati, sempre nell'ambito dell'Aia già concessa i limiti di emissione di ossidi di azoto (NOx) e le loro miscele per i gruppi CC2 e CC3 della centrale termoelettrica Enipower di Brindisi.

In particolare il limite per i gruppi CC2 e CC3 rimane fissato a 40 mg/nm3 come media giornaliera, ma è stata eliminata la prescrizione che prevedeva il raggiungimento di un limite pari a 30mlg/nm3 da conseguire entro nove mesi dal rilascio dell'Aia. L'articolo 2 del decreto ministeriale poi, come già detto, dispone anche che "a seguito della definitiva approvazione del rapporto di valutazione del danno sanitario e, laddove lo stesso dichiarasse uno stato di accertata criticità ambientale e sanitaria dell'area industriale di Brindisi, l'autorità competente dovrà disporre, entro 30 giorni, il riesame dell'Aia".

 

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