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"Riforma dei porti e moratoria: vogliamo decidere noi"

Alle considerazioni contenute nell'intervento del presidente di LeftBrindisi, Carmine Dipietrangelo, sulla possibile moratoria alla riforma dei porti, aggiunge le proprie il presidente di Fedespedi, Adriano Guadalupi

BRINDISI – Alle considerazioni contenute nell’intervento del presidente di LeftBrindisi, Carmine Dipietrangelo, circa le conseguenze che potrebbe avere sul nostro porto, se accettata dal governo, l’emendamento al decreto di riforma Delrio con la proposta di consentire moratorie agli accorpamenti delle Autorità Portuali per le realtà indicate dai presidenti delle Regioni, aggiunge le proprie il presidente della Fedespedi provinciale, Adriano Guadalupi, che pubblichiamo di seguito.

Caro Carmine, tutta la portualità brindisi incluso rappresentanti di istituzioni,  invitati dal commissario Valente all’incontro in Autorità Portuale con il dott. Ivano Russo , consigliere del ministro Delrio, si rese disponibile accettando senza alcun dubbi  circa la sua bontà la decisione del governo centrale a che le tre Autorità Portuali esistenti  in Puglia divenissero un’ unica Autorità Portuale di sistema pugliese. Quanto poi si è verificato è noto a tutti. Brindisi per mantenere la parola data ma soprattutto per non ricorrere al tanto vietato ‘campanilismo’ (mettiamola così) è rimasta ‘orfana’ alla mercé di tutti.

Avendo l’Autorità Portuale di Brindisi una buona posizione finanziaria,  qualcuno ha deciso (sì, perchè è sempre così: sono gli altri che decidono per noi) di posizionare Brindisi a ruota dell’Autorità Portuale di Bari. Bari, che nella graduatoria dove sono elencate le Autorità Portuali italiane in base alla loro posizione finanziaria (utile) è al diciottesimo posto, Taranto al settimo,  Brindisi all’undicesimo posto.

Premesso quanto sopra , pur essendo stato disponibile come operatore portuale, come componente di Comitato Portuale, a quella Autorità unica di Sistema pugliese, ho sempre avuto dei dubbi su come una così ampia e vasta gestione possa essere governate,  come se fosse  un solo porto: in quanto si tratta di quattro Autorità Portuali messe insieme e sette porti minori. Sì, quattro, perché non dimentichiamoci   Manfredonia alla quale è stata data la stessa dignità delle altre tre. Mi spiego meglio : Manfredonia non ha un euro di utile ma tutte spese, per il semplice motivo che non ha traffico portuale.

Non è da meno la considerazione da fare sul futuro presidente dell’autorità di sistema, perché mi chiedo come  possa adoperarsi dal momento del suo insediamento nel capire qualcosa dell’insieme ma soprattutto per  tenere tutto sotto controllo non gli saranno sufficienti  di certo i quattro anni di mandato. Concludo chiedendoti, caro Carmine, perché la moratoria la vedi balorda e dannosa?

Usufruiamo della moratoria dei tre anni cercando di irrobustire quanto più  programmi, progetti e soprattutto strutture in una ipotesi poi di accorpamento a ‘ragion veduta’. Se accorpamento ci sarà,  la decisione con chi accorparci dovrà essere  lasciata a noi.

L’occasione è proficua per invitare il commissario Valente a che si faccia promotore, non appena ci saranno ufficialmente i nomi dei candidati sindaci, a invitare questi in una pubblica conferenza per illustrare i programmi e i progetti dell’Autorità Portuale di Brindisi affinché chi avrà la candidatura a sindaco sia  almeno al corrente delle potenzialità e delle défaillance che il Porto di Brindisi ha. Cordiali saluti, Adriano Guadalupi.

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