Giovedì, 18 Luglio 2024
Economia

Centrale di Cerano e salute dei cittadini: mozione di due consiglieri regionali

I consiglieri Pino Romano e Mario Pendinelli hanno presentato una mozione allo scopo "di tenere alta l'attenzione nella fase del rinnovo dell'Aia della Centrale Enel di Cerano". Domani, infatti, presso la presidenza del Consiglio dei Ministri è convocato il tavolo tecnico

I consiglieri Pino Romano e Mario Pendinelli hanno presentato una mozione allo scopo “di tenere alta l’attenzione nella fase del rinnovo dell’Aia della Centrale Enel di Cerano”. Domani, infatti, presso la presidenza del Consiglio dei Ministri è convocato il tavolo tecnico che darà il via alla nuova procedura utile al conseguimento o meno dell’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata per l'esercizio della centrale termoelettrica Enel “Federico II” di Brindisi Sud.

La procedura per il rinnovo dell’autorizzazione, passata dal Ministero per l’ambiente alla presidenza del Consiglio dei Ministri, ha già incassato parere negativo dal Comune di Brindisi e dal Ministero della salute, con la richiesta che venisse inserita nell’istruttoria anche la valutazione del danno sanitario derivante dalla presenza della centrale a carbone nel brindisino. In questa fase, secondo Romano e Pendinelli “è fondamentale tenere alta la guardia partendo dai dati che sono in nostro possesso”.

In particolare, la centrale termoelettrica a carbone di Cerano è una "industria insalubre di prima classe" ai sensi del Testo Unico delle Leggi Sanitarie, e che l'Agenzia Europea per l'Ambiente (Eea) la colloca al 18mo posto nella triste graduatoria degli impianti fonte di maggior danno ambientale e sanitario in Europa, essendo accreditata per emissioni pari a 13.000.000 di tonnellate di CO2 annue e 7300 tonnellate di NOx, 6540 tonnellate di Sox e 743 tonnellate di PM10 (classificate come sostanze cancerogene certe per l'uomo, Gruppo 1 Iarc, International Agency for Cancer Researc), con un costo dei danni ambientali e sanitari stimato nel 2009 tra 536 e 707 milioni di euro (Fonte: Eea Technical Report No. 15/2011, consultabile al sito https://www.eea.europa.eu/publications/cost-of-air­pollution).

Inoltre, uno studio del Cnr ha confermato la ricaduta del particolato secondario PM2.5 della Centrale Termoelettrica Federico II di Brindisi su tutto il Salento brindisino e leccese con il potenziale interessamento di un'area di oltre un milione di abitanti (Mangia C. et al., Secondary Particulate Matter Originating from an Industrial Source and Its Impact on Population Health, Int. .I. Environ. Res. Public Health 2015, 12(7), 7667-7681, accessibile al sito https://www.mdpi.com/1660-4601/12/7/7667). “Infine – hanno spiegato Romano e Pendinelli -  la situazione epidemiologica della Regione Puglia, con particolari criticità che riguardano il Salento, è  stata acquisite agli atti dalla Commissione Ambiente del Senato della Repubblica nel corso di un'apposita indagine conoscitiva sull'impatto della Centrale Termoelettrica Federico II di brindisi.

Alla luce di ciò, appare del tutto incongruo secondo i due autori della mozione che nel verbale della conferenza dei servizi del 26 ottobre 2016 il gestore Enel ritenga di non dover ottemperare alle prescrizioni richiesta dalla Provincia di Brindisi (con Prot. N.31194 del 25 luglio 2016) n.4 (installazione di filtri a manica) e n.5 (aggiornamento dei limiti di emissione dei macroinquinanti) adducendo come motivazione che le suddette prescrizioni della Provincia di Brindisi non trovano riscontro in accertate criticità ambientali".

All'opposto, l'esistenza di tali criticità, come detto, sono state dimostrate e addirittura quantificate in termini di precisi costi dall'Agenzia Europea per l'ambiente (Eea). I consiglieri Romano e Pendinelli esprimono piena concordanza con la richiesta formalizzata dal Ministero della Salute (Dg Prevenzione Sanitaria Prot. N. 0021642 del 25/07/2016) di condizionare il parere favorevole per il rilascio del provvedimento di cui all'oggetto a una Valutazione dell'Impatto Sanitario sui lavoratori e sulla popolazione residente.

Chiedono che sia confermato quanto richiesto dal Servizio Rischi Industriali della Regione Puglia, che - con una nota del 25 luglio 2016 condizionava il proprio parere favorevole per il rilascio del provvedimento di autorizzazione integrata ambientale sull'esercizio della Centrale Termoelettrica Federico II di Brindisi alla Valutazione del Danno Sanitario  e in particolare con la prescrizione di "avvio di un nuovo riesame all'esito di eventuali criticità scaturenti dalla Valutazione del Danno Sanitario condotta ai sensi della L.R. 21/2012 e del R.R. n. 24/2012". A tal proposito la Regione Puglia intende confermare di voler essere parte diligente nel richiedere un nuovo riesame dell'Aia dell'impianto di cui all'oggetto qualora dovessero emergere criticità sanitarie dalla Valutazione dell'Impatto Sanitario richiesto dal Ministero della Salute.

Si chiede anche che sia confermata  la richiesta di ottemperare a tutte le prescrizioni imposte dalla Provincia di Brindisi e ritenute non accogliibili dal gestore Enel in merito alla combustione di biomasse (prescrizione n.1), campionamento in continuo dei micro-inquinanti (prescrizione n.2), installazione di filtri a manica (prescrizione n.4), aggiornamento dei valori limite di emissione (prescrizione n.5), misure di compensazione (prescrizione n.7), dismissione dei sistemi di emungimento dalla falda (prescrizione n.7), collaborazione ai monitoraggi previsti nell'ambito del progetto fonico salentino della regione puglia (prescrizione n.8).

 “Quello di domani è un tavolo di fondamentale importanza hanno concluso Romano e Pendinelli -  poiché è quello in cui è finalmente possibile discutere di temi attinenti la salute dei cittadini e  non solo delle  migliori tecnologie disponibili  da applicare. Non si può giocare su questi temi, è necessaria una posizione ferma e chiara senza cedimenti”.

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