Economia

Micorosa: il Tar nega la sospensiva dell'appalto. Per ora si va avanti

La riforma del codice degli appalti del governo Renzi dà una mano alle tesi degli avvocati del Consorzio Stabile Comeap di Catania, e induce il Tar di Lecce a rifiutare la sospensione dell'aggiudicazione della gara per i lavori di bonifica e messa in sicurezza della discarica Micorosa

BRINDISI - La riforma del codice degli appalti del governo Renzi dà una mano alle tesi degli avvocati del Consorzio Stabile Comeap di Catania, e induce il Tar di Lecce a rifiutare la sospensione dell'aggiudicazione della gara  per i lavori di bonifica e messa in sicurezza della discarica Micorosa, assegnati dal Comune di Brindisi alla stessa Comeap con un ribasso del 74 per cento, dopo l'esito negativo del controllo di anomalia. Quindi il Comune potrà procedere alla stipula del contratto con Comeap ed avviare i lavori, in attesa degli esiti del giudizio di merito sulla sostenibilità ed adeguatezza dei costi dell'intervento proposti dall'aggiudicataria.

Il Tar di Lecce, con l’ordinanza n. 221/2015, ha respinto la domanda di sospensione dell’aggiudicazione in favore del Consorzio Stabile Comeap, che per i lavori di bonifica aveva offerto un ribasso di oltre il 70%, su una base d’asta di circa 30 milioni di euro, condividendo dunque le tesi della difesa del consorzio aggiudicatario rappresentato in giudizio dagli avvocati Fabio Patarnello e Luigi Mariano. A richiedere la sospensione della procedura di gara era stata la seconda impresa in graduatoria, più precisamente l'Ati TrsServizi rappresentata in giudizio dal prof. Ernesto Sticchi Damiani e dall’avvocato Giacomo Marchitelli.

Il petrolchimico e la discarica MicorosaLa ricorrente aveva sollevato dubbi sui contratti di avvalimento presentati dal Consorzio Stabile Comeap e sui ribassi offerti per i lavori (che dovrebbero essere effettuati con circa 9 milioni di euro invece che con 30), ma i difensori del Consorzio hanno dimostrato come, secondo le recenti riforme introdotte dal Governo Renzi sulle disposizioni del codice degli appalti, eventuali irregolarità documentali (peraltro contestate) non avrebbero mai potuto condurre all’esclusione della ditta dalla gara, ma solo all’obbligo dell’integrazione, se ciò fosse stato richiesto dalla stazione appaltante.

La faccenda non è però chiusa qui. E' stata rinviata invece all’8 luglio 2015 la discussione del merito, con ogni ulteriore aspetto relativo al ribasso offerto dall’aggiudicataria e alla sostenibilità dei costi rispetto i lavori da effettuare. Nel frattempo, però, il Comune di Brindisi, rappresentato in giudizio dagli avvocati Trane e Guarino, potrà come già detto procedere alla stipula del contratto e avviare il cantiere per la bonifica sull'area di 40 ettari di Micorosa, uno stagno costiero interrato con un milione e mezzo di fanghi tossici prodotti dalle attività del petrolchimico di Brindisi, e attiguo al Parco regionale delle Saline di Punta della Contessa.

Quella discarica è stata indicata come priorità nell'ordine degli interventi di bonifica del Sito di interesse nazionale di Brindisi, e anche i 40 milioni stanziati attraverso la Regione Puglia erano stati indicati come insufficienti per attuare gli interventi previsti dal piano della società del Ministero dell'Ambiente incaricata dello studio, che prevede sostanzialmente l'intombamento dell'area e la sua separazione dalla falda e quindi dal mare. Si potrà risolvere il problema di questa Cernobyl brindisina con soli 9 milioni di euro o poco più?

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