Economia

Nel gioco dei primati portuali tra Bari e Taranto, Brindisi faccia la scelta giusta

Le dichiarazioni del ministro Graziano Delrio oggi a Taranto per l’inaugurazione della piattaforma logistica, riaprono la possibilità che la Puglia abbia due autorità portuali di sistema e non più una sola authority per Bari, Brindisi, Manfredonia e Taranto?

Graziano Delrio

"Noi abbiamo un criterio nella riforma dei porti, che è quella di riconoscere i porti 'core' come sedi di Autorità portuale. Ho suggerito alla Regione, alla città metropolitana di Bari e alla città di Taranto di provare a trovare una soluzione per un'unica Autorità portuale pugliese. In ogni caso - ha aggiunto - il criterio è quello dei porti 'core'. Se questa soluzione avanzata non la si riterrà utile in questa prima fase, la si riterrà per una seconda fase". Queste dichiarazioni del ministro Graziano Delrio oggi a Taranto per l’inaugurazione della piattaforma logistica, riaprono la possibilità che la Puglia abbia due autorità portuali di sistema e non più una sola authority per Bari, Brindisi, Manfredonia e Taranto?

Una fatto è certo, le spinte politiche nei due porti “core” tendono a dividerli nuovamente, e la guerra per la conservazione delle rispettive autorità portuali non è mai cessata. Oggi il sindaco di Bari De Caro si è intrattenuto a lungo a colloquio col ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il governatore Michele Emiliano ha detto che bisogna trovare un ruolo nel sistema che non mortifichi Bari ma ha anche esaltato il ruolo che deve riconquistare il porto di Taranto. Equilibrismi? C’è comunque il rischio che si torni a perdere tempo in queste faccende piuttosto che accelerare per conquistare con una unione delle risorse quella competitività che il sistema portuale pugliese non può certo aggiudicarsi separando i due porti “core”, che sono ben poca cosa anche di fronte a ciò che sta maturando sul piano della logistica dei trasporti marittimi non solo in Europa, ma anche in Africa Settentrionale.

La prua della La banchina ex Carbonifera Brindisi deve comunque essere pronta anche a fare una scelta oculata nel caso in Puglia le autorità di sistema siano due, senza ricadere nella querelle vista ai tempi dell’’accorpamento ventilato delle province (con Taranto o con Lecce?). Intanto deve battersi perché prevalga l’idea di un’unica autorità portuale per la Puglia, idea contenuta nel progetto di riforma e che lo stesso ministro ha dichiarato di privilegiare. Nel caso di una separazione, la scelta deve essere quella di Bari per due ragioni su tutte: la logicità dell’appartenenza ad un sistema portuale e logistico del Basso Adriatico (accantonando le diffidenze sulla “supremazia barese”), e quella della stima attuale dei traffici, che sono l’unità di misura che la riforma introduce per verificare ogni due anni la convenienza di mantenere in vita o meno una autorità portuale.

E’ molto difficile, a nostro parere, che Taranto da sola possa superare tra due anni quella prova, essendo oggi del tutto priva di un traffico passeggeri, abbandonata da Evergreen e con il traffico minerali dell’Ilva in decrescita. Né potrebbe essere Brindisi, se unita a Taranto, a mutare questa situazione. Tutto riporterebbe inevitabilmente al rientro in una governance unica della Puglia. Brindisi avrebbe invece da questo punto di vista maggiori prospettive e garanzie unita a Bari, sia per il traffico ro-ro-che per quello passeggeri, che per le merci se saprà affrancarsi da un futuro condizionato da un lato dal carbone Enel, e dall’altro da un armatore monopolista. Se Bari e Taranto ragionano sulla base di interessi dei rispettivi territori e città per mantenere le rispettive autorità portuali, non sia Brindisi a dimenticare quali sono le sue aspirazioni di rilancio sul mare, e faccia la scelta giusta, senza seguire le strumentalizzazioni di una politica che sin qui l’ha penalizzata.

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