Martedì, 26 Ottobre 2021
Economia San Vito dei Normanni

Inaugurata nuova ala ex stabilimento vinicolo dedicata ai turisti

E' stato inaugurato sabato a San Vito dei Normanni il primo di due centri polifunzionali per l'informazione e l'accoglienza turistica del Gal Alto Salento. Il sito è quello dell'ex stabilimento vinicolo Dentice di Frasso

SAN VITO DEI NORMANNI - E' stato inaugurato sabato a San Vito dei Normanni il primo di due centri polifunzionali per l'informazione e l'accoglienza turistica del Gal Alto Salento. Il sito è quello dell'ex stabilimento vinicolo Dentice di Frasso, costruito all'inizio del secolo dal ramo sanvitese della omonima familia nobiliare che possiede anche il castello svevo di San Vito, e possedeva quello di Serranova, Torre Regina Giovanna e un vasto latifondo che si estendeva sino a Restinco comprendendo l'intera fascia costiera.

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L'antico esempio di archeologia industriale era già stato in parte recuperato con i fondi del programma varato dalla giunta regionale di Nichi Vendola dedicato alla imprenditoria e all'aggregazione giovanile, Bollenti Spiriti, dando vita all'Ex Fadda, dove operano ormai una trentina di microimprese dalla ristorazione, all'artigianato, alla musica, alla cultura, alla formazione. Ora l'intero complesso si può considerare recuperato con il progetto di destinazione del Gal Alto Salento, e con gli interventi di ristrutturazione affidati all'ingegnere Franco Pagliara.

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Il primo Centro Polifunzionale per l’Informazione e l’Accoglienza Turistica già in assetto per diventare operativo, è inoltre frutto di un accordo tra il Gal Alto Salento e il Comune di San Vito dei Normanni, proprietario dell’immobile. Degli interventi strutturali predisposti e diretti dall'ingegnere Pagliara ne parla di seguito lo stesso tecnico e direttore dei lavori nella sua relazione di sintesi.

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"L'intervento effettuato ha portato al recupero tecnico funzionale di una porzione di fabbricato facente parte del più ampio complesso denominato “Ex Fadda” una volta stabilimento enologico “Dentice di Frasso” che negli ultimi anni ha avuto un utilizzo differente da quello di realizzazione accogliendo varie attività ed iniziative di carattere sociale. Così come presentato in fase di progettazione preliminare ed esecutiva il corpo di fabbrica è stato trattato con il fine di limitare al minimo interventi invasivi a livello estetico e strutturale affidando il compito del recupero, come da indicazioni della Soprintendenza stessa, ad una serie di operazioni tese ad eliminare le cause del degrado delle finiture e la susseguente protezione delle stesse".

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"Quindi principalmente l'eliminazione delle infiltrazioni meteoriche dalle falde di copertura del tetto, la pulizia del paramento murario del corpo di fabbrica in special modo delle pareti esterne rivolte a nord, il recupero integrale degli infissi in legno preesistente, il ripristino degli intonaci ammalorati e la protezione dell'intero manufatto contro il perpetrarsi dell'azione degli agenti atmosferici e delle impurità ambientali cui è soggetto e il ripristino, la revisione e la messa in esercizio degli impianti termo-elettrici e idraulici".

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"L'intervento tutto ha riguardato il recupero tecnico funzionale di una parte del corpo di fabbrica ancora più ampio che costituiva il vecchio stabilimento vinicolo, uno dei più importanti della città. Il recupero di questo edificio dal punto di vista di fruizione sociale è avvenuto negli scorsi anni, mettendo  a disposizione una serie di ambienti utilizzati attualmente per varie attività che coinvolgono l'intera comunità. Nel filone di questa finalità si inserisce il recupero portato avanti da questo intervento che metterà a disposizione del Gal Alto Salento una struttura in grado di svolgere perfettamente il suo compito di punto informativo per il turismo locale, offrendo in più la possibilità di utilizzare una sala conferenze e convegni da duecento posti".

dentice di frasso 5-2"Mettere a disposizione della comunità una struttura di questo tipo e senz'altro un risultato molto importante per la provincia tutta che non annovera molti altri spazi pubblici simili che potranno sicuramente rispondere a richieste di convegni di vario genere di carattere culturale e divulgativo. L'utilizzo degli uffici recuperati come punto divulgativo per il turismo e per la promozione del territorio non fa che inserirsi in questo schema di offerta territoriale di promozione culturale".

"Dal punto di vista tecnico il recupero è avvenuto cercando di non intaccare minimamente la maglia realizzativa strutturale del complesso. Non è stata in alcun modo alterata l'impronta tipologica che caratterizza lo stabile nella sua conformazione sostanziale e strutturale anche all'interno dell'edificio. Il tema della ricucitura e della sostenibilità della periferia  può avvenire solo mediante il recupero di 1, 10 e 100 di questi spazi pubblici abbandonati. La periferia deve ritrovare la sua centralità in un mix di attività per dare corso alla trasformazione partecipata del luogo. La comunità che si appropria degli spazi pubblici, diventa la grande sfida per dare concrete risposte all'incuria e all'abbandono di contenitori e spazi di assoluto pregio".

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