Economia

Accensione torcia: "Da Eni Versalis nessuna comunicazione all’Arpa"

Il direttore Assennato: “Sfiaccolamento tristemente noto, il Ministero ha già diffidato”. Rischio di blocco alla seconda diffida. E il Comune noleggia un drone per i rilievi: 24mila euro l’anno. Ma non c’è ancora la convocazione della seduta consiliare monotematica annunciata dal sindaco a luglio

BRINDISI – “Al momento non abbiamo ancora ricevuto comunicazioni della società sull’accensione della torcia: purtroppo non mi meraviglio perché è un fenomeno tristemente noto sul quale l’Arpa si è già pronunciata, tanto è vero che c’è una diffida del Ministero dell’Ambiente notificata a Versalis, sulla base dei risultati degli accertamenti condotti dal nostro dipartimento nel mese di luglio”.

Il direttore dell’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente, Giorgio Assennato, ha appreso dell’ultimo “sfiaccolamento” questa mattina (7 ottobre) e attende una nota della società proprietaria dell’impianto di cracking: il video pubblicato nella notte da BrindisiReport racconta l’ennesima sfiammata che preoccupa i residenti per le possibili conseguenze sulla salute delle sostanze eventualmente emesse. Cosa si respira quando i camini si accendono?

“L’impatto degli inquinanti sarà oggetto di valutazione per verificare se ci sia stato o meno il superamento delle soglie, circostanza emersa la scorsa estate in alcune occasioni”, dice Assennato. “L’Arpa, di conseguenza, trasmetterà all’autorità competente, vale a dire all’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, e quindi al Ministero”.

Giorgio Assennato“E’ evidente che i camini accesi del Petrolchimico sono sintomatici di problemi di gestione e che si tratta di indicatori fortemente negativi per le società, fermo restando che lo sfiaccolamento avviene per ragioni di sicurezza”, aggiunge Assennato. Il punto controverso e oscuro attiene al motivo per il quale si verificano le accensioni appunto in sicurezza che, per definizione, dovrebbero essere eccezionali e non periodiche come, invece, avviene nel sito del Petrolchimico, dove sono stati realizzati interventi migliorativi.

Tenuto conto della frequenza e soprattutto del superamento di alcuni valori, l’Arpa lo scorso 10 luglio ha scritto all’Istituto che fa capo al Ministero dell’Ambiente, e per conoscenza alla Procura di Brindisi, “con richiesta di procedere con la diffida allo scopo di individuare le cause che hanno determinato la violazione e di ottenere l’elenco delle azioni correttivi intraprese o programmate”.

L’Arpa ha chiesto, inoltre, di indicare le “misure messe in atto al fine di evitare il ripetersi della inaccessibilità al portale web dedicato alla consultazione dei dati sulle emissioni”. E’ stato accertato che “per quanto riguarda quelle convogliate in atmosfera dal camino E77, il parametro composti organici volatili ha superato il 27 luglio 2015 i limiti imposti dall’Autorizzazione integrata ambientale”. Da qui l’intervento del Ministero, con una diffida notificata alla società Versalis spa, stabilimento di Brindisi, lo scorso 25 settembre.

La direzione – stando a quanto è scritto – dovrà “trasmettere entro 30 giorni una nota di approfondimento finalizzata al superamento della violazione riscontrata dall’Arpa Puglia”. Non è tutto. Perché i dirigenti del Ministero hanno ricordato le possibili conseguenze del perdurare della situazione: “Si rammenta, in proposito, che è previsto che l’autorità competente proceda alla diffida e contestuale sospensione dell’attività per un tempo determinato nel caso in cui le violazioni siano comunque reiterate per più di due volte l’anno”.

La prima diffida c’è stata. Adesso sussiste il concreto rischio di una diffida bis, con i rischi che comporta. Tutto dipende dalle spiegazioni e soprattutto dalle azioni di tipo correttivo che la società intende adottare per impedire nuove accensioni delle torce, già oggetto di un investimento di notevoli dimensioni dopo la precedente indagine della magistratura, datata 2010, con il sequestro di sette torce contestando lo smaltimento degli effluenti gassosi al termine del ciclo produttivo.

Sul fronte politico, nulla si sa della proposta di convocare il consiglio comunale sul caso “torce”, così come chiesto dal sindaco Mimmo Consales durante la seduta del 13 luglio, quando la maggioranza di centrosinistra bocciò la proposta avanzata dal Riccardo Rossi  l’istituzione di una commissione di tecnici a cui affidare lo studio delle torce, allo scopo di accertare le conseguenze sulla salute.

Rossi chiedeva anche un ampliamento della rete di monitoraggio, al momento ristretta in alcuni punti della città e della zona industriale, da affidare in gestione all’Arpa. Dall’opposizione ci si chiede se l’ala “industrialista” legata a consiglieri comunali dipendenti di alcune società presenti nell’area, rallenti il confronto nel timore che si arrivi a uno scontro dai toni accesi con gli ambientalisti.

In materia ambientale, va registrata la procedura negoziata avviata dal Comune per il noleggio di un drone con sensori per rilevare le emissioni in caso di accensione delle torce: “I risultati saranno consegnati all’Arpa”, dice l’assessore all’Ambiente, Antonio Monetti. “A Brindisi il drone entrerà in funzione nelle prossime ore, oggi è stato impegnato per l’area dell’Ilva di Taranto”.

La disponibilità dell’apparecchio è stata assicurata a fronte di un costo di 24mila euro l’anno che dovrà essere riconosciuto alla ditta di un giovane brindisino. Il contratto è stato firmato non più tardi di dieci giorni fa.

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