Nomine Asi, manca quella del Comune. Mennitti: "Arriverà in settimana"

BRINDISI - Tempo massimo consentito inesorabilmente scaduto, ma la nomina del Comune per l’assemblea del consorzio Asi ancora non c’è. Il commissariamento dell’ente è a questo punto più di un rischio, e il sindaco Domenico Mennitti lo sa: “La questione è all’ordine del giorno del consiglio di domani, entro questa settimana ci sarà il nome”, rassicura.

Il sindaco Domenico Mennitti

BRINDISI - Tempo massimo consentito inesorabilmente scaduto, ma la nomina del Comune per l’assemblea del consorzio Asi ancora non c’è. Il commissariamento dell’ente è a questo punto più  di un rischio, e il sindaco Domenico Mennitti lo sa: “La questione è all’ordine del giorno del consiglio di domani, entro questa settimana ci sarà il nome”, rassicura.

La vicenda è nota, datata e persino tediosa. Le responsabilità dei ritardi, tutte politiche. L’avvicendamento al consorzio Asi fra il commissario inviato dalla Regione i nuovi organi di rappresentanza avrebbe dovuto consumarsi l’estate scorsa. E’ praticamente trascorso un altro anno senza che il passaggio di consegne sia avvenuto, per indolenza degli enti, per lotte intestine fra i partiti, e pure un poco per gestione pasticciata della cosa pubblica.

Nelle altre province pugliesi – vedi Lecce, per fare un esempio – le designazioni dei rappresentanti destinati all’assemblea consortile sono avvenute nella corretta interpretazione della norma in materia (uno per la Provincia, uno a testa per i comuni consorziati fra cui il comune capoluogo e uno per la Camera di commercio). Diversamente è andata a Brindisi, dove l’insaziabile appetito di posti al sole ha determinato il pasticcio annunciato: ciascuno degli enti chiamati in causa ha fatto riferimento alla vecchia normativa, designando tre rappresentanti cadauno, ignorando bellamente la legge regionale che riformava la materia.

Da qui l’intervento della Regione, che ha fornito agli enti messapici la corretta interpretazione della legge, imponendo di resettare il faticoso percorso compiuto fino a quel momento. Da qui in poi, non restava che revocare le delibere di nomina delle terne tramite delibera consigliare e designare un rappresentante a testa. La nuova assemblea così composta avrebbe dovuto eleggere i tre membri del direttivo e dunque procedere all’elezione del presidente. Semplice, fino alla banalità. E’ quello che tutti gli enti hanno fatto, più o meno celermente, tranne il Comune di Brindisi che resta al palo di un ritardo nel quale rischia di restare travolto il consorzio e lo sviluppo stesso della zona industriale, che c’entra con lo sviluppo complessivo di tutto il territorio.

I solleciti indirizzati dal commissario Armando Serra, non hanno avuto il potere di accelerare i tempi. La lettera di ultimatum, norma alla mano, intimava all’ente municipale di rimediare entro e non oltre la prima settimana di giugno, e ancora tutto tace. La lotta fratricida fra chi si contende l’unico posticino disponibile è ancora in corso? Non è dato sapere. Quel che è certo è che il rischio commissariamento incombe.

Il primo cittadino, che di lotte intestine al centrodestra ne ha piene le tasche, getta acqua sul fuoco e rassicura: “La revoca della delibera che nominava la terna è all’ordine del giorno del consiglio di domani, dopodiché la cosa andrà avanti speditamente. Vero che si tratta di un atto che scaturisce dalla interpretazione di una norma, ma non ci sarà alcunché da discettare, si deciderà e basta, salvo sorprese”.

Le sorprese fanno parte dell’imponderabile che Mennitti, uomo pragmatico, mette certamente nel conto, pur nell’auspicio che nessuno si sogni di ostacolare ulteriormente un percorso già gravemente in ritardo, né di accollarsi la responsabilità dell’ennesimo commissariamento dopo oltre tre lustri di gestione d’emergenza.

Mennitti ha già un nome? Forse. Ma non concede anticipazioni: “Non avrebbe senso – spiega -, il rappresentante designato sarà reso noto entro questa settimana”. No comment, dunque, sulle voci di corridoio secondo cui il futuribile rappresentante del consorzio sarà pescato dalla quaterna dei consiglieri più suffragati nella prima tornata, ossia Pietro Santoro, Angelo Rizziello, Antonio D’Autilia e Pasquale D’Agnello. Silenzio stampa anche sugli insistenti rumor secondo cui le ragioni del ritardo sarebbero legate a questioni tutte politiche. Per persuadersene basta una scorsa ai numeri, proporzionali alle quote di rappresentanza in seno all’assemblea.

I rappresentanti designati fino a questo momento sono Ferrarese per la Provincia, il sindaco Domenico Tanzarella per Ostuni, il vice presidente Cosimo Convertini per la Camera di Commercio, nomi che significano terno secco per il centrosinistra, pari al 50,8 per cento delle quote. Agli avversari restano i rappresentanti del Comune di Francavilla, che ha designato l’onorevole Luigi Vitali, il sindaco di Fasano Lello Di Bari, entrambi esponenti del Pdl al quale dovrebbe sommarsi l’agognata designazione da parte del Comune di Brindisi, ovviamente in quota centrodestra.

L’ultima designazione non riequilibra però  la rappresentanza delle parti, e il centrosinistra godrebbe comunque dell’autonomia sufficiente per eleggere un futuribile consiglio d’amministrazione monocolore, accaparrandosi presidente, vice-presidente e componente. Da qui l’insuperabile empasse. Vero o falso, l’ipotesi commissariamento il sindaco di Brindisi non la contempla nemmeno, e sul punto nel passato recente ha già minacciato dimissioni.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Virus, paziente in valutazione al Perrino. Treno bloccato a Lecce

  • Virus, declassato caso sospetto, ma resta l'isolamento. Un altro oggi

  • Dramma a Savelletri: cadavere di un uomo ritrovato sugli scogli

  • Brindisi: tentatato suicidio in carcere. Detenuto salvato da un agente

  • Detenuto ai domiciliari ingerisce acido: morto dopo dieci giorni di agonia

  • Furto di trattore si conclude con inseguimento, incidente e arresto

Torna su
BrindisiReport è in caricamento