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Domenica, 23 Giugno 2024
Economia

Deposito Gnl, Edison: "Benefici economici e ambientali, nessuna interferenza con binari"

Lunga e articolata nota della società, che fornisce una serie di chiarimenti sul progetto di serbatoio costiero. Domani il consiglio comunale monotematico

BRINDISI – L’iter autorizzativo è stato seguito “in modo trasparente e scrupoloso” e non necessita di Via (Valutazione di impatto ambientale). Costa Morena Est “è risultato il sito disponibile e ottimale per la realizzazione del deposito”. Escluse interferenze sia con le attività operative dell’aeroporto Brindisi Casale che con il raccordo ferroviario. “Non esistono limitazioni particolari alla navigazione”. Il deposito è “completamente differente da un impianto di rigassificazione”. Da un punto di vista ambientale il progetto porterà dei “benefici sia a livello locale che di sistema”. “L’effetto economico complessivo a livello locale, a partire dalle ricadute sul territorio dell’investimento iniziale, è quindi stimato in 441 milioni di euro in dieci anni”.

Il consiglio monotematico e l'interpellanza al ministro

Questi alcuni punti fissati da Edison attraverso una lunga e articolata nota sul serbatoio costiero di Gnl previsto nel porto di Brindisi. Il comunicato è stato divulgato alla vigilia del consiglio comunale monotematico sul deposito in programma per le ore 9 di domani (venerdì 27 ottobre). Nella sala Caiati di Palazzo di città saranno discusse una mozione della maggioranza e una dell’opposizione

I gruppi di maggioranza non esprimono alcun parere, in quanto il consiglio comunale, nell’attuale fase dell’iter autorizzativo, non ha “competenza e legittimazione” ad esprimersi. Al contempo viene chiesto agli enti competenti di acquisire i verbali delle audizioni acquisite in occasione della conferenza capigruppo dello scorso 13 ottobre, che hanno fatto emergere delle divergenze fra gli stessi enti. L’opposizione invece esprime un parere negativo e chiede il ritiro in autotutela della concessione demaniale.

La vicenda, fra l’altro, è approdata anche in parlamento, tramite un’interpellanza urgente del Movimento 5 stelle, che chiede al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ed al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti la revoca del decreto autorizzativo. Si tratta di un’istanza condivisa dalle associazioni ambientaliste, che negli ultimi due mesi hanno dato vita a tre manifestazioni contro il deposito.

Edison: "Piena fiducia nelle istituzioni nazionali e nel territorio"

E’ in questo contesto che si inserisce la nota di Edison, che fornisce una lunga serie di chiarimenti sull’iter autorizzativo, sull’impatto ambientale ed economico, sull’interferenza con altre infrastrutture e sulla sicurezza dell’impianto. “Edison  - si legge nell’introduzione della nota - ha seguito il procedimento autorizzativo previsto dalla normativa vigente per il progetto in questione, in modo trasparente e scrupoloso, interfacciandosi con gli interlocutori istituzionali competenti per tali procedimenti, nel rispetto di una correttezza decisionale tecnico-amministrativa non influenzata da dinamiche diverse”.

La società chiarisce che “il dialogo con il territorio per lo sviluppo del progetto ha avuto avvio già dal 2018 nelle sedi e con le modalità previste dalla normativa per tale percorso e ha portato all’ottenimento graduale delle autorizzazioni necessarie, fino al definitivo ottenimento della Au nell’agosto 2022”.

L’azienda “conferma piena fiducia nelle Istituzioni nazionali e in quelle del territorio a cui si è rivolta con serietà e responsabilità per proporre un progetto strategico che ritiene essere un’opportunità e che potrebbe diventare il primo progetto per la decarbonizzazione dei trasporti del Sud Italia”. 

Nessuna interferenza con binari

Una delle questioni più controverse è quella riguardante l’eventuale interferenza con la linea ferroviaria. Nel corso dell’ultima conferenza dei capigruppo, in particolare, c’è stato una sorta di rimpallo di responsabilità fra gli enti coinvolti nell’iter autorizzativo, a proposito della distanza minima che dovrebbe intercorrere fra l’impianto e i binari. A tal proposito Edison sostiene che “la norma di riferimento che interessa per l’appunto i raccordi ferroviari non prevede distanze minime”. 

“Il progetto prevede la recinzione del deposito a 5 metri dal binario più vicino ed ha previsto un muro di protezione in calcestruzzo armato in prossimità degli impianti di processo più vicini al confine con la ferrovia. Il muro ha una altezza di 4 metri, calcolata sulla base dell’altezza di un convoglio ferroviario standard, una lunghezza lineare di 130 metri e una profondità di 0,35 metri”.

L'ubicazione in banchina

Escluso anche il rischio di interferenza con la navigazione o altre attività portuali. “La parte residuale della banchina rispetto alla zona di ormeggio delle navi Gnl – specifica Edison - è in grado di ospitare, in caso di presenza della gasiera ormeggiata e operante, una ulteriore nave da 270 metri o più navi in contemporanea per una lunghezza complessiva degli scafi di 240 m. In caso di assenza della gasiera sono disponibili ulteriori 40 m di specchio acqueo prospicente la banchina destinata ad Edison”.

“Nell’ottobre 2020 Edison ha infatti accolto la richiesta degli operatori portuali di valutare un arretramento della zona di ormeggio alla banchina, al fine di assicurare 300 metri dalla testa della banchina al perimetro di impianto e 310 metri dalla testa della banchina alla prua della metaniera al servizio del rifornimento del deposito.  L’occupazione complessiva di Costa Morena Est da parte del deposito è comunque inferiore al 30% dell’intera area di banchina”. 

"Benefici ambientali"

La società si sofferma anche sui benefici ambientali: “La riduzione di Sox e Nox rispetto ai combustibili tradizionali è nell’intorno del 80-90% e consentirà di rispettare i limiti imposti dall’Imo (International Maritime Organization) che verranno applicati anche al Mar Mediterraneo". "Le polveri sottili emesse normalmente da camion e navi a combustibile tradizionale vengono completamente eliminate grazie al Gnl”.

"In relazione alla Co2 il Gnl consente di abbattere di circa il 20 % le emissioni rispetto al diesel/Mgo. Questo è solo il primo passo verso la decarbonizzazione perché maggiore sarà la disponibilità di biometano maggiore potrà essere l’abbattimento anche delle emissioni di CO2 nei trasporti. L’utilizzo di un mix con 40% di bioGNL permetterebbe di portare l’abbattimento delle emissioni di CO2 già al 55%. Tutto ciò potendo utilizzare le stesse infrastrutture, catene logistiche, motori utilizzati per il Gnl fossile". 

"Non serve la Via"

Quanto all’iter autorizzativo, si esclude la necessità di Valutazione di impatto ambientale. Questo “in ragione della taglia del deposito che, come è stato riportato in tutta la documentazione tecnica presentata dall’inizio dei procedimenti istruttori, è inferiore ai limiti di soglia di applicabilità previsti dall’allegato II alla parte seconda del D.Lgs 152/2006 (Tua), ovvero ‘Stoccaggio di prodotti di gas di petrolio liquefatto e di gas naturale liquefatto con capacità complessiva superiore a 20.000 m³’; infatti il serbatoio del deposito di Gnl in oggetto presenta una capacità utile di circa 16.500 m³ e geometrica di circa 19.500 m³’”.

Impatto economico e occupazionale

Sul fronte dei benefici economici si rimanda al rapporto del Censis presentato un paio di settimane fa presso lo Snim di Brindisi. “Nella fase di cantiere, della durata prevista di circa 30 mesi, il valore della produzione diretta, indiretta e dell’indotto a livello locale è stimato pari a 170 milioni di euro” . “Nella fase di cantiere, inoltre, l’occupazione aggiuntiva diretta, indiretta e dell’indotto (prevalentemente a livello locale) è stimata in 1.140 unità di lavoro (posizioni lavorative equivalenti a tempo pieno). In particolare, si stima una media annua di circa 120 persone (fino a un picco di 200 persone) impiegate nel cantiere”.

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“Nella fase a regime, il valore della produzione diretta e indiretta a livello locale in dieci anni (periodo 2026-2035) è stimato pari a 271 milioni di euro”. “L’effetto economico complessivo a livello locale, a partire dalle ricadute sul territorio dell’investimento iniziale, è quindi stimato in 441 milioni di euro in dieci anni. In questa fase, l’occupazione aggiuntiva è stimata in 31 unità occupate a tempo pieno per la gestione diretta dell’esercizio, a cui si aggiungerà personale indiretto impegnato in altre attività afferenti all’esercizio del deposito e l’occupazione addizionale dell’indotto”. 

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