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Economia

Edison, Cisal: “Si avvii il cantiere e si tenga conto delle esigenze territoriali”

La segreteria del sindacato: "Edison sia più comunicativa e presente sul territorio aprendo da subito una fase di continue e corrette relazioni industriali"

Riceviamo e pubblichiamo una nota della segreteria Cisal Chimici - Energia e Petrolio di Brindisi a firma Massimo Pagliara, Giovanni Mavroidis e Andrea Genoino

L’importante incontro organizzato presso Confindustria Brindisi alla presenza dei massimi vertici Edison e di tutte le parti sindacali ha posto finalmente luce sull’iter tecnico e legislativo che la multinazionale dell’energia ha percorso fino al raggiungimento di tutte le autorizzazioni previste dagli enti preposti. Tale deposito costiero Gnl, è bene ribadirlo, consiste in un investimento strategico per la nostra nazione poiché utile a traguardare la transizione energetica, la decarbonizzazione dei trasporti marittimi e pesanti, così come indicato dalla direttiva europea e per questo motivo finanziato dal Pnrr, in quanto opera di pubblica utilità. Queste nella sintesi le dichiarazioni ufficiali dei dirigenti al tavolo.

A fronte della importante informativa, la nostra delegazione rappresentata da Massimo Pagliara e Giovanni Mavroidis, ha avuto modo di intervenire per richiamare la società Edison ad essere più comunicativa e presente sul territorio aprendo da subito una fase di continue e corrette relazioni industriali con le parti sociali, stabilendo, per esempio, un calendario di incontri  sindacali per entrare nel merito della immediata  cantierizzazione prevista  entro il 2023, considerato che l’impianto dovrà essere operativo entro il 2026. 

La scrivente organizzazione sindacale ha rimarcato, ove ce ne fosse bisogno, che Brindisi, data la sua storica vocazione industriale che la predispone per infrastrutture e competenze tecniche, non può essere, specie in questo periodo, ostile agli investimenti e che anzi, pertanto, non si può attendere ulteriormente col rischio di non rispettare le scadenze imposte dal Piano Nazionale vanificando un potenziale investimento di almeno 150 milioni di euro.

Per quanto sopra, come sindacato, riteniamo si debbano immediatamente avviare le opere di cantierizzazione per le attività propedeutiche alla costruzione dell’impianto, utilizzando per buona parte la professionalità e l’esperienza delle nostre maestranze e imprese locali, per poi discutere quali ricadute occupazionali ed economiche spettino alla nostra città. Ancora una volta ribadiamo a gran voce che Brindisi necessita di fatti tangibili utili al territorio e non al vaniloquio di certo pseudo ambientalismo perdigiorno.
 

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