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Martedì, 30 Novembre 2021
Economia

Sea-Wcs, nuova protesta a Cerano: fermi tutti i lavoratori dell'indotto

Nuova mobilitazione all'esterno della centrale Enel. I 10 lavoratori ex Wcs riassorbiti dalla Sea non accettano le condizioni proposte dall'azienda per il passaggio di personale.

BRINDISI – Auto e Tir fermi all’esterno della centrale Enel Federico II di Cerano, dove monta la protesta dei lavoratori coinvolti nel cambio di appalto fra la Wcs e la Sea, nel settore del lavaggio idrodinamico.

Dopo il sit di ieri mattina (8 maggio) andato avanti per qualche ora, alle prime luci di oggi i 10 lavoratori che sulla base di un accordo sottoscritto in prefettura dovranno essere riassorbiti dalla ditta subentrante (la Sea di Trepuzzi), mentre le altre 10 unità originariamente coinvolte nella querelle sono rimaste fra le file della Ecs, sono tornati a presidiare i cancelli dello stabilimento. Stavolta anche i colleghi di tutte le altre aziende dell’indotto sono rimasti all’esterno della centrale.

La situazione è monitorata dai poliziotti della Digos di Brindisi, con il supporto degli agenti del Reparto Mobile giunti da Taranto. I manifestanti non accettano le condizioni proposte dalla Sea per il passaggio di personale. La bozza di contratto presentata dalla ditta prevede infatti, da quanto appreso dai sindacati dei metalmeccanici, il taglio degli scatti di anzianità e l’abbassamento delle livelli contrattuali.

“A conti fatti – affermano i lavoratori – perderemmo quasi 230 euro al mese”. Una cifra significativa per dei padri di famiglia che di certo non navigano nell’oro. I lavoratori a questo punto chiedono la convocazione di un nuovo tavolo in prefettura, divenuta lo snodo cruciale della miriade di vertenze occupazionali che affliggono il territorio. 

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