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Nuove risorse per industria e Cittadella: invitati anche i sindacati in ministero

Il prossimo 4 settembre presso il ministero per la Coesione territoriale si svolgerà un tavolo tecnico su un accordo di programma per Brindisi. Gli auspici della Cgil e della Uil

Riceviamo e pubblichiamo un intervento dei segretari generali della Cgil e della Uil di Brindisi, Antonio Macchia e Tonino Licchiello, sulle tematiche che verranno affrontate con il ministro per la Coesione territoriale, Claudio De Vincenti, in occasione di un incontro convocato per il prossimo 4 settembre. 

Quando chi rivendica i propri diritti lo fa con cognizione di causa e, contestualmente,  dall’altra parte vi è un interlocutore  attento realmente ai bisogni del territorio, si realizza quanto sta avvenendo in questi giorni per Brindisi.

Ed infatti, a fronte della pacifica protesta organizzata da Cgil, Cisl e Uil il giorno successivo alla mancata convocazione presso il governo per discutere dei problemi economici di Brindisi, il ministro De Vincenti, accogliendo le richieste dei sindacati,  ha organizzato per il 4 settembre un tavolo tecnico teso alla sottoscrizione di un accordo di programma che si occupi di destinare nuove risorse  presso l’area industriale di  Brindisi e che preveda il rilancio della Cittadella della ricerca.

E questa volta – anche se le convocazioni non sono ancora giunte ai diretti interessati, ma la notizia è già diffusa su tutti i media - anche alla presenza delle parti sociali! Quindisi dovranno affrontare i problemi analizzando i dati già in nostro possesso e che non ci lasciano certo dormire sonni tranquilli.

Per anni il territorio è stato abbandonato a se stesso e gli si è scippata l’individualità su tanti fronti: si è partiti con la chiusura della Sede di Banca d’Italia, si è declassata la sede dell’arsenale militare – stiamo ancora attendendo che sia riqualificata e torni ad essere stazione appaltante -, si è resa dipendente da Taranto la Camera di Comemrcio, si è accorpato l’Ufficio Agricoltura a quello di Lecce, l’Autorità Portuale con il nuovo disegno governativo è  divenuta Baridipendente, a breve, in una città di  frontiera come Brindisi  verrà soppressa la sede della Polizia Postale, così come i vigili del fuoco sommozzatori.

In tutti questi anni i nostri rappresentanti al parlamento hanno reso questo scempio alla città, adesso la misura è colma.

Enel non è più interessata ad investire su Brindisi, tanti dei suoi apparati importanti sono già stati smobilitati, vedi il Centro Ricerche. Sarebbe opportuno che la stessa Enel reinvestisse nelle energie rinnovabili per dare prosecuzione alla sua presenza su Brindisi; così come sarebbe opportuno che si ridisegnasse una mappa certa delle realtà locali che operano nel petrolchimico affinchè ognuno di queste aziende possa tornare ad avere operatività piena, ma con criteri di trasparenza e lealtà e nel risetto della continuità lavorativa per tutti quei lavoratori che sa sempre sono impegnati nell’indotto.

A proposito di indotto, non può non farsi presente che,  a causa del progetto scellerato portato avanti da Leonardo,  Brindisi ha perso e continuerà a perdere centinaia di posti di lavoro, su personale altamente qualificato e che non ha una reale prospettiva di collocamento. Sarà il Governo pronto a trovare una via per recuperare tutti i posti di lavoro persi? Sarà possibile rinnovare le commesse in una provincia che ha fatto del settoreaereospazioun’indotto di eccellenza?

Se poi si giunge ad affrontare la problematica relativa ai danni causati dalla Delrio  la discussione deve necessariamente assumere altri connotati. I 100 milionistanziati per tamponaremomentaneamente le esigenze delle Province d’Italia sono un pannicello caldo che non copre nemmeno i disavanzi di bilancio. Senza considerare i gravi problemi esistentifra le varie partecipate di Comune e Provincia, centinaia di famiglie aggrappate ad un’idea di stabilità che non si sa se e quanto potrà durare.

Più che distribuire danaro senza criterio ed a fondo perduto, sarebbe opportuno affrontare una tantum il problema Delrio e cercare di mettere mani ad una riforma che, alla luce del referendum,  non ha più alcun senso, sempre che mai ne abbia avuto.

Il Governo Centrale ormai lesina il danaro nei comparti più strategici del nostro ordinamento: la sanità è continuamente colpita da tagli che vanno ad incidere direttamente sulla mancanza di servizi alla salute, lo stesso Fondo Sanitario Pugliese ha avuto una ripartizione iniqua e discriminante.

Vogliamo ricordare poiche il nostro futuro è la scolarizzazione delle future leve? La riforma della buona scuola ha completamente affondato tale comparto, generando confusione e mal governo. Cosa intende fare il governo dinanzi a questi problemi che comunque sono di ampio respiro e soprattutto sono già tristemente noti alle cronache. Siamo convinti che il Ministro De Vincenti, così come si è mostrato pronto a capire i problemi del territorio brindisino, sarà altrettanto pronto nel cercare soluzioni che possano permettere al territorio di Brindisi di uscire da questo cono d’ombra che ormai dura da troppo tempo.

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