Nuovi accosti, l'ok a settembre

BRINDISI – L’adeguamento tecnico funzionale dei nuovi accosti per traghetti e navi ro-ro di S.Apollinare, dopo il rinvio dei mesi scorsi, sarà approvato entro il prossime mese di settembre dalla terza sezione del Consiglio superiore dei lavori pubblici, mentre per il terminal crociere a Punta Riso il verdetto sarà: variante al Piano regolatore del porto. Vale a dire un iter di qualche anno.

Il piazzale di S.Apollinare e il capannone Montecatini visti dall'alto

BRINDISI – L’adeguamento tecnico funzionale dei nuovi accosti per traghetti e navi ro-ro di S.Apollinare, dopo il rinvio dei mesi scorsi, sarà approvato entro il prossime mese di settembre dalla terza sezione del Consiglio superiore dei lavori pubblici, mentre per il terminal crociere a Punta Riso il verdetto sarà: variante al Piano regolatore del porto. Vale a dire un iter di qualche anno.

Buone notizie, per il porto di Brindisi, confermate dall’ingegnere Roberto Serafino, membro della terza sezione del Cslp. Oggi l’organismo preposto alle valutazioni delle opere portuali si è occupato di altre città e progetti, “ma – dice Serafino – certamente la sezione licenzierà a settembre l’adeguamento tecnico funzionale per S.Apollinare. Considerando che il progetto esecutivo c’è già, basterà adeguarlo e procedendo con celerità, già entro la fine dell’anno si potrebbe far partire la gara”.

Niente terminal crociere - Sempre Serafino, interpellato sulla vicenda del terminal crociere, dichiara che la posizione sull’opera non cambierà: è necessaria una variante al Piano regolatore del porto, che non prevedeva quell’intervento, peraltro molto massiccio, che non si può far passare come una messa in sicurezza di quel tratto della diga foranea. Peraltro l’Authority aveva ritirato il progetto dalla procedura di sottomissione eventuale a Valutazione di impatto ambientale con nota acquisita dal Ministero dell’Ambiente il 28 marzo 2011, “ritenendo opportuno avviare un progetto di respiro più lungo, implicante l’adozione dei necessari atti di assenso”.

Riparlare ora di quella ipotesi è un ritornello senza costrutto, a quanto sembra. Ma poter contare invece sul via libera ai nuovi accosti per traghetti e navi ro-ro intanto dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, quindi per le merci su Tir e trailer oltre che per i passeggeri, potenzierà la logistica commerciale del porto di Brindisi, che ora può contare solo sulle rampe di Punta delle Terrare per questo tipo di traffico, banchina dove recentemente  sono state anche spostate le navi per l’Albania, scelta agognata per anni e che scontenta solo gli operatori doganali ma non certo armatori e passeggeri. Sono i servizi che devono adeguarsi alle esigenze poste dall’utenza, e non il contrario.

Le variazioni al progetto degli accosti - L’adeguamento tecnico-funzionale del progetto dei nuovi accosti, sembra dettato da valutazioni di ottimizzazione delle operazioni di attracco, non prevede più gli originari tre pontili perpendicolari alla banchina esterna di S.Apollinare (quella che guarda sul porto medio), che sono stati ridotti a due maggiormente distanziati per agevolare le manovre delle navi, mentre è previsto il banchinamento di quella sponda sino alla stessa Punta delle Terrare. Un sito di ormeggio senza soluzione di continuità.

Nel dettaglio, si tratta di una banchina a giorno lunga 140 metri che permetta alla rampa per i portelloni l’ormeggio di poppa (in andana) di tre navi da 180 metri e di una da 280 metri, dotata di un piazzale di servizio di 12.800 metri quadrati; perpendicolarmente alla stessa, sono previsti due pontili, uno di 181 metri per 11 di larghezza, l’altro di 282 metri per 19 di larghezza, che consentano l’attracco a murata di due navi di 180 metri il primo, e di una nave di 280 metri il secondo; quindi una piattaforma di 86 per 56 metri di collegamento tra il pontile più lungo e la banchina di Punta delle Terrare, che consentirebbe anche l’attracco di altre navi.

Niente Via per il progetto di nuova stazione marittima - L’area di servizio naturale dei nuovi accosti dovrebbe essere, come originariamente previsto, il piazzale di S.Apollinare. Ma la precedente gestione dell’Authority ha immaginato e appaltato una nuova stazione marittima proprio a Punta delle Terrare, determinando quindi una certa distanza tra la struttura di servizio – per la quale il contratto pare sia ancora sospeso – e la nascente area di attracco.

Un rebus non da poco che dovrà risolvere Hercules Haralambides. Anche perché nell’emissione del parere favorevole agli accosti da parte della Commissione Via del Ministero dell’Ambiente, che porta la data recentissima del 22 giugno scorso e li esclude con prescrizioni dalla procedura di Valutazione di impatto ambientale, la stessa commissione tecnica Via/Vas sottolinea nelle numerose raccomandazioni e condizioni invece che il nuovo terminal di Costa Morena appaltato dall’ex presidente Giuseppe Giurgola “non è oggetto del presente procedimento: esso dovrà essere esaminato successivamente in fase di Via preferibilmente nell’ambito autorizzativo del Nuovo Piano Regolatore Portuale”. Un stop a tutti gli effetti, per ora.

Le altre prescrizioni della Commissione Via – Tra gli obblighi che dovranno essere osservati per passare alla fase esecutiva, quelli principali sono legati al nulla-osta paesaggistico che dovrà rilasciare la Regione Puglia in relazione al Putt, al nulla osta di competenza dell’Ato Puglia per quanto riguarda le compatibilità idrogeologiche, e soprattutto il certificato da parte della Provincia di avvenuta bonifica dell’area e dei fondali, come “condizione imprescindibile” per l’avvio dei lavori di adeguamento tecnico. Sono le forche caudine attraverso cui deve passare ogni progetto nel perimetro del Sito di interesse nazionale di Brindisi, che comprende quasi tutto il porto.

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