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Sabato, 22 Giugno 2024
Economia

"Nuovo codice dei contratti pubblici: gli effetti si cominceranno a vedere da luglio"

"Codice Salvini": Ance Brindisi al lavoro per analizzare le principali novità, ma per le opere Pnrr e Pnc le regole non cambiano

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Ance Brindisi.

Il nuovo codice dei contratti pubblici è stato pubblicato lo scorso 31 marzo in Gazzetta Ufficiale, con il d.lgs. 36/2023. E’ quindi in vigore dal 1° aprile, ma i suoi effetti tarderanno ancora a palesarsi, dispiegandosi solamente dal 1° luglio 2023, così come disposto dall’articolo 229. Quella che avremo di fronte nei prossimi mesi sarà una strana coabitazione tra il d.lgs. 50/2016 e il nuovo d.lgs. 36/2023 in quanto alla data del 1° luglio, ci saranno svariate procedure che seguiranno ancora le regole del d.lgs. 50/2016. Dobbiamo avere ben presente di essere all’inizio di un periodo transitorio fino al 31 dicembre 2023, in cui avremo due codici e le altre norme che hanno impattato sugli appalti, soprattutto su quelli Pnrr e Pnc (Piano nazionale complementare, ndr), i noti decreti semplificazione uno (76/2020) e due (77/2021). Del “vecchio codice” continueranno ad applicarsi alcuni articoli come il 72 (redazione e modalità di pubblicazione dei bandi e degli avvisi), il 73 (in materia di pubblicazione) e il 129 comma 4 (riguardante bandi di gara e avvisi relativi agli appalti aggiudicati). Resta in vigore anche il decreto del Mit, attuativo dell’art.73, comma 4 del d.lgs. 50/2016 recante “Definizione degli indirizzi generali di pubblicazione degli avvisi e dei bandi di gara”.

Da ultimo saranno ancora in vigore le norme in materia di pubblicità sulla piattaforma del servizio contratti pubblici del Mit di cui all’allegato B del decreto legislativo 33/2013, ai sensi degli articoli 66, 122 e 124 del decreto legislativo 163/2006. Fino al 31/12/2023, continueranno ad applicarsi specifici articoli del codice del 2016 che riguardano materie importanti come la redazione o acquisizione degli atti relativi alle procedure di programmazione, progettazione, pubblicazione, affidamento ed esecuzione dei contratti, l’accesso alla documentazione di gara e la presentazione delle offerte. Il nuovo codice all’art. 225 comma 8 specifica, inoltre, che per quanto riguarda le procedure di affidamento e i contratti riguardanti gli investimenti pubblici (anche suddivisi in lotti), finanziati in tutto o in parte con le risorse Pnrr e Pnc, nonché i programmi cofinanziati da fondi Ue (comprese le infrastrutture di supporto ad essi connesse) si applicano anche dopo il 1 luglio 2023 le disposizioni di cui al decreto legge 77/2021 convertito con modificazioni dalla legge 108/2021 al decreto legge 13/2023, nonché le specifiche disposizioni legislative finalizzate a semplificare e agevolare la realizzazione degli obiettivi stabiliti dal Pnrr, dal Pnc, nonché dal piani nazionale integrato per l’energia e il clima 2030.

Bene ha fatto il Governo ad escludere dal nuovo codice i contratti rientranti nel Pnrr e nel Pnc ed opere connesse evitando, così, di creare potenziali intoppi e/o confusione nelle procedure e garantendo il raggiungimento degli obiettivi previsti dagli stessi piani e concertati con l’Unione Europea. In ogni caso, l’impatto che il nuovo codice avrà sul settore dei lavori pubblici, merita un approfondimento dedicato e attento che il sistema Ance ha già avviato. Gli uffici hanno infatti elaborato una prima analisi dei contenuti e istituito una cabina di regia per coordinare il lavoro delle territoriali finalizzato a supportare le imprese e le stazioni appaltanti. Da questo punto di vista Ance Brindisi è a disposizione per eventuali richieste e/o segnalazioni che possono pervenire all’indirizzo di posta elettronica: segreteria@ancebrindisi.it. 

A tale scopo è stato previsto ed organizzato un ciclo di webinar, in programma il 19 aprile, il 10 e il 23 maggio prossimi, dedicato all’approfondimento delle principali novità del provvedimento. In ogni caso è da considerarsi indubbiamente positivo l’aver voluto inserire tra gli elementi cardine del nuovo ocdice, i principi di risultato (indica l’interesse pubblico primario della disciplina e presuppone che le stazioni appaltanti perseguano l’affidamento del contratto e della sua esecuzione con la massima tempestività, con il migliore rapporto possibile tra qualità e prezzo e nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e concorrenza ) e della fiducia (nell’azione legittima, trasparente e corretta della pubblica amministrazione, dei suoi funzionari e degli operatori economici). 
 

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