Economia

Dema preme per prolungamento delle commesse: "O dovrò licenziare"

Secondo incontro negli uffici della Provincia tra dirigenti Dema e rappresentanza sindacale dei 130 dipendenti a rischio licenziamento. Le parti si sono riunite nuovamente, dopo l’incontro del 20 marzo, questa volta alla presenza del presidente della Provincia di Brindisi Maurizio Bruno

BRINDISI - Secondo incontro negli uffici della Provincia tra dirigenti Dema e rappresentanza sindacale dei 130 dipendenti a rischio licenziamento. Le parti si sono riunite nuovamente, dopo l’incontro del 20 marzo, questa volta alla presenza del presidente della Provincia di Brindisi Maurizio Bruno. “Il presidente Bruno ci ha assicurato il suo interessamento - dichiara a BrindisiReport.it, Damiano Flores, dirigente del sindacato Ugl Metalmeccanici - si è impegnato a convocare un tavolo in Prefettura con le parti interessate, compresa AgustaWestland (dichiaratasi estranea alla vicenda e assente, seppur convocata, agli incontri di oggi e del 20 marzo, ndr) e un incontro a Roma con Finmeccanica, che tra l’altro controlla l’azienda leader nel mercato elicotteristico mondiale”.

Manifestazione operai Dema 4-2“Dal canto nostro - continua Flores - chiediamo ad AgustaWestland un piccolo sforzo, prolungando le commesse fino al prossimo semestre, così da dare la possibilità a Dema di crearsi altri contratti con realtà del settore diverse dalla multinazionale italo-britannica”. Proprio la mono-committenza immutata dalla sigla nel 2011 del contratto tra Dema e AgustaWestland per la produzione del tetto del rotore dell’elicottero AW169, ha portato l’azienda a dipendere unicamente dagli ordini della società controllata da Finmeccanica.

“Le nostre preoccupazioni nascono dal fatto che da AgustaWestland dipendono moltissime realtà industriali del territorio, la loro nuova mission aziendale prevede la completa delocalizzazione in Polonia, dove da poco ha comprato un’azienda con caratteristiche produttive uguali all’Agusta-Brindisi, se così fosse i lavoratori Dema sarebbero i primi di una lunga lista, l’effetto domino sarebbe fatale per l’economia del territorio”, sostiene il sindacalista.

Manifestazione operai Dema 3-2Preoccupazioni condivise anche dalla dirigenza Dema che tramite una nota stampa rimarca la preoccupazione per le sorti dei 130 dipendenti. “La scelta di AgustaWestland di internalizzare le commesse assegnate a Dema e che rappresentano il 90% del fatturato del sito pugliese - come si legge dal comunicato inviato dall’ufficio stampa - ha obbligato lo stabilimento Dema di Brindisi a dichiarare un esubero di circa l’80% della forza lavoro, il che mette di fatto in discussione l’esistenza stessa del sito produttivo. A nulla è valsa la richiesta di poter partecipare alle gare per l’assegnazione di altre commesse AgustaWestland, se la situazione non si dovesse sbloccare i primi 80 esuberi partiranno entro il 30 giugno, fino ad arrivare a 130 al 31 dicembre”.

È iniziato quindi un braccio di ferro tra le parti che si prospetta lungo e difficoltoso, e che lascia 130 dipendenti incerti sul proprio futuro. Le uniche certezze per ora sono le date in cui partiranno gli esuberi.

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