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Nuovo sit in al petrolchimico: “Dimezzati gli stipendi dei lavoratori Termite”

Sit in di protesta da parte di 10 unità. Non possono più svolgere un’attività continuata dopo lo scorporo dell’appalto. In fibrillazione anche i colleghi di altre ditte dell’indotto

BRINDISI – Nuovi fronti sindacali si aprono nel settore appalti del petrolchimico di Brindisi. A protestare stavolta sono i lavoratori di una ditta edile, la Termite, che espleta il servizio di manutenzione dei rivestimenti refrattari dell’impianto di cracking. Si tratta di 10 operai con contratto a tempo indeterminato che stamani hanno dato vita a un sit in, del tutto pacifico e senza alcun disagio per gli altri colleghi, all’esterno dello stabilimento, dopo aver percepito una busta paga decurtata del 50 per cento. Questo a causa dell’impossibilità di svolgere un’attività continuata.

Guarda le videointerviste ai lavoratori e ai sindacalisti

Lo scorporo degli appalti

Per chiarire la questione, bisogna partire dal presupposto che alcune di queste persone lavorano da decenni nel petrolchimico. La Termite per anni ha gestito un appalto che includeva la manutenzione dei refrattari del cracking e altri lavori edili. La scorsa estate, la stazione appaltante, la società Eni Approvvigionamenti, ha scorporato l’appalto: una gara è stata bandita per il cracking, un’altra per il settore edile. La Termite si è aggiudicata la prima gara. Un’azienda siciliana in Ati con una ditta lucana ha ottenuto invece l’appalto riguardante le attività edili.  Il problema risiede nel fatto che i lavori di manutenzione sui refrattari del cracking vengono svolti periodicamente, ogni tot di mesi. Dalla scorsa estate, dunque, le 10 unità in forza alla Termine non sono nelle condizioni di poter lavorare continuativamente nel petrolchimico. Basti pensare che il prossimo intervento sui forni è previsto entro il mese di novembre. Poi trascorreranno altri mesi prima che i dieci dipendenti della Termine possano tornare operativi. Nel frattempo, gli stipendi sono stati dimezzati.

Massimo Pagliara e Claudio Capodieci-2

L’impegno del sindacato Cisal

Grande è l’inquietudine dei lavoratori, quasi tutti padri di famiglia che stanno vivendo con grande preoccupazione questa situazione di precarietà. Le loro istanze sono rappresentate dal sindacato Cisal. Stamani, davanti ai cancelli del petrolchimico, al fianco degli operai c’erano Massimo Pagliara, rappresentante dei chimici nel petrolchimico e della confederazione Cisal, e Claudio Capodieci, segretario generale della Failms Cisal Metalmeccanici. “Noi siamo qui – afferma Capodieci nella videointervista a corredo dell’articolo – per chiedere alla Termine e alla Versalis di dare risposte rispetto alle difficoltò e al disagio di questi lavoratori”.

Massimo Pagliara rimarca come “il sistema non sia più in equilibrio”. “Non si può fare – dichiara il sindacalista – una gara di appalto scorporando i refrattari da tutta la manutenzione edile. Il sistema del cracking, che è il cuore pulsante del petrolchimico, lo mantengono in piedi questi lavoratori intervenendo sui forni e sui refrattari. La loro busta paga è stata alleggerita almeno del 50 per cento, perché loro sono stati chiamati in questi ultimi due mesi per 10-15 giorni, nonostante abbiano un contratto a tempo indeterminato”. Pagliara caldeggia una soluzione nell’interesse dei lavoratori, “che sono in uno stato mentale non più sostenibile”.

Altri lavoratori in ansia

La questione è stata affrontata dai rappresentati della Termite e dell’Eni nel corso di un incontro che si è svolto stamani al petrolchimico. Ma a preoccupare, purtroppo, non è solo la sorte dei lavoratori della Termine. Altri colleghi dell’indotto, infatti, sono in difficoltà. “I dipendenti della ditta Brigante – si legge in una nota a firma di Claudio Capodieci – hanno dovuto nei mesi scorsi sopperire alle mancate retribuzioni per vicende non certo imputabili alle stesse maestranze”. E poi c’è il problema riguardante i dipendenti della Dandrea, nei confronti dei quali è stata avviata la procedura di cassa integrazione, “per mancanza di commesse”, da quanto sostenuto dalla Cisal.

Il sindacato dunque “coglie l’occasione per evidenziare che sarebbe opportuno definire, alla luce della scadenza dell’appalto del settore manutenzione meccanica, prevista per novembre 2017, se le stesse Dandrea, Brigante e Leucci saranno chiamate a continuare o meno la propria attività in proroga così come avvenuto per altre”.

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