Economia

"Patto per lo sviluppo": Cgil chiede vertice istituzionale con le multinazionali

Il sindacato chiede "prospettive e garanzie sul fronte occupazionale, anche in relazione alle opportunità offerte dal Recovery Found"

BRINDISI - La Cgil e la Filctem hanno chiesto un nuovo incontro in prefettura per la definizione di un “Patto per lo sviluppo”. I sindacati, attraverso una nota a firma del segretario generale della Cgil Antonio Macchia e del segretario generale della Filctem Antonio Frattini, propongono un confronto con Comune e Provincia di Brindisi, Regione Puglia, Confindustria, Governo nazionale, Arpa, Ispra e i vertici delle multinazionali che operano nel territorio. L’obiettivo, oltre a quello di oltre ad innovare e integrare gli attuali importanti poli industriali esistenti, è quello di fornire "prospettive e garanzie sul fronte occupazionale, anche in relazione alle opportunità offerte dal Recovery Found-Green New Deal". 

L’incontro si porrebbe in continuità con il vertice in videoconferenza svoltosi lo scorso 8 giugno, su iniziativa della prefettura di Brindisi e della Regione Puglia attraverso il comitato Monitoraggio Sistema Economico Produttivo ed Aree di Crisi, sulla vertenza Eni Versalis. “In quella sede – si legge nella nota della Cgil - dopo un approfondito dibattito, fu considerato necessario che Arpa Puglia dovesse elaborare un progetto integrato per il consolidamento del sistema di monitoraggio ambientale, per valutare e discriminare ogni fonte emissiva della zona industriale, del traffico portuale e di eventuali flussi transfrontalieri; un progetto da valutare in un tavolo tecnico con azienda, Arpa, Ispra, Comune di Brindisi e Regione Puglia”. 

Inoltre “si ritenne necessaria l’attivazione di un tavolo politico per discutere con le aziende del settore industriale insediate nel territorio, al fine di valutare le attività di manutenzione e di efficientamento dei cicli produttivi esistenti, strategici per l’economia e per la tenuta occupazionale”.

“Così come è necessario conoscere, in sede istituzionale- scrivono ancora Macchia e Frattini - tutti gli investimenti futuri nel petrolchimico, da aggiungere al cantiere, già attivo, per la costruzione della torcia a terra di Eni Versalis, per le attività della centrale Enipower sull’efficientamento dell’intera rete elettrica interna, per le attività di bonifica in atto di Eni Rewind, del Ministero dell’Ambiente e per gli investimenti Enel legati alla decarbonizzazione”. 
 

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