Per le barche da pesca è tempo di traslochi, si spera solo momentanei

BRINDISI – Dal 12 settembre, e sino a tutto il 20 novembre, trasloco obbligatorio per la piccola flotta del Villaggio Pescatori di Brindisi. Non è arrivato nel cuore dell’estate, ma alla fine, e comunque al momento lo sfratto temporaneo notificato dall’Autorità Portuale alle barche non ha avuto conseguenza alcuna. Applicando una certa elasticità alla situazione, si è stabilito – tra pescatori e impresa CoCeBit di Carovigno – che gli ormeggi saranno mollati quando i lavori di pavimentazione del piazzale effettivamente cominceranno. Quindi stamattina i gozzi da pesca erano tutti al solito posto.

Il Villaggio Pescatori

BRINDISI – Dal 12 settembre, e sino a tutto il 20 novembre, trasloco obbligatorio per la piccola flotta del Villaggio Pescatori di Brindisi. Non è arrivato nel cuore dell’estate, ma alla fine, e comunque al momento lo sfratto temporaneo notificato dall’Autorità Portuale alle barche non ha avuto conseguenza alcuna. Applicando una certa elasticità alla situazione, si è stabilito – tra pescatori e impresa CoCeBit di Carovigno – che gli ormeggi saranno mollati quando i lavori di pavimentazione del piazzale effettivamente cominceranno. Quindi stamattina i gozzi da pesca erano tutti al solito posto.

Ma prima o poi dovranno spostarsi. Dove? Nel porto di Brindisi per la piccola pesca non ci sono altri ormeggi oltre quelli del Villaggio e quelli delle Sciabiche, ma questi ultimi già trasferiti in un sito libero del lungomare di viale Regina Margherita per lasciare spazio al nuovo approdo turistico di piazzale Lenio Flacco, che comincerà a prendere forma, e in attesa di tornarvi (si prevede un pontile galleggiante nei pressi della stazione rimorchiatori come soluzione di ripiego). C’è la vicinissima banchina Ammiraglio Millo, quella che collega il Villaggio Pescatori al Monumento al Marinaio, ma anche questa sta per diventare un cantiere. In fondo, però, con un piccolo gioco di incastri, si può fare in modo che ciò non avvenga prima del 20 novembre.

Lo spostamento temporaneo era previsto dalla tabella di marcia dei lavori di risanamento ambientale e paesaggistico, e di ristrutturazione straordinaria della parte demaniale del Villaggio, quella usata dai pescatori come area di servizio per le barche e le attrezzature: depositi, scivoli di alaggio, spazi per la manutenzione degli scafi. Con gli interventi in corso d’opera – i nuovi depositi sono già a buon punto – cambierà però la “destinazione d’uso” del piazzale. La pavimentazione che sarà installata esclude che vi si possano svolgere attività come verniciature, lavaggi, riparazioni meccaniche.

I pescatori non hanno soldi per rivolgersi ai cantieri cittadini, e molto probabilmente non ne hanno neppure voglia. Questo è un punto di tensione non risolto, visto che il progetto punta sull’incremento della vocazione del Villaggio Pescatori a diventare un punto d’incontro della città, e non certo sulla creazione di luoghi destinati alle manutenzioni delle barche (che hanno bisogno anche di vasche di raccolta degli oli e dei reflui). Si troverà un equilibrio in corso d’opera tra queste diverse esigenze?

Non affrontare questo problema però vuol dire non accogliere non solo le direttive della Commissione Europea, che dopo aver colpito lo sfruttamento industriale delle risorse del Mediterraneo e del’Atlantico, vietando spadare, reti a strascico e strage di tonni rossi contingentandone severamente il prelievo, punta sul rilancio della piccola pesca come utilizzo sostenibile del mare. Ma anche i concetti ripetuti alcuni giorni fa a Ostuni, nel corso della giornata conclusiva di “Marinando”, dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Giancarlo Galan. Per dare concretezza a tutto ciò, si deve cominciare dal garantire alla piccola pesca strutture, assistenza e canoni agevolati.

Questo, si spera, avverrà anche al Villaggio Pescatori e alle Sciabiche di Brindisi, assicurando intanto gli spazi di lavoro. Altrimenti bisognerà prendere atto che la norma diventa vessatoria solo nei confronti della parte più debole dell’utenza portuale, mentre ogni genere di agevolazioni e dilazioni viene concessa ai più forti, scoraggiando così anche il ritorno dei giovani alla piccola pesca, o gli investimenti in questa microsistema economico, visto che la Regione Puglia sarebbe pronta anche a finanziare progetti di avvio di nuove imprese, vedi l’ultimo bando Start Up appena annunciato.

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