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Petrolchimico, aspettando Basell. La Cgil rilancia l'equazione sviluppo-ambiente

BRINDISI - Non si hanno ancora notizie ufficiali circa eventuli contatti tra Basell e la procura di Brindisi, dopo quello avvenuto invece tra Polimeri Europa e il pm, che è servito ad avviare la valutazione - da parte del consulente tecncio del magistrato - del piano di riconduzione a norma del sistema delle torce di emergenza del Petrolchimico consortile. Se ci sarà l'ok degli inquirenti, Polimeri Europa potrà richiedere la restituzione degli impianti (il sequestro effettivo sarebbe scattato a 20 giorni dalla notifica, avvenuta martedì 26 ottobre) e avviare i lavori di adeguamento, per una durata prevista di 8 mesi e probabilmente dietro versaento di una cauzione. Intanto la Digos, che ha condotto le indagini, oggi ha notificato il decreto di nomina a custode giudiziale degli imopianti di Polimeri Europa al nuovo direttore di stabilimento, Elio Russo, successore di Paolo Zuccarini, indagato, che ora dirige il petrolchimico di Porto Torres.

BRINDISI - Non si hanno ancora notizie ufficiali circa eventuali contatti tra Basell e la procura di Brindisi, dopo quello avvenuto invece tra Polimeri Europa e il pm, che è servito ad avviare la valutazione - da parte del consulente tecnico del magistrato - del piano di riconduzione a norma del sistema delle torce di emergenza del Petrolchimico consortile. Se ci sarà l'ok degli inquirenti, Polimeri Europa potrà richiedere la restituzione degli impianti (il sequestro effettivo sarebbe scattato a 20 giorni dalla notifica, avvenuta martedì 26 ottobre) e avviare i lavori di adeguamento, per una durata prevista di 8 mesi e probabilmente dietro versamento di una cauzione. Intanto la Digos, che ha condotto le indagini, oggi ha notificato il decreto di nomina a custode giudiziale degli impianti di Polimeri Europa al nuovo direttore di stabilimento, Elio Russo, successore di Paolo Zuccarini, indagato, che ora dirige il petrolchimico di Porto Torres.

La vicenda del sequestro del sistema delle torce di emergenza, che in realtà secondo gli inquirenti e le videoriprese effettuate dalla polizia, venivano usate soprattutto per la termodistruzione non autorizzata di scorie di lavorazione, ha indotto oggi il segretario generale della Cgil di Brindisi a riaffrontare la complessa ma tutt'altro che impossibile equazione tra sviluppo, lavoro e ambiente, passando per i temi della sicurezza (BrindisiReport.it lo pubblica di seguito integralmente). Anche il presidente Massimo Ferrarese, pur non citando il caso del sequestro preventivo che pende sul petrolchimico, ha parlato oggi dell'esigenza di sbloccare investimenti e di attrarre nuove imprese e progetti nel territorio.

C'è un punto che tuttavia non è stato trattato dal presidente della Provincia, ed è quello su cui la politica locale può fare molto e subito, concretamente: rendere attrattive le quattro aree industriali della provincia dotandole di infrastrutture adeguate, portandovi la banda larga, praticando una offerta di terreni a costi e condizioni di convenienza. Se si farà presto a sbloccare intanto un organismo che la politica locale tiene bloccato, e non il governo nazionale, vale a dire il Consorzio Asi ancora senza un cervello operativo, tutto ciò si potrà discutere, valutare, progettare e attuare. A vantaggio intanto delle imprese locali, che nella carenza di servizi, oltre che nel credito, trovano uno degli ostacoli maggiori al proprio sviluppo.

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L'intervento di Michela Almiento

"Continuare ad alimentare il pregiudizio che non si possa conciliare il diritto alla salute con il diritto al lavoro ormai rischia di condannare la nostra provincia a perdersi dietro inutili moniti e falsi allarmismi di chi vuole farci credere che qualsiasi cosa venga contestata alle aziende significhi spingere queste ad andare via. Le aziende sanno ormai da tempo che la tutela della salute, della sicurezza e dell'ambiente è una priorità, specie in territori come il nostro che continuano a pagare un prezzo troppo alto e pretende ormai garanzie.

Non voglio entrare nel merito delle indagini in corso riguardanti il Petrolchimico. Sarà la Magistratura a definire eventuali responsabilità. Se le aziende sono in regola con quanto prevede la normativa in merito alla tutela della salute e della sicurezza,( e Basell afferma di esserlo) bene; se non lo sono devono fare ciò che è dovuto, senza se e senza ma. A Brindisi come in qualsiasi altro sito produttivo.

E' vero che siamo tutti preoccupati, e sarebbe assurdo il contrario, se si pensa alla ricaduta sociale ed economica che il sequestro esecutivo degli impianti avrebbe per Brindisi, già così martoriata da una crisi economica che non lascia respiro. Ma apprezzo la dichiarazione del Presidente di Confindustria che auspica che tutta la vicenda si trasformi in opportunità di sviluppo per il nostro territorio veicolando nuovi investimenti in tempi certi. E' il modo giusto di affrontare simili situazioni senza arroccamenti di parte.

Ma sono passati due anni dall'inizio delle indagini e un anno dal protocollo per la legalità, la sicurezza e la regolarità del lavoro, sottoscritto in Prefettura. Bisogna ripartire da lì: sollecitiamo da tempo l'applicazione di quel protocollo perché il percorso tracciato indica cosa va fatto per la prevenzione, la salute e la sicurezza in termini di formazione, informazione, sistema degli appalti, di vigilanza e di controllo attraverso un'attività coordinata di tutti gli organi preposti. Sempre che l'altro dramma ormai dilagante, cioè la precarietà lavorativa, non renda tali organismi solo virtuali, come può accadere per lo SPESAL.

Invece non sappiamo cosa realmente si faccia, perché manca comunque un'informazione puntuale su questi aspetti, che, invece, è un altro degli impegni sottoscritti. Informazione dovuta non solo ai diretti lavoratori dipendenti ma anche a tutti i cittadini che hanno diritto di sapere cosa si fa a tutela della salute e dell'ambiente. Questo è il primo punto da affrontare per colmare le distanze tra chi da una parte ormai è diffidente e chiede certezze e chi dall'altra pensa che semplici dichiarazioni, talora purtroppo smentite dai fatti, siano sufficienti a tranquillizzare.

Poi è chiaro che consideriamo Brindisi polo industriale d'eccellenza. Non a caso la CGIL ha scelto Brindisi nel Febbraio 2009 per un'iniziativa nazionale che rivendicava il rilancio di una politica industriale nel Paese e nel Mezzogiorno in particolare; con la presenza di Epifani e della Camusso.

Condivido, quindi, la proposta del prof. Pirro di ritornare a fare il punto sullo sviluppo della chimica, soprattutto perché lo stesso settore regga la sfida del futuro,( in molte realtà già presente) investendo in ricerca e innovazione tecnologica sui sistemi di processo e di prodotto. Sistemi di cui la tutela della salute e della sicurezza sono parte integrante, altrimenti non c'è possibilità di sviluppo sostenibile. Ciò vale per la chimica come per qualsiasi altro settore industriale.

Resto perplessa però all'idea che si escluda dal programma di sviluppo brindisino tutto ciò che significhi rilancio del porto: c'è una parte della nostra economia già troppo mortificata negli ultimi decenni e che, a fatica, continua a sopravvivere e che può sperare in una ripresa solo attraverso il rilancio delle attività commerciali e turistiche. Inoltre, anche storia recente della nostra regione insegna che l'economia territoriale regge se non dipende da un unico settore ma riesce a qualificare le diverse attività produttive attraverso un sistema sinergico di sviluppo. E' su questo che ci giochiamo il futuro".

Michelina Almiento - segretario generale Cgil Brindisi

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