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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Economia

Petrolchimico: slitta la fermata del cracking. "A rischio 200 assunzioni"

Una voce che circolava da settimane fra i lavoratori del petrolchimico è stata confermata nella giornata di martedì dai dirigenti di Eni Versalis, nel corso di un incontro con i sindacati del comparto chimico: la fermata generale dell'impianto di cracking, prevista a settembre, è stata rinviata ad aprile-maggio. Timori per le assunzioni nel settore appalti

BRINDISI – Una voce che circolava da settimane fra i lavoratori del petrolchimico è stata confermata nella giornata di martedì dai dirigenti di Eni Versalis, nel corso di un incontro con i sindacati del comparto chimico: la fermata generale dell’impianto di cracking, prevista a settembre, è stata rinviata ad aprile-maggio. Questo annuncio è stato accolto con forte preoccupazione dalle organizzazioni sindacali. Lo slittamento farà infatti saltare, a loro dire, circa 200 assunzioni previste a settembre nel settore appalti.

Il rinvio, inoltre, sempre a detta dei sindacati, potrebbe ripercuotersi negativamente anche sul rinnovo dei contratti d’appalto in scadenza fra ottobre e novembre: una vicenda che interesserebbe circa 140 lavoratori di 5-6 aziende che garantiscono servizi e opere di manutenzione. Ai sindacalisti è stato spiegato che il rinvio della fermata è dovuto principalmente a ragioni di natura economica.Il direttore di stabilimento, il responsabile di personale e due dirigenti di sede di Eni – Versalis avrebbero riferito di non potersi permettere un blocco della produzione, visto che già altri stabilimenti, fra i quali quello di Porto Marghera, sono fermi. Se non sono in funzione tutti gli impianti, quindi, sarebbe impossibile soddisfare la grossa mole di richieste che giungono dal mercato.

Vi è poi una ragione legata a esigenze di bilancio. Perché da quanto riferito alle organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Cisal e Ugl) si preferirebbe spalmare sugli esercizi 2014 e 2015 i costi della fermata (stimati in alcune decine di milioni di euro) anziché farli gravare per interno sull’esercizio 2014. Le ragioni dell’azienda lasciano però perplessi i sindacati. Soprattutto se si considera che Eni - Versalis aveva presentato il piano di investimenti derivante dalla fermata durante un vertice in prefettura svoltosi lo scorso novembre, in presenza dello stesso prefetto, Nicola Prete, e delle parti sociali.

“Abbiamo espresso forti perplessità – dichiara Massimo Pagliara, di Cisal Chimici – dicendo che non si era mai verificata una situazione del genere. Abbiamo quindi chiesto se siano state attivate tutte le procedure che consentano all’azienda di essere in regola con le scadenze e i termini di legge. Va detto che la società – prosegue Pagliara – ci ha dato piena disponibilità a fornirci le informazioni del caso. A questo punto attendiamo le dovute risposte”.

Non è escluso che una serie di richieste possano essere formalizzate già in giornata dalle segreterie provinciali dei sindacati confederali. La questione, ad ogni modo, è seguita anche dal consiglio comunale di Brindisi. In mattinata, infatti, si è riunita per la prima volta la commissione speciale sui rapporti col petrolchimico costituita da tre esponenti della maggioranza (Italo Licchello, Massimo Pagliara e Toni Muccio), tre consiglieri dell’opposizione (Riccardo Rossi, Ilario Pennetta e Cosimo Elmo) e dal presidente del consiglio, Luciano Loiacono. La seduta si è chiusa con la decisione di convocare i sindacati a un incontro che si terrà la prossima settimana. 

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