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Economia

Minacciato il blocco dell'autotrasporto e piloti Ryanair sul piede di guerra

Due emergenze poste al ministro Danilo Toninelli e al governo da Unatrans e dai sindacati Filt Cgil e Ultrasporti

Le vere emergenze di cui il Ministero dei Trasporti dovrebbe occuparsi, piuttosto che della chiusura dei porti italiani alle navi delle Ong e ai migranti, cominciano a venire a galla con una nota di richiamo molto ferma inviata dalla federazione delle associazioni delle imprese di autotrasporto, l’Unatrans, al ministro Danilo Toninelli, in cui si annuncia il fermo delle attività del settore se il governo non interverrà sulle questioni urgenti poste dalla categoria, già esposte in varie comunicazioni rimaste tuttavia senza risposta.

Si tratta di una delle due delle questioni aperte per le prossime settimane, in cui è richiesto l’intervento del governo. L’altra è la condizione dei piloti e del personale di volo della compagnia Ryanair, leader in Europa e in Italia per il trasporto regionale, dei quali è stato annunciato lo sciopero di 24 ore per il 25 luglio, con precise richieste di mediazione avanzate ai ministri Luigi Di Maio e Danilo Toninelli dai sindacati di settore di Cgil e Uil.

La protesta dei camionisti brindisini sulla 379

La minaccia di blocco dell’autotrasporto

Interessa anche molte aziende della provincia di Brindisi la vertenza aperta da Unatrans. “A più di un mese di distanza dal suo insediamento alla guida del dicastero dei Trasporti e dall’invio delle nostre ripetute richieste di incontro per la pronta risoluzione delle problematiche segnalate - scrive Unatras al ministro Toninelli- siamo costretti a constatare la totale indifferenza di questo Governo nei confronti della categoria dell’autotrasporto merci”.

Il che sta già producendo gravi effetti alle imprese del settore: non è ancora stata emanata la circolare dell’Agenzia delle Entrate che consente le deduzioni forfettarie per le spese non documentate delle imprese di autotrasporto, “Motivo per cui queste ultime - scrive Unatras - oltre a essere costrette a rimandare il pagamento delle tasse, stanno subendo danni incalcolabili”. Varie le richieste e i nodi da sciogliere.

Si va dalla certezza delle risorse strutturali, al contingentamento imposto dall’Austria, in determinate giornate, al traffico dei camion in uscita dal nostro Paese; al ripristino della piena funzionalità del sistema delle revisioni dei mezzi presso le Motorizzazioni, a garanzia della sicurezza della circolazione; alla ripubblicazione dei “costi minimi della sicurezza” e il rispetto dei tempi di pagamento; sino all’estensione del rinvio della fatturazione elettronica anche agli acquisti di carburante in extrarete.

“Qualora nei prossimi giorni non arrivassero risposte concrete alle problematiche sopra esposte, le federazioni aderenti a Unatras – tra le quali la Cna - preannunciano la decisione di proclamare il fermo dei servizi dell’autotrasporto, con modalità che saranno rese note già dalla prossima settimana”.

Il B737 di Ryanair fermo sulla piazzola dell'Aerostazione del Salento

I piloti Ryanair

Per passare all’annunciato blocco dei voli del 25 luglio di Ryanair, i sindacati che hanno indetto lo sciopero dei piloti della low-cost irlandese, Filt Cgil e Uiltrasporti, spiegano che rappresentano entrambe nel nostro Paese “la grande maggioranza di piloti e assistenti di volo di Ryanair”. Per i sindacati “è inaccettabile che la compagnia, nonostante le sentenze della magistratura ed a dispetto dei più elementari diritti costituzionali, continui a ’preferire’ unilateralmente interlocutori minoritari”.

Negli ultimi mesi infatti l’azienda ha avviato colloqui con sigle meno rappresentative.  Pertanto i due sindacati invitano il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Luigi Di Maio e dei Trasporti Danilo Toninelli ad “intervenire urgentemente, affinché le imprese straniere che operano in Italia rispettino le leggi del nostro Paese e non eludano né le sentenze della magistratura, né i diritti dei lavoratori garantiti dalla Costituzione”. 

Il personale di volo della compagnia low cost incrocerà le braccia il 25 luglio per 24 ore, mentre in Belgio, Spagna e Portogallo anche per il 26 luglio, per un totale di 4500 unità coinvolte e 200 voli fermi. I dipendenti chiedono che la low cost irlandese rispetti i diritti dei lavoratori di ciascun Paese in cui opera e riconosca i rappresentanti eletti da ciascuna organizzazione per trattare un accordo collettivo. Al tempo stesso chiedono di non dover più pagare per l’uniforme, il cibo e l’acqua quando sono in servizio. 

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