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"Pochi 30 ettari per due Zes": la Regione chiede il raddoppio della superfice

Gli assessori Mazzarano e Piemontese: "Le simulazioni del ministero lasciano alla Puglia lo spazio per una sola Zes"

BRINDISI – La Regione chiede di raddoppiare da 30 a 60 i chilometri quadrati da destinare alle Zes pugliesi, altrimenti ci sarebbe il forte rischio di dover accantonare il progetto delle due Zes (una jonica che comprende il porto di Taranto e una adriatica incentrata sui porti di Brindisi e Bari), i cui rispettivi gruppi di lavoro sono già operativi, per ripiegare su una sola Zona economica speciale, condivisa con la Basilicata.

E’ quanto emerge da un intervento congiunto degli assessori regionali allo Sviluppo economico, Michele Mazzarano, e al Bilancio, Raffaele Piemontese. “Il Governo nazionale – dichiarano i due componenti della giunta guidata da Michele Emiliano - deve dimostrarsi all’altezza del processo di elaborazione che ha innescato sulle Zone Economiche Speciali per attrarre investimenti al Sud”. 

Se continua così, Brindisi sarà buttata fuori anche dalla Zes

“Regioni come la Puglia che dispongono di due porti considerati strategici nella rete trans-europea dei trasporti, non possono non mettere a valore questa dotazione – osserva Mazzarano – invece le simulazioni del Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno raggiungono il risultato di dimezzare le potenzialità riconosciuteci dal Decreto Sud, lasciando alla Puglia lo spazio per una sola Zes, peraltro condivisa con la Basilicata”.

“I criteri adottati dal Governo per individuare la dimensione delle superfici della aree da destinare a Zes – aggiunge Piemontese –  finirebbero per mortificare il lavoro che abbiamo fatto insieme a sindaci e soggetti rappresentativi di interessi economici e sociali e di depotenziare la massa critica che la Puglia può sviluppare sui due versanti costieri, quello Adriatico, da un lato, con un territorio che va dal Salento al Gargano e che comprende i due grandi porti di Bari e Brindisi nel sistema integrato che include gli scali di Barletta e Manfredonia; quello ionico, dall'altro, che, oltre al porto di Taranto, dovrà farsi carico delle aree non incluse nelle Zes della Regione Basilicata”. 

“A nostro avviso – concludono i due assessori regionali – è necessario rivedere lo schema di decreto aumentando le aree con fiscalità differenziata in Puglia e Basilicata almeno a 60 chilometri quadrati, se non vogliamo che l'intero progetto delle Zes e i benefici che tutti vogliamo portino ai territori siano talmente inconsistenti da risultare inutili”.

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