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"Polimeri non fermi la fabbrica"

BRINDISI – Mattinata fitta di incontri, quella odierna, oltre che di comunicati stampa. I sindacati, Confindustria e le istituzioni locali hanno cercato di scongiurare la fermata dello stabilimento di Polimeri Europa, legato alle disposizioni giunte dal Comitato tecnico regionale presso i Vigili del Fuoco che, al termine di una attività di verifica, ha giudicato carente l’assetto di alcuni impianti decidendone la sospensione dell’attività per sei mesi (va ricordato che il Ctr è un organo preposto al monitoraggio dei sistemi di prevenzione degli incendi e degli incidenti industriali). Alla fine, è scaturita la richiesta delle parti sociali alla società del gruppo Eni di non giungere al blocco della fabbrica, ma di rallentare al massimo possibile le “doverose” procedure di sospensione, in attesa di una soluzione che certamente giungerà domani venerdì 4 novembre.

BRINDISI - Mattinata fitta di incontri, quella odierna, oltre che di comunicati stampa. I sindacati, Confindustria e le istituzioni locali hanno cercato di scongiurare la fermata dello stabilimento di Polimeri Europa, legato alle disposizioni giunte dal Comitato tecnico regionale presso i Vigili del Fuoco che, al termine di una attività di verifica, ha giudicato carente l'assetto di alcuni impianti decidendone la sospensione dell'attività per sei mesi (va ricordato che il Ctr è un organo preposto al monitoraggio dei sistemi di prevenzione degli incendi e degli incidenti industriali). Alla fine, è scaturita la richiesta delle parti sociali alla società del gruppo Eni di non giungere al blocco della fabbrica, ma di rallentare al massimo possibile le "doverose" procedure di sospensione, in attesa di una soluzione che certamente giungerà domani venerdì 4 novembre.

Polimeri Europa aveva detto ai sindacati che le disposizioni del Ctr erano legate a carenze meramente documentali, lasciando intendere che tuttavia avrebbero provocato il fermo della produzione (gli impianti sospesi dal Comitato tecnico regionale sono i serbatoi Virgin nafta (F204/205) e il gasometro F105 del reparto P1/CR; il serbatoio di sodio nitrito del reparto P30B e le linee dell'olio Fok del molo gasiere del petrolchimico consortile. Da questi colloqui, i sindacati hanno ricavato l'impressione che la conseguenza sarebbe stata la messa in mobilità di duemila lavoratori.

Ma, mentre le sigle sindacali di categoria ieri sera parlavano di una presunta manovra politica, dietro le decisioni del Ctr, stamani le segreterie confederali hanno decisamente aggiustato il tiro mantenendo fermo il giudizio sul metodo adottato dal Ctr, ma nel contempo respingendo ogni eventuale ricatto occupazionale, da parte dell'azienda, e sollecitando le istituzioni ad intervenire. Ciò è avvenuto. In mattinata Confindustria e sindacati hanno incontrato in fabbrica la direzione di Polimeri Europa, quindi un secondo vertice in Provincia, cui ha partecipato oltre al presidente Massimo Ferrarese anche il commissario straordinario del Comune capoluogo, Bruno Pezzuto. Infine un in contro tra Ferrarese e Pezzuto da una parte, ed il prefetto Nicola Prete dall'altro.

La politica pare si stia muovendo. Il consigliere regionale Giovanni Brigante, dopo aver investito del caso la vicepresidente della Regione Puglia, nonché assessore allo Sviluppo economico, Loredana Capone, ha dichiarato che "il provvedimento dei vigili del fuoco di fermare la produzione dello stabilimento petrolchimico in via preventiva è stato un duro colpo per il polo industriale brindisino e per i dipendenti coinvolti, da oggi privati del proprio lavoro".

"La Regione Puglia - ha annunciato Giovanni Brigante - valuterà tutte le possibili azioni che si possono intraprendere per ristabilire il più presto possibile il ciclo produttivo della Polimeri Europa e per preservare il territorio, i lavoratori e le proprie famiglie dagli effetti della crisi occupazionale ed economica rivenienti dalla chiusura dello stabilimento".

Il senatore Salvatore Tomaselli del Pd afferma che "la decisione del Ctr Puglia di disporre - nell'ambito dell'istruttoria relativa all'esame del Rapporto di sicurezza 2008 dello stabilimento - la chiusura temporanea di alcuni impianti di Polimeri Europa desta grande preoccupazione. Anche in questo caso, dopo la vicenda Sanofi di qualche settimana fa, siamo in presenza di procedimenti amministrativi, certamente complessi e delicati, in cui la diversa valutazione dei corposi adempimenti formali tra azienda e organi tecnici - sulla cui origine non intendo ovviamente entrare - porta alla grave decisione di procedere alla sospensione di alcuni impianti produttivi".

"In questo caso, si tratta di alcuni impianti - rileva Tomaselli - il cui blocco comporta il fermo dell'intero stabilimento Polimeri e delle aziende collegate, con le conseguenze produttive ed occupazionali facilmente immaginabili, puntualmente segnalate con drammaticità e unitariamente dalle organizzazioni sindacali". Per Tomaselli "Brindisi non può permettersi un solo posto di lavoro in pericolo nè che il tema della tutela dell'ambiente regredisca a mero formalismo. Obiettivi che si possono e si devono poter raggiungere, è l'auspicio, senza che gli impianti produttivi vengano fermati e riprendendo il dialogo immediato tra azienda e organi tecnici".

Ha chiuso questo agitato tour de force politico-sindacale una lettera dei tre segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil al governatore Nichi vendola, alla stessa Loredana Capone e all'assessore all'Ambiente, Lorenzo Nicastro, con richista di incontro urgente sul caso Polimeri Europa Brindisi: "A seguito del provvedimento adottato dal Ctr (Comitato Tecnico Regionale) relativo al sequestro di alcuni impianti della Polimeri Europa, essenziali per il mantenimento dell'attività produttiva all'intero Petrolchimico di Brindisi, facciamo richiesta di urgente incontro al fine di ricercare possibili soluzioni atte a scongiurare la mancanza di prospettive per gli oltre 2.500 lavoratori impegnati nello stabilimento. Confidando che l'incontro possa realizzarsi già nella giornata di venerdì 4 novembre p.v., con la presenza di tutti gli interlocutori che hanno responsabilità sulla problematica suddetta, con l'occasione inviamo cordiali saluti".

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