Martedì, 26 Ottobre 2021
Economia

Porti, cambia di nuovo tutto. Si torna a 14 authority, Brindisi da accorpare

Se ne sono visti troppi in questi mesi, di cambi di direzione sul nuovo assetto da dare alla portualità italiana. E così anche il ministro Graziano Delrio ha dovuto cedere, a quanto parte, alla mediazione politica abbandonando la proposta degli otto distretti in cui raggruppare le 24 Autorità Portuali attuali, sciogliendone perciò 16. Invece il gioco si riapre, e si torna alla bozza Serracchiani-Lupi, che prevede 14 Autorità portuali

BRINDISI - Se ne sono visti troppi in questi mesi, di cambi di direzione sul nuovo assetto da dare alla portualità italiana. E così anche il ministro Graziano Delrio ha dovuto cedere, a quanto parte, alla mediazione politica abbandonando la proposta degli otto distretti in cui raggruppare le 24 Autorità Portuali attuali, sciogliendone perciò 16. Invece il gioco si riapre, e si torna alla bozza Serracchiani-Lupi, che prevede 14 Autorità portuali, cui accorpare le altre dieci. Tutto dovrebbe andare in Consiglio dei Ministri lunedì, ma meglio non scommetterci.

E anche per Brindisi si riapre la prospettiva di fusione con Bari o Taranto, che resteranno - sempre secondo le ultime indiscrezioni - sedi ai autorità portuale. Quale la migliore opzione su cui dovrebbe lavorare la politica locale? Taranto è in crisi, tanto è vero che il governo ha aperto un tavolo presso il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture per affrontarla e trovare una alternativa alla sciolgimento della società che gestiva il terminal container. Bari è invece in piena espansione, e sarebbe più logico avere un'authority unica sul versante adriatico, collegata peraltro da una linea ferroviaria elettrificata e con doppio binario.

Genova e Savona -scrive il MediTelegraph - dovrebbero finire nello stesso distretto; La Spezia assieme a Carrara,  Livorno; Piombino e Civitavecchia insieme sotto una sola authority di distretto. Quindi la Sardegna con una sola autorità portuale, Napoli e Salerno, Gioia Tauro (forse con Messina), i due distretti siciliani basati su Palermo e Augusta, due anche in Puglia (Bari e Taranto), Ancona, Ravenna, Venezia e Trieste. Nelle attuali 24 authority rimarrebbero comunque i direttori, subordinati ai presidenti dei distretti. Ricordiamo che la versione della riforma a otto distretti prevedeva invece una sola autorità portuale di sistema della Puglia, com Bari, Brindisi, taranto e Manfredonia (Bari e Taranto porti "core").

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