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Porti, presto la sfida del Corridoio 5

BRINDISI – Problemi già posti a Taranto il 22 luglio in un convegno sulla portualità del Sud organizzato da Propeller, Rotary e Lions del capoluogo ionico, e rilanciati a Brindisi ieri sera alla conferenza su “Opportunità di sviluppo per l'economia meridionale fornite dai porti di terza generazione”, promossa dai Rotary Club 'Brindisi', 'Brindisi Appia Antica' e 'Brindisi Valesio', in collaborazione con i club Ammi, Inner Wheel, Lions, Propeller e Unesco. Il 21 settembre è vicinissimo: è la data in cui l’Unione europea cambierà le sue strategie sulle grandi vie di circolazione delle merci terra-mare, e i porti di Brindisi e Taranto rischiano di restare fuori.

BRINDISI - Problemi già posti a Taranto il 22 luglio in un convegno sulla portualità del Sud organizzato da Propeller, Rotary e Lions del capoluogo ionico, e rilanciati a Brindisi ieri sera alla conferenza su "Opportunità di sviluppo per l'economia meridionale fornite dai porti di terza generazione", promossa dai Rotary Club 'Brindisi', 'Brindisi Appia Antica' e 'Brindisi Valesio', in collaborazione con i club Ammi, Inner Wheel, Lions, Propeller e Unesco. Il 21 settembre è vicinissimo: è la data in cui l'Unione europea cambierà le sue strategie sulle grandi vie di circolazione delle merci terra-mare, e i porti di Brindisi e Taranto rischiano di restare fuori.

E' stato sempre l'europarlamentare del PdL, Raffaele Baldassarre, a ricordare che il 21 "la Commissione europea renderà ufficiale la proposta di ridefinizione delle reti di mobilità trans-europea per il trasporto di merci e persone nella Ue". E che "il riassetto prevede la soppressione degli attuali Corridoi 1 (Berlino - Palermo) e 8 (che collega Bari e Brindisi con l'Albania, l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia e la Bulgaria), che verrebbero sostituiti dal Corridoio 5 Helsinki - La Valletta, che dalla Finlandia scenderebbe fino a Bari (senza toccare Taranto e Brindisi) per poi proseguire per Malta lungo una nuova autostrada del mare".

Il punto è, secondo Baldassarre, che l'Unione europea, secondo questa nuova strategia, potrebbe concentrare le risorse per l'ammodernamento e il potenziamento delle infrastrutture previste nel bilancio europeo 2020 solo su queste direttrici. La politica dei corridoi, tuttavia, già negli ultimi mesi del 2010 era stata considerata di fatto superata dalle ipotesi sullo sviluppo dei sistemi logistici formulate dall'Italia, che privilegiano invece i sistemi di reti di interconnessione tra porti di aree ben determinate, e tra queste c'è quella di Taranto e Brindisi.

Peraltro, ha ricordato al convegno di ieri sera il nuovo presidente dell'Autorità Portuale di Taranto, Sergio Prete, lo scalo ionico ha già ottenuto i finanziamenti per la nuova piastra logistica su cui faranno perno le politiche di sviluppo dei prossimi anni. Dal canto proprio, il presidente dell'Authority brindisina, Hercules Haralambides ha ribadito - in inglese e con l'ausilio di slides - come lo scalo di Brindisi sia già sufficientemente infrastrutturato e abbisogni soprattutto dell'avvio di un circolo virtuoso capace di portare a Brindisi nuovi armatori, per sfruttare e potenziare la sua vocazione turistica e commerciale. Intento immediato di Haralambides, chiarito nel corso del convegno, è quello di puntare su qualità ed efficienza dei servizi e sulla promozione del porto di Brindisi, per incrementare navi e passeggeri e rafforzare il terminal crocieristico.

"Nell'interesse delle comunità locali", Baldassarre ha sollecitato "iniziative e azioni sinergiche fra istituzioni, enti, operatori del settore ed esponenti della società civile per evitare che il sistema portuale ionico - salentino rimanga isolato e tagliato fuori dalle nuove prospettive di sviluppo offerte dal nuovo Corridoio europeo e, soprattutto, affinchè non rimanga escluso dalle risorse per l'ammodernamento e il potenziamento delle infrastrutture". L'incontro è stato introdotto e moderato dall'avv. Rosario Almiento, presidente del Rotary Club 'Brindisi Appia Antica'.

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