"Porto, bersaglio di scelte infelici"

BRINDISI - La possibilità che nel piazzale Asi di Costa Morena Ovest, unica area di sosta per i Tir che utilizzano le linee per Grecia ed Albania, finisca la tendopoli che deve provvisoriamente ospitare i richiedenti asilo sfrattati dal dormitorio comunale di via Provinciale San Vito, suscita reazioni negative non solo tra gli operatori portuali, ma anche tra chi si occupa di porto come impegno sociale e culturale. E' il caso del presidente del Propeller Club di Brindisi, Nicola Zizzi, che ci ha inviato il seguente intervento.

Nicola Zizzi

BRINDISI - La possibilità che nel piazzale Asi di Costa Morena Ovest, unica area di sosta per i Tir che utilizzano le linee per Grecia ed Albania, finisca la tendopoli che deve provvisoriamente ospitare i richiedenti asilo sfrattati dal dormitorio comunale di via Provinciale San Vito, suscita reazioni negative non solo tra gli operatori portuali, ma anche tra chi si occupa di porto come impegno sociale e culturale. E' il caso del presidente del Propeller Club di Brindisi, Nicola Zizzi, che ci ha inviato il seguente intervento.

Vi sono territori, popolazioni, classi dirigenti, che sono state capaci di costruire porti laddove vi era solo una linea di costa aperta, e di farvi arrivare e prosperare traffici commerciali e passeggeri. In cambio hanno avuto lavoro per i propri giovani, sviluppo e ricchezza. Gli esempi sono tanti, in giro per il mondo, ma è sufficiente ricordare la vicina Bari, non fosse altro per il travaso di navi e di traffico che vi ha avuto luogo da Brindisi. Vi è poi il caso, forse unico, di un porto naturale, dalle possibilità illimitate, dotato, grazie alla sua struttura in tre bacini distinti, di una polifunzionalità intrinseca, ma la cui classe dirigente, negli ultimi 20/25 anni, pare pervicacemente impegnata a decretarne la morte economica.

Si prende spunto dalla decisione adottata nella giornata di ieri, 27 settembre, di trasferire, sia pure provvisoriamente (ma…sigh…da noi la provvisorietà, oltre che essere la regola, è destinata a durare indefinitamente), il dormitorio per gli extra-comunitari dalla struttura comunale di via prov.le S.Vito, nell’area, di pertinenza portuale ma nella disponibilità del Consorzio Asi, di Costa Morena Ovest, previo allestimento di una tendopoli. Quell’area, nell’assenza (colpevole) di una piastra logistica, costituisce una essenziale valvola di sfogo per lo stazionamento dei Tir che imbarcano e sbarcano, e che devono poter  sostare da qualche parte mentre vengono espletate le pratiche di agenzia, di dogana e di polizia.

Eppure, attorno a quel tavolo convocato dal Sindaco di Brindisi c’erano davvero tutti: Autorità Portuale, Capitaneria, Marina Militare, Dogana, Consorzio Asi, oltre agli enti locali ed alle forze di polizia, per finire con le associazioni di volontariato e l’Arcidiocesi. E’ mai possibile che la soluzione di un problema, pur tanto grave, debba avvenire a spese del porto e dei pochi traffici rimasti? Aree pubbliche, caserme, impianti sportivi dismessi, magari meglio collegate al tessuto urbano e meno esposte agli elementi atmosferici avversi non erano davvero disponibili?Il nostro territorio, nelle sue diverse articolazioni non è in grado di dare una più concreta prova di disponibilità?

Dispiace dover fare simili domande, che investono per ognuno di noi il senso di solidarietà e di cittadinanza attiva, ma tornando al nostro porto ed alla conclamata carenza di  attenzione dei nostri amministratori per esso, la decisione assunta ieri è solo l’ultima di una serie di altre scelte fatte nel più totale dispregio per gli interessi del porto di Brindisi. Dalla infelice localizzazione della Questura, alle proposte di utilizzo come area fieristica dell’area del Capannone ex-Montecatini, alla proposta di realizzare il nuovo Palaeventi a S.Apollinare, è tutta una serie di scelte che ignorano la natura e le finalità che le aree portuali hanno per legge e che devono avere per convenienza economica.

E poi, questa sordità alle esigenze portuali, tanto più grave se messa in correlazione con tutti i programmi politici delle amministrazioni succedutesi, che a parole pongono il porto al centro delle attenzioni, consente di far passare scelte che continuano a non traguardare reali occasioni di sviluppo dei traffici. Gli esempi in tal senso sono purtroppo molteplici (localizzazione del futuro terminal crociere a Costa Morena Est, permanenza dei traffici del gpl e del carbone nel porto medio,realizzazione del nastro trasportatore dello zuccherificio a Costa Morena), ma più di tutte le singole questioni, appare in tutta la gravità la mancanza di un disegno, di una strategia condivisa, di una visione di sviluppo da tradurre in un documento che ha un nome ben preciso: il nuovo Piano Regolatore Portuale.

In conclusione, e a parte la necessità di una riflessione più ampia sul nostro porto, noi del Propeller invitiamo tutti gli attori istituzionali a voler rivedere l’individuazione del piazzale di Costa Morena Ovest come sito per la tendopoli provvisoria degli immigrati, compiuta nella riunione tenutasi presso il Comune di Brindisi ieri, 27 settembre. (nicola zizzi)

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