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Porto, la città tenuta fuori

BRINDISI - Il presidente dell'Autorità Portuale, Iraklis Haralambidis, torna a Brindisi dopo una lunga assenza, presenzia ad una seduta importante e piuttosto tesa del Comitato portuale dove Comune e Provincia si dissociano sul Piano delle opere triennale nella parte che riguarda il rigassificatore, poi si appresta a ripartire, si presume per l'Olanda. Rimanda tutti alla nota che posterà su Facebook in serata, in cui darà conto della differenza di posizioni. Ma Il rigassificatore resta nelle previsioni del Pot, sia pure in due righe. L'assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini, pronuncia il suo discorso politico sugli obiettivi di integrazione della portualità pugliese, poi se ne torna a Bari perchè atteso da altri impegni istituzionali. I revisori dei conti avevano l'aereo alle 11, e la seduta su Pot e bilancio di previsione è finita invece alle 15. Nel frattempo arriva la notizia che il 30 novembre si riunirà a Roma la conferenza dei servizi sul rigassificatore (ancora in sede istruttoria, pare), e si preannuncia una dura nota di Ferrarese sugli stipendi della struttura dell'Autorithy.

BRINDISI - Il presidente dell'Autorità Portuale, Iraklis Haralambidis, torna a Brindisi dopo una lunga assenza, presenzia ad una seduta importante e piuttosto tesa del Comitato portuale dove Comune e Provincia si dissociano sul Piano delle opere triennale nella parte che riguarda il rigassificatore, poi si appresta a ripartire, si presume per l'Olanda. Rimanda tutti alla nota che posterà su Facebook in serata, in cui darà conto della differenza di posizioni. Ma Il rigassificatore resta nelle previsioni del Pot, sia pure in due righe. L'assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini, pronuncia il suo discorso politico sugli obiettivi di integrazione della portualità pugliese, poi se ne torna a Bari perchè atteso da altri impegni istituzionali. I revisori dei conti avevano l'aereo alle 11, e la seduta su Pot e bilancio di previsione è finita invece alle 15. Nel frattempo arriva la notizia che il 30 novembre si riunirà a Roma la conferenza dei servizi sul rigassificatore (ancora in sede istruttoria, pare), e si preannuncia una dura nota di Ferrarese sugli stipendi della struttura dell'Autorithy.

Il porto di Brindisi resta affidato al segretario generale - che ha redatto anche il Pot - e condizionato in tutto e per tutto dalle ultime mosse compiute dall'ex presidente Giuseppe Giurgola prima della fine del mandato. Questa è la realtà dei fatti, sconcertante. Il cronista deve annotare e prendere atto di autentiche forzature che diventano linee guida con un voto quasi unanime finale. Resta l'assurdo scalo crociere a Costa Morena Est, banchina commerciale in completamento costata decine di milioni di euro di danaro pubblico per dotare Brindisi di un porto ben munito di infrastutture, progettata quando ancora non c'era un'Autorithy ma il vecchio Consorzio del Porto, e adesso - si sospetta - consegnata in parte ad un cartello di compagnie da crociera, "servitù" che si aggiunge allo stazionamento delle carboniere Edipower. E' in questo scenario di carbone e ciminiere che si vogliono far sbarcare i turisti? Resta il progetto del terminal crociere pure a Punta Riso, anche se non è previsto dal Piano regolatore del porto e anche se ripetutamente il commissario prefettizio Bruno Pezzuto ha sottolineato che non è nelle previsioni del futuro Piano urbanistico generale della città. Sembra che sia addirittura partito l'iter della progettazione per un costo di 900mila euro, senza che vi sia alcuna autorizzazione ambientale e urbanistica.

L'assessore provinciale Enzo Baldassarre e il commissario prefettizio Bruno Pezzuto, hanno chiesto che dal Pot venisse stralciata tutta la parte relativa alla previsione del rigassificatore, opera non ancora autorizzata, e peraltro bloccata da un procedimento penale, e anch'essa esclusa già dal Documento programmatico preliminare al Pug della città di Brindisi. Ma Iraklis Haralambidis ha conservato due righe, tra tutti quei paragrafi da rimuovere, che però da sole bastano a tenere agganciata Brindisi Lng perchè ricordano che l'area ricade in una concessione trentennale. Che gli inquirenti, e i giudici che si sono pronunciati sino ad ora, considerano però illegale, sussistendo infatti l'imputazione di occupazione abusiva di area demaniale marittima.

Ma tutti hanno fretta, tutti partono, conta di più a Brindisi il parere di Confindustria di quello del Comune (il presidente degli industriali, Pinuccio Marinò, è rimasto sino alla fine e difendere le proprie ragioni e quelle di Brindisi Lng). Questa è la realtà: Brindisi non può in alcun modo avere parola sugli assetti del proprio porto, ed è stato rinfacciato a Provincia e Comune come nel 2007 il progetto del terminal crociere, più altro, fosse parte di un protocollo firmato da Giurgola e dal sindaco protempore Domenico Mennitti. Ma parimenti, allora, dovrebbe contare il no di Mennitti al rigassificatore. Inutile. Partono tutti, appuntamento su Facebook per sapere del porto di Brindisi: il presidente Haralambidis dice che così si risparmiano le spese di ufficio stampa. Forse sarebbe meglio tagliare sulla pletora di consulenze sottratte alla pubblica opinione. Metta anche quelle su Facebook, il presidente Iraklis Haralambidis, assieme ai costi analitici di tali prestazioni.

La conclusione della seduta odierna del Comitato portuale è stata l'approvazione sia del Piano triennale delle opere 2012-2014, che del bilancio di previsione 2012 con le sue opulente indennità e con il suo scalo crociere tra petrolchimico e terminal carbone. A verbale il parere contrario di Comune e Provincia sulla previsione del rigassificatore (e anche l'orario in cui varie sedie sono state abbandonate). Prossima tappa, l'annunciata seduta decisoria della conferenza dei servizi sul Rapporto integrato di sicurezza portuale, malgrado le richieste di modifica della bozza avanzata da più parti (Capitaneria e Vigili del Fuoco inclusi, oltre che associazioni ambientaliste), di stralcio della presenza di un rigassificatore, che ancora ancora non c'è, salvo sorprese il 30 novembre.

Sulle indennità, per riprendere l'accenno fatto in principio, Enzo Baldassarre ha letto questa dichiarazione di Massimo Ferrarese: "In un periodo così difficile come quello che il Paese sta attraversando, dove si richiedono sacrifici a cittadini, famiglie ed imprese, ed attraversato in lungo e in largo dal dibattito sui costi dell'apparato pubblico, appare doveroso richiamare anche in questa sede un senso di sobrietà cui tutti dovremmo attenerci. Sollecito quindi una forte revisione delle indennità delle posizioni apicali di questa Autorità Portuale, cioè quelle del presidente e del segretario generale, che sono quattro volte superiori a quelle di presidente della Provincia e sindaco della città capoluogo, indennità da parificare a quelle di tutti gli Enti locali e degli altri enti pubblici ed economici".

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