Economia

Presidio sindacale anche a Brindisi giovedì contro la cessione di Versalis

Ci sarà un presidio dei lavoratori chimici anche a Brindisi in concomitanza con manifestazione nazionale di San Donato Milanese del 17 dicembre contro la vendita di Versalis a gruppi esteri. La manifestazione si svolgerà durante la riunione del consiglio di amministrazione di Versalis

BRINDISI – Ci sarà un presidio dei lavoratori chimici anche a Brindisi in concomitanza con manifestazione nazionale di San Donato Milanese del 17 dicembre contro la vendita di Versalis a gruppi esteri. La manifestazione si svolgerà durante la riunione del consiglio di amministrazione di Versalis che dovrà affrontare il tema della cessione del ramo chimico di Eni. Secondo le notizie circolate sin qui e riprese dai servizi giornalistici, in pole position ci sarebbe il piccolo fondo di investimento americano SK Capital.

“Le segreterie territoriali della Femca Cisl, Filctem Cgil, Uiltec Uil, Cisal  e Ugl Chimici, incontreranno il sindaco di Brindisi, lo stesso giorno, alle ore 11, presso Palazzo Nervegna. Alla luce della decisione di Eni di dismettere le attività industriali in Italia, a partire dalla cessione di Versalis ad un fondo finanziario estero, si rende sempre più necessario ed urgente che il territorio di Brindisi faccia sentire una voce Unica in difesa dello stabilimento petrolchimico”, annuncia un comunicato sindacale congiunto. All’esterno, i lavoratori attueranno un sit-in.

“Soltanto il governo, azionista di maggioranza Eni, può determinare una rivisitazione delle scelte dell’attuale management, e le istituzioni locali insieme ai parlamentari della nostra Provincia possono attraverso l’interessamento anche del Ministero dello Sviluppo Economico incidere in tale iniziativa. Dal canto nostro le organizzazioni sindacali  di categoria dichiarano lo stato di agitazione di tutti i dipendenti Eni, con il blocco di ogni forma di lavoro straordinario”, fanno sapere i sindacati.

Di fronte al rischio di un salto nel buio di Versalis, i sindacati fanno presente che “Brindisi non può permettersi che scoppi una bomba sociale di tale portata con effetti devastanti sotto ogni punto di vista, economico, sociale, produttivo ed occupazionale.  E’ importante che attraverso un interessamento delle istituzioni e parlamentari, il governo si impegni al massimo non per svendere un patrimonio professionale e produttivo, bensì per garantire una continuità operativa attraverso il mantenimento del pacchetto azionario di maggioranza”.

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