Economia

Lavoratori ex Termomeccanica chiedono intervento della Regione

Ancora aggrappati alla speranza di salvare i 18 posti di lavoro da tempo messi in discussione dallo stop ai progetti presentati da Termomeccanica, che non hanno superato l'esame degli organi di verifica di Provincia e Regione, i lavoratori della piattaforma polifunzionale dell'Asi di Brindisi

BRINDISI - Ancora aggrappati alla speranza di salvare i 18 posti di lavoro da tempo messi in discussione dallo stop ai progetti presentati da Termomeccanica, che non hanno superato l'esame degli organi di verifica di Provincia e Regione, i lavoratori della piattaforma polifunzionale dell'Asi di Brindisi (la struttura per il trattamento dei rifiuti industriali pericolosi ferma da anni), riuniti in comitato e organizzati dal sindacato Cobas, attendono l'esito di un confronto avviato proprio con gli uffici regionali preposti, sottolinenano che si attendono un intervento deciso della politica e soprattuto del governatore MIchele Emiliano, e auspicano che i possibili investimenti abbiano concrete prospettive di realizzazione e - questo non è secondario - compatibilità ambientali.

"Attendiamo con speranza l'incontro Cobas, Regione, Asi per l'attuazione di una serie di progetti di salvaguardia ambientale sull'area della piattaforma polifunzionale che possono farci ritornare a lavoro. Insieme ad altri lavoratori del Cobas, impegnati in altre vertenze - dicono gli ex dipendenti Termomeccanica -, andremo sabato 28 maggio alle ore 17  in Piazza Santa Teresa a dirlo al presidente della Regione Emiliano come abbiamo già fatto l'altra volta".

Il comitato ricostruisce le vicende: "In un susseguirsi di rinvii e impedimenti, dato il particolare periodo in corso, si attende al più presto una convocazione da parte dell’assessorato al Lavoro della Regione Puglia ad un tavolo congiunto che affronti e, si auspica risolva, la vertenza degli ex lavoratori della Piattaforma Polifunzionale del Consorzio AsiI di Brindisi, meglio nota come vertenza ex Termomeccanica".

I lavoratori Termomeccanica"La strada intrapresa è stata quella del dialogo serrato con gli uffici preposti dell’ente regionale, che, esaminata la situazione attuale dei lavoratori, dovrà dare l’avvio all’ iter istituzionale. I 18 ex dipendenti diretti della Piattaforma vivono il dramma ormai cronico di un posto di lavoro perduto per varie vicissitudini, con un azienda (Termomeccanica Spa) che li ha licenziati e messi in mobilità per poi congedarsi definitivamente dal territorio", fanno sapere  operai e tecnici.

"Una storia controversa durata anni relativa all’ ottenimento delle autorizzazioni ambientali circa il loro progetto di rilancio della Piattaforma. Ma anche per l’ultimo baluardo a tutela di questi lavoratori sta iniziando un lento sgretolìo; il sussidio di mobilità infatti è ormai terminato per tre unità e stessa sorte accadrà ai restanti 15 a partire dal prossimo gennaio. Nell’ incertezza più totale - denunciano i lavoratori riuniti in comitato - che alberga nelle vite di questi padri di famiglia, svuotati da anni di mortificazioni e rinunce ma non per questo rassegnati ad alzare bandiera bianca, vi potrebbe finalmente essere una base da cui ripartire, si spera, per raggiungere l’ obiettivo"

Secondo il comitato, infatti, il Consorzio Asi "nell’ intento di non sperperare un bene pubblico e di ridare vita alle strutture della Piattaforma, sta conducendo un’indagine di mercato alla ricerca di un nuovo gestore, dopo la dipartita del precedente. Progetti credibili ma soprattutto realizzabili, che tengano conto di aspetti legati alla tutela ambientale del territorio; e all’interno di tali progetti è inclusa una clausola sociale per cui il futuro gestore della Piattaforma si impegnerà ad attingere dalla platea degli ex dipendentiper gestire le varie attività".

Nell'attesa, perciò, servono soluzioni ponte per evitare che i 18 ex dipendenti Termomeccanica restino senza tutele: "Per questo motivo, nelle more dell’ assegnazione a futuro titolare della struttura, è importante che emerga la volontà della Regione in primis a non abbandonare a sé stessi i lavoratori ormai senza ammortizzatore (per ora tre unità), attraverso imminenti soluzioni da studiare e concordare magari anche con lo stesso Consorzio Asi".

"Inoltre è importante che tutti i candidati a futuro sindaco di Brindisi prendano visione e bene del problema - è l'appello finale, questa volta alla politica locale evidentemente divisa nel recente passato dalle pressioni di interessi diversi che si muovevano e forse si muovono ancora attorno ai progetti bloccati -, in modo che chi siederà a Palazzo di Città sia interprete assieme ad altri di un comune senso di responsabilità, che dia origine ad un percorso condiviso al cui interno finalmente vi sia sviluppo, occupazione, benessere. Perché si tolga alla città di Brindisi il triste appellativo di 'terra delle occasioni perdute', consci come siamo del fatto che in queste condizioni non si vive, si sopravvive".

"Tecnici e lavoratori altamente qualificati attendono con smania la fine di questo incubo, forti di un’ esperienza di vita che li ha plasmati ma della quale ancora portano profonde cicatrici, segno indelebile di ripetuti torti subiti". Termomeccanica, prima assegnataria dell'appalto di gestione della Piattaforma polifunzionale in passato, cui subentrò poi Veolia Italia  (in seguito al sequestro degli impianti per difformità varie, quindi rimosso con prescrizioni precise di revamping imposte dalla procura), la quale fu protagonista a sua volta di un abbandono del campo nel mezzo della messa in sicurezza della discarica di servizio della struttura), era rientrata aggiudicandosi in solitario il nuovo appalto.

Ma i progetti questa volta erano due: il riavvio degli impianti della piattaforma e, in combine con l'Asi, un'operazione di business legata alla realizzazione di un centro di trattamento ed essiccazione dei fanghi dei depuratori fognari, da utilizzare come combustibili poi per l'alimentazione di una minicentrale termoelettrica a biomasse. progetti, come già detto, bloccati per iter difformi alle normative ambientali vigenti. Termomeccanica aveva perciò abbandonato nuovamente brindisini annunciando azioni di rivalsa civile contro l'Asi e abbandonando i 18 lavoratori al proprio destino.

La storia ebbe poi uno strascico, con l'attacco di due consiglieri comunali dell'area di Noi Centro (la stessa del presidente dell'Asi, Marcello Rollo), contro il dirigente della Provincia che aveva rilevato più volte le difformità. L'ingerenza dei due fu condannata da più parti ma dimostrò che attorno all'operazione le posizioni erano tutt'altro che distaccate. Ora, chiedono i lavoratori, sia la Regione Puglia ad assumere la supervisione di questa crisi.

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