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Protesta a Cerano, quattro lavoratori su un cornicione: "Siamo disperati"

Rischia di arrivare a conseguenze estreme la protesta dei lavoratori ex Wcs della centrale Enel Federico II di Cerano, coinvolti in un travagliato cambio di appalto con la ditta Sea di Trepuzzi. Quattro di loro stamani sono saliti su un piccolo balcone situato al di sopra di una caldaia all'interno dello stabilimento

BRINDISI – Rischia di arrivare a conseguenze estreme la protesta dei lavoratori ex Wcs della centrale Enel Federico II di Cerano, coinvolti in un travagliato cambio di appalto con la ditta Sea di Trepuzzi. Quattro di loro stamani sono saliti su un piccolo balcone situato al di sopra di una caldaia all’interno dello stabilimento, a una cinquantina di metri di altezza. Sul posto si sono recati poliziotti della Digos e del Reparto Mobile di Taranto, oltre ai vigili del fuoco. Si tratta di Vincenzo Vantaggiato, Giovanni Alfarano (Rsu), Mario Rizzo e Antonio Palladino.

IL VIDEO. PARLANO GLI OPERAI A 50 METRI DI ALTEZZA

Dopo aver presidiato per giorni l’ingresso dello stabilimento, alle prime luci di oggi i quattro, sull’orlo della disperazione, sono entrati all’interno della centrale. “L’incontro che si è svolto ieri in prefettura – dichiara Alfarano a BrindisiReport – non si è concluso secondo le nostre aspettative. Ci sentiamo presi in giro. Ieri sera non avevo neanche i soldi per comprare il gasolio per la mia auto. Facciamo fatica a mandare avanti le nostre famiglie”.

LA NOTA DEI SINDACATI

Originariamente erano 20 i lavoratori coinvolti nel cambio di appalto. Dieci di questi, sulla base di un accordo sottoscritto settimane fa in prefettura, sono rimasti alle dipendenze della Wcs, ma in altri appalti. Gli altri dieci avrebbero dovuto essere riassorbiti dalla Sea, che però ha proposto delle condizioni contrattuali (taglio degli scatti di anzianità e abbassamento del livello contrattuale, con riduzione pari a circa 250 euro della paga mensile) respinte dai lavoratori, adesso in cassa integrazione. 

“Il nostro lavoro (quello dei lavaggi idrodinamici, ndr) – afferma Alfarano – è uno dei più rischiosi. Dopo aver lavorato per 16 anni a Cerano, è questo il trattamento che riceviamo”. Ma la protesta odierna riguarda anche i 32 lavoratori della ditta Cannone rimasti a casa a seguito di un altro difficile cambio di appalto nel settore della movimentazione delle ceneri. La situazione insomma è incandescente alla Federico II, per quanto riguarda gli operai dell’indotto. 

I DIPENDENTI ENEL: "EVITARE LA GUERRA TRA LAVORATORI"

Intorno alle 11 il segretario provinciale della Uilm, Alfio Zaurito, si è incontrato con i dirigenti dell'Enel, i quali hanno dato la propria disponibilità a cercare una mediazione. I quattro lavoratori, ad ogni modo, sono risoluti. "Non scenderemo da qui - dichiara ancora Giovanni Alfarano, contattato telefonicamente intorno alle ore 19,30 - fino a quando non si troverà una soluzione". I quattro dunque trascorreranno la notte all'aperto, con delle coperte termiche. Le uniche persone che hanno incontrato sono lo stesso Alfio Zaurito e le rispettive mogli, che hanno portato cibo e medicinali. 

Articolo aggiornato alle 19,44

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