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Provincia sull'orlo del default: "Si cancelli una legge incostituzionale"

Intervento del segretario generale della Cgil Brindisi, Antonio Macchia, sulla crisi che sta attraversando la Provincia di Brindisi

BRINDISI - La riunione tenutasi l’altro giorno presso la Provincia  ha ancora una volta dimostrato quanto una riforma inadeguata ed inopportuna possa danneggiare la stabilità di un Ente, quale quello Provinciale, che è tenuto alla gestione di servizi fondamentali come le scuole e la viabilità, ma soprattutto ponga nel limbo tutti quei dipendenti che ogni giorno continuano a combattere contro  gli ostacoli che dalla riforma derivano Nonostante le note difficoltà di bilancio, l’ente Provincia non è esentato neanche quest’anno dal prelievo forzoso dello Stato, noto come ‘contributo alla finanza pubblica’

Una ulteriore dimostrazione della complicata situazione in cui si trovano le Province, dopo la bocciatura del referendum che doveva definitivamente cancellarle, a seguito del ridimensionamento di funzioni varato con la legge Delrio. Ma i problemi, a Brindisi come nel resto d’Italia, sono iniziati da prima, ossia dalla legge di Stabilità 190/14 che, considerando le province quali enti ‘in attesa di riforma costituzionale’, ha operato un taglio netto  di danaro (o meglio un prelievo di risorse proprie delle province, provenienti dai tributi locali) per ciascuno dei tre anni 2015, 2016 e 2017. Da qui lo stato di emergenza in cui vivono le province sul fronte dei servizi essenziali che sono tenute ad erogare, primi fra tutti manutenzione strade ed edilizia scolastica.

Ne deriva quindi che l’azzeramento dei tributi e la sottrazione di risorse proprie delle Province è incostituzionale  e pertanto la legge 190/14,  poichè non rispetta l’articolo 119 della Costituzione  che definisce le province in termini di enti dotati di autonomia finanziaria, sono da dichiararsi incostituzionali. 

Ma veniamo a noi. Cosa accadrà appenda si renderà necessario l’uso dei riscaldamenti presso le scuole? E se le scuole presenteranno problemi strutturali, chi interverrà? Dapprima si precisa che la scuola è dell’obbligo e poi si costringono i nostri figli a frequentarla pur essendo cessata l’erogazione del servizio di riscaldamento, creando di fatto i presupposti di una condotta censurabile ai sensi dell’art.340 cp ( interruzione di pubblico servizio).

Analogo problema è quello delle strade. Quante persone dovranno ancora morire per le strade della nostra Provincia poiché non vi è la possibilità di spesa su tale capitolo?  Domande alle quali non è possibile dare alcuna risposta compiuta se non quella di intervenire con nuove forze economiche , in deroga a quanto stabilito a livello governativo. 

Anche la Cgil è convinta che se vi fosse maggiore flessibilità nella soluzione del problema i conti potrebbero tornare, soprattutto se si considera che tutto questo disastro nazionale è stato provocato dalla illogica promulgazione di una legge  che poi è stata bocciata dagli Italiani nel referendum. Quindi la logica conseguenza sarebbe quella di prendere atto della volontà dell’elettorato e fare un bagno di umiltà nel modificare una legge incostituzionale.

Ed infatti, si è chiesto un intervento al Governo teso a porre rimedio al proprio errore: eliminare i tagli strutturali previsti dalla L.190/14 ed in ogni caso adoperarsi per ripianare il disavanzo creato dal taglio scellerato dei fondi; alla Regione si è chiesto la chiusura di un grosso contenzioso, la liquidazione di somme bloccate per diverse ragioni e la possibilità di istituire un fondo straordinario finalizzato all’equilibrio di bilancio 2017.

In ogni caso per venerdì prossimo è stato promulgato uno sciopero nazionale di tutti i dipendenti  delle Province d’Italia  a cui ognuno di noi sarà chiamato a partecipare, perché questo è uno sciopero  che indirettamente abbraccia anche   tutti i servizi fondamentali che i dipendenti della Provincia sono chiamati a gestire e che rappresentano il nostro vivere quotidiano.

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