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Confindustria: quattro aziende lasciano. L'associazione: "Dinamiche fisiologiche"

Prefabbricati Pugliesi, Soave, Soavegel e Nicola Pantaleo SpA escono dopo più di 30 anni. Il commissario Lippolis: "Disarmante ed inadeguata conoscenza della normativa del sistema confindustriale”

BRINDISI - Dopo l’estromissione dalla presidenza di Patrick Marcucci, rimosso lo scorso maggio dagli organi di controllo interni, un altro terremoto scuote Confindustria Brindisi. Quattro storiche aziende del territorio, attraverso un comunicato diramato nel pomeriggio di oggi (venerdì 4 settembre), hanno comunicato la decisione di uscire dall’associazione degli industriali, guidata attualmente dal commissario Gabriele Lippolis, dopo oltre 30 anni. Si tratta di Prefabbricati Pugliesi, Soave, Soavegel e Nicola Pantaleo SpA. Il motivo?  In una prima versione del comunicato si parla di: “Tradimento dei valori confederali”. In una seconda versone inviata poco dopo, tale espressione viene sostituita con: "Mancato rispetto dei valori federali"

Tale decisione comporta "un totale sguarnimento di rappresentatività delle maggiori aziende di proprietà del territorio”. “Non multinazionali o grande industria – rimarcano di Prefabbricati Pugliesi, Soave, Soavegel e Nicola Pantaleo SpA  - ma aziende familiari storiche che rappresentano il cuore dell’iniziativa di impresa del territorio, che muovono con slancio e dinamicamente l’economia brindisina occupando la popolazione locale, sostenendo attività sportive, culturali e artistiche, e progetti cittadini e che in più di un’occasione sono intervenute nel sociale".

Le quattro imprese accusano Confindustria Brindisi di aver subito “in silenzio, passivamente e con la più totale inerzia la defezione delle sue primarie aziende, ben sapendo che manca di rappresentatività nei confronti delle stesse e di quelle che a breve formalizzeranno anche la loro cancellazione”. Una territoriale che ha a cuore il mantenimento di posizioni di privilegio e che solo a questi fini negli ultimi mesi ha compiuto in totale solitudine scelte strategiche che hanno portato ad una totale paralisi degli organi decisionali e rappresentativi dell’associazione, peraltro nel più grave periodo di emergenza vissuta”.

Le aziende si auspicano che “Confindustria Nazionale possa e voglia intervenire per fare chiarezza e rimettere ordine in una situazione ormai insostenibile. Solo allora sarà possibile ripensare e nuovamente valutare l’adesione ad un progetto comune di associazionismo finalizzato alla valorizzazione delle aziende del territorio”

La replica di Confindustria

Il commissario di Confindustria Brindisi, Gabriele Lippolis Menotti, risponde alle accuse mosse dalle quattro aziende uscite dalla confederazione. 

“L’uscita da Confindustria Brindisi di 4 aziende (con un totale di circa 250 dipendenti) - per quanto spiacevole – sostiene Lippolis - ma rientrante nelle fisiologiche dinamiche della vita di un’organizzazione datoriale - non meriterebbe toni così catastrofici e di delirante egocentrismo, se non ci fosse un’evidente strategia denigratoria, con tentativo di delegittimazione (che sarà oggetto di valutazione nelle sedi opportune, con particolare riferimento al pretestuoso rilievo di “tradimento dei valori confederali”) della nostra Associazione”. 
“A tal proposito – prosegue Lippolis - val la pena evidenziare che le suddette aziende, nonostante l’anzianità associativa, hanno dimostrato una disarmante ed inadeguata conoscenza della normativa del sistema confindustriale”.

Quanto sopra, si legge ancora nella nota di risposta, è dimostrato dai seguenti dati: “Da maggio 2020 a tutt’oggi hanno aderito a Confindustria Brindisi n. 15 imprese per un totale di circa n. 500 dipendenti. Inoltre, sono pervenute altre n. 6 domande di adesione, rispetto alle quali è in corso l’iter statutario per l’approvazione”; “la situazione patrimoniale e finanziaria di Confindustria Brindisi è solida e non desta alcuna preoccupazione”; “circa la rappresentatività, la nostra Associazione annovera oltre 350 aziende (piccole, medie e grandi), operanti nell’intero territorio provinciale, per un totale di più di 10 mila addetti e con un valore aggiunto complessivo delle rispettive produzioni stimato in 3,5 miliardi di euro. I numeri ci danno ragione”

“Confindustria Brindisi, nel pieno rispetto delle regole confederali – prosegue Lippolis - continuerà a tutelare gli interessi legittimi di tutti gli associati, prescindendo dalla reazione isterica di chi probabilmente non ha visto realizzati obiettivi ed ambizioni personali.  Va, altresì, evidenziato che la nostra Associazione per la qualità dei servizi offerti alle imprese (anche nella fase più critica del lockdown) è considerata tra la più efficienti e qualificate del Mezzogiorno, anche per unanime giudizio di imprenditori associati a diverse territoriali”. 

“La strategia associativa – si legge nel comunicato - prevede l’impegno su temi rilevanti per il territorio, quali: la transizione energetica e la conseguente necessità di progetti, tali da ottimizzare le prevedibili risorse del Recovery Fund; il potenziamento delle infrastrutture del territorio, con riferimento soprattutto al porto, con nuove prospettive di mercato e di attività delle imprese portuali; una particolare attenzione allo sviluppo dell’industria del turismo, con l’attivazione anche di un distretto turistico provinciale”.

“Altri temi sui quali continuerà l’azione associativa riguardano la lotta alle lentezze burocratiche, nuovi strumenti finanziari per le PMI e la formazione professionale.  Di rilevanza strategica anche il recente protocollo d’intesa con l’Università del Salento, che mette – gratuitamente – a disposizione delle nostre piccole e medie imprese servizi di trasferimento tecnologico, digitalizzazione e industria 4.0, smart working e riorganizzazione aziendale”. 

Articolo aggiornato alle ore 17:12 (la replica di Confindustria)

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