Domenica, 17 Ottobre 2021
Economia

Rampe a Grimaldi, si ritenta: ma il Consiglio di Stato avverte

Comitato portuale convocato per il 23 maggio con un solo punto all'ordine del giorno: concessione ventennale di due rampe traghetti al gruppo Grimaldi, e attracco preferenziale per una terza rampa

BRINDISI – Comitato portuale convocato per il 23 maggio con un solo punto all’ordine del giorno: concessione ventennale di due rampe traghetti al gruppo Grimaldi, e attracco preferenziale  per una terza rampa. Non intende dunque attendere l’entrata in vigore della riforma Delrio, l’Autorità Portuale di Brindisi, decreto che contiene nuove norme sulle concessioni demaniali e soprattutto affiderebbe alla nuova Autorità di sistema portuale del Basso Adriatico, che mette in rete sotto un unico organo di governo i porti di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli, la decisione sull’istanza del grande armatore napoletano.

Gli operatori si aspettavano maggiore attenzione verso l’attività del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti da parte del commissario nominato proprio dal dicastero per amministrare l’authority brindisina in questa transizione, ma il capitano di vascello Mario Valente ha comunque deciso di portare in comitato la bozza di concessione demaniale. La notifica è stata effettuata questa mattina, quando però sull’operazione è arrivata un’altra secchiata di acqua fredda, questa volta dal Consiglio di Stato.

Eurocargo Catania alla banchina di S.Apollinare a Brindisi-2Non si tratta di una sentenza, ma di un parere previsto dall’iter della riforma della portualità, e da questo passaggio non ne esce bene proprio la parte relativa alle concessioni demaniali, considerata a maglie troppo larghe dal supremo organo di giustizia amministrativa, con invito al governo ad uniformare i meccanismi alle direttive europee sulle gare. Un fatto che non può essere né ignorato, né sottovalutato, né aggirato nella procedura per la concessione Grimaldi a Brindisi. Il Comitato portuale, in tutte le sue componenti, dovrebbe invece avviare una riflessione proprio alla luce del parere del Consiglio di Stato.

La Sezione Consultiva per gli Atti Normativi, nella sua adunanza del 7 aprile 2016, in uno dei passaggi della approfondita analisi della normativa vigente e di quella contenuta nella riforma, rileva infatti che “ritornando alle modalità di selezione del concessionario, non appare soddisfacente neppure la  richiamata procedura ad evidenza pubblica, di attuale usuale utilizzo, disciplinata dall’articolo 18 del Dpr 328/1952, che pure continua ad essere richiamata nel testo sottoposto a parere, la cui distanza dal procedimento di gara è evidente: detta procedura (cosiddetto avviso ad opponendum) garantisce sì la pubblicità e visibilità dell’azione amministrativa, ma non limita minimamente la discrezionalità dell’ente pubblico, stante l’assenza di un bando e la mancata predeterminazione di criteri di selezione delle domande”.

Punta delle Terrare-2"Peraltro, la comparazione tra più domande in concorrenza – si legge ancora nel parere - diviene ancor più complessa nel contesto degli elementi di valutazione indicati dall’art. 18, legge n. 84 del 1994, presentando caratteri di ampia discrezionalità, non sempre riconducibili al mero dato tecnico”. Segue la raccomandazione per adeguare le nuove norme: “In tale quadro, la procedura, in corso, finalmente, di definizione, per la selezione del concessionario dovrebbe tendere ad una normalizzazione dei margini di discrezionalità, acquisendo le caratteristiche effettive della ‘procedura di gara’, ove la più proficua utilizzazione del bene è definita sulla base di criteri obiettivi, mentre le valutazioni legate al programma di attività potranno essere parametrate ad indici di ottimizzazione dello sviluppo dei traffici nel porto, rimanendo comunque elemento chiave del giudizio comparativo”.

Secondo la rivista specializzata TheMediTelegraph, “lo scopo del Consiglio di Stato è spronare il Mit ad aprire alla concorrenza - e non è un caso che siano citate le disposizioni europee - e invita a fornire ‘elementi chiarificatori in tempi rapidi’ per completare il parere obbligatorio. La questione è in punta di diritto, ma semplificando , c’è un sorpasso deciso del Consiglio di Stato sul Mit e sull’Unione Europea che pure quel regolamento che viene smontato, lo avevano approvato”.

La sede dell'Autorità PortualeIl parere del Consiglio di Stato resta al momento, in attesa della risposta del ministero, formalmente interlocutorio. La sollecitazione è chiara: “Si chiede, in altri termini, una verifica complessiva di tenuta del testo in relazione alla contestuale riforma della governance e delle competenze delle Autorità portuali, e agli interventi in materia di logistica nonché, non da ultimo, di piani regolatori e pianificazione di settore (oggetto tutti di richiamo nel testo in discussione ai fini della verifica di compatibilità delle concessioni)”, scrive la Sezione Consultiva per gli Atti Normativi, che rivolge anche un altro invito.

“Del resto, non può trascurarsi che, in base alla legge stessa, con il decreto in argomento il competente Ministro è espressamente tenuto ad adeguare ‘la disciplina relativa alle concessioni di aree e banchine alle normative comunitarie’ (art. 18, comma 3, legge n. 84 del 1994). In tale ottica, è necessario, altresì, adeguare e comunque coordinare il testo con la normativa del codice dei contratti pubblici, recentissimamente riformata per dare seguito alle ben note direttive comunitarie in materia (si veda, a puro titolo di esempio, oltre alle premesse, il richiamo, rinvenibile all’articolo 3, comma 2, dello schema, dei requisiti di ordine generale, di cui al previgente art. 38 del d.lg. n. 163 del 2006, che devono possedere le imprese ammesse a presentare la domanda di concessione)”, si legge ancora nel parere.

La nave da crociera Zenit entra nel Canale PigonatiInsomma, mentre Consiglio di Stato e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti interloquiscono su una questione fondamentale per l’adeguamento del futuro regime delle concessioni demaniali a Brindisi si può fare un’operazione utilizzando la vecchia normativa ancora in vigore che il parere sopra riassunto fa a pezzi? Esponendosi tra l’altro a ricorsi che l’authority può considerare persi in partenza data la posizione del Consiglio di Stato sul tema.

La faccenda della terza banchina con ormeggio preferenziale a Grimaldi (al modico costo di 10mila euro annui) è un colpo di grazia a qualsiasi altro armatore che intende scalare il porto di Brindisi, e a quelli che hanno già ricevuto le autorizzazioni per riavviare le linee con Isole Ionie. Cioè concorrenza ridotta a zero. Ci sembra di aver letto nel parere della Sezione Consultiva per gli Atti Normativi proprio una sollecitazione a garantire invece la libera concorrenza. Nonché un invito chiaro a valutare le compatibilità delle concessioni con gli assetti del porto.  Materia, a questo punto, non solo per il Comitato portuale, ma dal punto di vista politico anche per i candidati sindaco che si trovano di fronte a due settimane dal voto ad un’altra questione strategica per la città.

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