Venerdì, 22 Ottobre 2021
Economia

Nel 2014 saldo attivo nel numero delle imprese, guida il capoluogo

Lo screening della Camera di Commercio, su tutti i settori dell'economia brindisina. Nel settore merci, a picco il carbone che scende a 4,7 milioni di tonnellate. Bene l'aeroporto

BRINDISI - È tempo di dati e statistiche, raccolti in un rapporto dalla Camera di Commercio di Brindisi in concomitanza con la 13a edizione della Giornata dell’economia. Rapporto che delinea situazione e andamento degli indicatori socio-economici nella provincia brindisina nel 2014. A definire questa sorta di check up delle imprese la giunta della Camera di Commercio che oggi (22 maggio) presieduta dal presidente, Alfredo Malcarne, ha presentato il report agli organi di stampa.

Il 2014, seppur con percentuali minime, ha registrato un primo dato incoraggiante, portando il saldo tra attività aperte e attività in chiusura in positivo, un dato che non si registrava dal 2010 e che è riscontrabile sia a livello regionale che nazionale. Nello specifico le imprese con la più alta percentuale di saldo in positivo sono quelle qualificate come “non classificate” (prive del codice di importanza, cioè un codice che distingue, tra le diverse attività che può svolgere un’impresa, quelle primarie e quelle secondarie) con + 678 unità.

Altre imprese, come quelle del settore “sanità e assistenza sociale” o “forniture di energia elettrica”, seppur in saldo positivo contano un numero esiguo di unità. Dal lato opposto le imprese con saldo negativo sono riconducibili ai settori “commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli” e “agricoltura, silvicoltura e pesca” con - 213 unità, le “attività manifatturiere” - 73 unità, “attività dei servizi di alloggio e ristorazione” - 24 unità.

Alfredo MalcarneQuesto saldo positivo non incide però sulla ripresa economica generale che, se si conta l’andamento del numero di imprese registrate tra il 2002 e il 2014, è ancora lenta e discontinua. Basti tener conto che proprio nel 2014 si tocca il minimo storico per quanto riguarda le imprese registrate ed attive con 36.026 imprese; per fare un esempio, nel 2005 le imprese registrate furono 38.435.

Un universo imprenditoriale, quello della provincia di Brindisi, che ha nei settori del commercio, dell’agricoltura e delle costruzioni, la massima concentrazione di imprese attive. Rispettivamente il 31%, il 24% e il 13% che vanno a costituire il 68% dell’economia locale, le tipologie restanti vanno dalle “attività manifatturiere” con il 7% al “trasporto e magazzinaggio” 5% fino ad arrivare ad attività come quelle “professionali, scientifiche e tecniche” con il 2%.

Altre analisi condotte dalla Camera di Commercio di Brindisi portano ad uno studio delle singole aree territoriali della provincia: Brindisi conta il più alto numero in valore assoluto di imprese registrate ed attive, seguita da Fasano ed Ostuni. Con 51 imprese in più il comune capoluogo registra il saldo positivo più importante, seguono il comune di Latiano e Oria, rispettivamente con 20 e 18 imprese. Mentre il saldo negativo maggiore è registrato nel comune di Fasano, con 21 imprese in meno , Ceglie perde 16 imprese e Carovigno e Cisternino 14.

Un dato importante è quello del tasso di sopravvivenza, cioè il periodo di attività di un’impresa; tra tutte le imprese iscritte nel 2011 meno di due terzi sono ancora attive nel 2014, i settori più “resistenti” sono quelli dell’agricoltura e dei trasporti con, rispettivamente, l’82,2% e l’80% di imprese avviate nel 2011 e ancora attive nel 2014. Per quanto concerne il movimento demografico e i tassi di crescita nelle province pugliesi, il territorio foggiano conta le percentuali più alte, seguito dalla provincia di Brindisi, ultima invece la provincia tarantina. 

edilizia scolastica-2Dal report appare chiara l’attitudine artigianale delle imprese della provincia brindisina, ben 7.295 su un totale di 36.026 sono imprese artigianali, il 20,2% dell’universo imprenditoriale. Con una crescita costante nel periodo storico preso in considerazione (2000-2014), le imprese sono aumentate di 621 unità, anche se, solo nel 2014, le imprese cessate sono state 119. Quest’ultimo dato però è andato determinandosi principalmente per il bilancio negativo delle imprese individuali e delle cooperative, dove l’attività artigianale è più presente, al contrario delle società di capitale che chiudono il 2014 con un saldo positivo.

Una parte importante nel report della Camera di Commercio di Brindisi è occupata dall’imprenditoria giovanile (ditte il cui titolare abbia meno di 35 anni o società di capitale in cui la media dell’età dei soci e degli amministratori sia inferiore allo stesso limite di età). Pur registrando nella nostra provincia 860 iscrizioni di imprese giovanili, con un saldo positivo, tenendo conto delle 428 cessazioni, di 432 unità, guardando all’intera regione, Brindisi è la provincia con meno imprese giovanili, prima Bari con 18.579 imprese.

Il settore agricolo registra la più bassa incidenza di imprese giovanili (5,8%) mentre il settore con più imprese under 35 è quello del commercio (1.539 imprese, il 33,3%).

Sono 1.328 le imprese straniere, vale a dire quelle la cui titolarità è attribuibile a persone non nate in Italia, presenti in provincia di Brindisi, con un tasso di crescita del 3,3%, più della metà si riscontrano nel settore “commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli”, seguito da quello delle “costruzioni” con 191 imprese e delle “attività dei servizi di alloggio e ristorazione” con 94 imprese.

Un apprendista in officinaUn altro settore dell’imprenditoria, quello femminile, è presente nel report stilato per la 13ma edizione della Giornata dell’economia. Lo studio sottolinea un dato superiore nella provincia di Brindisi rispetto ai dati regionali per la concentrazione delle imprese partecipate in prevalenza da donne, un 22,7% rispetto al 22,6% regionale, mentre se si considera l’incidenza nazionale i dati scendono al 21,6%. Con una contrazione del 6,7% delle imprese attive, nella nostra provincia hanno chiuso 521 imprese, per lo più occupate nel settore del commercio e della ristorazione.

Presentati anche i dati sulle infrastrutture, porto ed aeroporto. Nel primo caso il 2014 ha portato una diminuzione dei passeggeri transitati, un - 0,65% rispetto al 2013, circa 467.045 i passeggeri passati per il porto brindisino. Nell’arco temporale in oggetto (2001-2014) si registra una riduzione dei passeggeri del 45,89% rispetto al 2001.

Il traffico crocieristico invece ha registrato nel 2014 circa 25.402 sbarchi con un aumento del 463,36% rispetto al 2013, in calo il traffico dei traghetti con il transito più basso degli ultimi 10 anni, 467.045 passeggeri. In aumento il traffico di merci, mentre la movimentazione del carbone che nel 2013 ha contato il dato più basso del periodo 2002-2014 con 4.703.113 tonnellate passate per il porto.

In ultimo i dati riferiti all’aeroporto “Papola”, qui i dati raccolti parlano di una crescita costante, solo il 2013 ha registrato uno stop con un -5.05% di traffico passeggeri rispetto all’anno precedente, ma inferiore alla media del calo nazionale ed internazionale. Dati comunque positivi rispetto alle stime nazionali che fanno dell’aeroporto brindisino una realtà positiva e consolidata.

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