Economia

Intervento/ E' ora che le Sud-Est vengano regionalizzate, con l'aiuto del governo

Da tempo le critiche alle condizioni in cui sono costretti a viaggiare i pendolari e tanti cittadini nella nostra regione, come nella nostra provincia, sono note. Il sistema del trasporto pubblico locale e regionale è da anni in estrema sofferenza e difficoltà. Ne pagano le conseguenze i cittadini e i lavoratori del settore. Ritardi, sovraffollamento, scarsa pulizia e, io aggiungo, elevata evasione tariffaria, non possono essere più tollerati da un servizio pubblico come quello del trasporto locale e regionale

Da tempo le critiche alle condizioni in cui sono costretti a viaggiare i pendolari e tanti cittadini nella nostra regione, come nella nostra provincia, sono note. Il sistema del trasporto pubblico locale e regionale è da anni in estrema sofferenza e difficoltà. Ne pagano le conseguenze i cittadini e i lavoratori del settore. Ritardi, sovraffollamento, scarsa pulizia e, io aggiungo, elevata evasione tariffaria, non possono essere più tollerati da un servizio pubblico come quello del trasporto locale e regionale.

In questo settore la Regione Puglia ha investito molto e ha fatto sentire poco, almeno fino ad oggi, il taglio ai trasferimenti che in questi anni i governi nazionali hanno fatto sul settore. Malgrado questo, in Puglia si continua a viaggiare male. Il Quotidiano di Puglia con una encomiabile iniziativa di denuncia e di sollecitazione, prima per il Freccia Rossa e, oggi, per le Sud Est, è riuscito dove altri non sono arrivati. Una partecipazione e una consapevolezza sullo stato e sulle funzioni del servizio di trasporto pubblico che può cambiare il settore e imporre il cambiamento necessario.

Le denunce e le proteste di studenti pendolari, per la qualità pessima del servizi, per molto tempo sono state affrontate con indifferenza, giustificazionismi e anche strafottenza da parte di alcune aziende che gestiscono il trasporto pubblico locale e regionale. In queste aziende, molte volte con la complicità dei sindacati interni, accontentati con assunzioni familiari e avanzamenti di carriera, la cultura dominante e consociativa è stata quella del "non disturbate il manovratore".

Tra queste, per insensibilità, almeno dalle nostre parti, le Ferrovie Sud Est sono state sempre in evidenza.  In questa azienda, alle tante inefficienze si aggiungono da un pò di tempo a questa parte, sovraffollamento inverosimile sui pullman, confusione e approssimazione gestionale oltreché una grave crisi finanziaria e di liquidità, così come da tempo si sa e si sapeva. Una mala gestione che è anche, da qualche anno, sotto osservazione dalla magistratura ordinaria e contabile.

L'iniziativa di Quotidiano sembra che stia scuotendo coscienze e attenzioni dopo tanti colpevoli e interessati silenzi.  Se alle Sud Est si viaggia come 30 anni fa, si dovrebbe aggiungere, come ha ricordato qualcuno, “....e a gestirle da più di 20 anni sempre la stessa persona, malgrado inchieste e risultati!”. Altro che rinnovamento o valutazione dei manager pubblici sulla base degli obiettivi raggiunti.

La linea ferroviaria della Sud-Est presso Francavilla FontanaChi ha controllato e chi ha deciso questa nomina e in base a quali criteri? E' una domanda che dovrebbe essere rivolta a tutti i presidenti e agli assessori regionali e ai ministri dei Trasporti che negli anni hanno gestito il settore. Per non parlare poi dei quesiti che andrebbero posti a quei funzionari del ministero che alle Sud Est hanno sempre cogestito "tutto", dagli investimenti ai conti, agli incarichi e alle consulenze. Mettere il naso o l'occhio nelle Ferrovie Sud Est è stato sempre difficile e complicato a causa delle interferenze e delle incrostazioni politiche, sindacali, ministeriali trasversali che l'azienda ha accumulato nel corso di decenni.

La gestione del servizio per questa azienda è stata sempre subordinata ad altro e non certamente a servizio degli utenti. Si è pensato e si pensa ancora ad accaparrarsi finanziamenti pubblici per fare progetti e appalti per opere che molte volte non sono finalizzate ad efficientare il servizio. E' una azienda di proprietà del Ministero dei Trasporti ma l'unico servizio di trasporto lo fa in Puglia con un lauto contratto pagato dalla Regione.

In questo contratto sono previsti inopinatamente servizi automobilistici (pagati 3 volte in più di quelli gestiti da altre aziende pubbliche) che dovrebbero o potrebbero essere gestiti a costi inferiori da altre  aziende pubbliche di trasporto come le Stp di Brindisi o di Lecce. Non ho mai capito pertanto l'origine dei debiti della società.

Ho amministrato per cinque anni le Ferrovie Appulo Lucane, una azienda come le Ferrovie Sud Est. Ho fatto i conti con le incrostazioni ,gli sprechi, i disservizi, i tentativi di condizionamento, ma con un lavoro rigoroso e con l'appoggio corretto e non clientelare dei lavoratori, è stato possibile risanarla, efficientarla, dotarla di una nuova flotta di autobus e di treni, portando i bilanci in equilibrio e facendo utili. E' la dimostrazione che anche queste aziende possono dare risposte alla domanda di servizi di qualità e possono essere gestite senza sprechi e con efficienza.

Le mie valutazioni sullo stato delle Ferrovie Sud Est le faccio con cognizione di causa e per conoscenza diretta degli andazzi, dei tanti e potenziali sprechi, delle inefficienze volute o non viste e accettate dalla stessa proprietà. Chi ha amministrato questa azienda ha pensato solo ad accontentare e a coinvolgere i potenti di turno più che garantire il servizio agli utenti.

Non ho mai capito, per esempio, malgrado una legge di quasi 20 anni fa, la 422, perché queste aziende non siano mai state regionalizzate! La Puglia è l'unica Regione d'Italia a non aver proceduto a regionalizzarle.    Un’unica società regionale sarebbe stata più coerente e forse più controllata e più controllabile. Una gestione regionale in Puglia e non a Roma avrebbe potuto, in maniera più trasparente e più vicina, dar conto dei risultati e dell'interesse dei pugliesi.

Ora rescindere il contratto di servizio con le Sud Est che è stato prorogato dalla Regione fino al 2018 non è cosa facile, ma, pure io lo penso, è una strada che va percorsa. In attesa della gara che la Regione obbligatoriamente deve fare nel 2018 anche per il servizio oggi effettuato dalle Sud Est, è possibile l'affidamento ad un altro soggetto gestore? Lo Stato è nelle condizioni normative e finanziarie di farsi carico dei debiti delle Sud Est?

Negli anni i debiti accumulati dall'azienda sono stati utilizzati per bloccare qualsiasi regionalizzazione della società. Gli stessi tentativi fatti  da qualche assessore regionale per capire l'entità e l'origine di questi debiti sono stati sempre "sventati" da chi a Roma detiene la proprietà della società.

È, comunque, il governo nazionale che deve risolvere in maniera strutturale la questione Sud Est se vuole aiutare la stessa Regione Puglia a trovare la strada per garantire, attraverso un nuovo gestore, il servizio. È un passaggio necessario anche per liberarsi delle incrostazioni e connivenze che nel corso degli anni si sono stratificati nell'azienda e attorno ad essa e che hanno reso impossibile qualsiasi cambiamento e risanamento.

Bisogna rimuovere con rigore e coraggio la comoda situazione di una società pubblica di proprietà dello Stato ma che agisce in un unico territorio regionale attraverso un contratto di servizio pagato dai pugliesi. Per fare questo bisogna mettere al primo posto gli interessi degli utenti/clienti, i reali bisogni del territorio, anche se a discapito di tutti quegli amministratori pugliesi e locali, di funzionari ministeriali che in questi anni non hanno visto o hanno taciuto, e di quella corte dei miracoli che negli anni ha usufruito direttamente e indirettamente del prevedibile degrado e sfascio delle Sud Est. (Carmine Dipietrangelo - presidente Left Brindisi e già amministratore delle Ferrovie Appulo Lucane)

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