Sabato, 20 Luglio 2024
Economia

Riconversione a gas centrale Enel: "Riparta subito il confronto con le istituzioni"

Dopo la bocciatura del ricorso contro la riconversione del sito, i sindacati Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec delineano la loro posizione con una nota congiunta

 BRINDISI – Il tar del Lazio nei giorni scorsi ha dato il via libera alla realizzazione di nuove unità a gas per la centrale termoelettrica Federico II di Brindisi, respingendo il ricorso contro la Valutazione di impatto ambientale positiva espressa dal ministero dell’Ambiente e della Transizione ecologica,  presentato dalle associazioni ambientaliste. Alla luce di questo pronunciamento, i sindacati Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec chiedono l’immediata apertura di un tavolo sul tema della riconversione a gas della centrale a carbone. Lo fanno attraverso una nota a firma dei segretari territoriali Antonio Frattini, Ugo Galiano e Carlo Perrucci. 

“Questo progetto di riconversione - si legge nel comunicato - è imposto dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima Pniec che prevede la cessazione definitiva dell'utilizzo del carbone per la produzione di energia elettrica (cd. phase out), entro il 31 dicembre 2025 e la realizzazione di nuovi impianti a gas chiamati a garantire una produzione certa di energia complementari a quelli di energia rinnovabile che sono di fatto produzioni intermittenti”. 

I sindacati ricordano che lo scorso 26 luglio si è svolto un incontro “er discutere del “completamento del progetto di risanamento e di riconversione delle aree industriali di Brindisi e Civitavecchia ai fini dell’accelerazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, del rilancio delle attività imprenditoriali della salvaguardia dei livelli occupazionali e del sostegno dei programmi di investimento e sviluppo imprenditoriale”.

“Quel lungo incontro interministeriale, guidato dal sottosegretario Fausta Bergamotto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy – fanno sapere i sindacati - è stato solo interlocutorio e ad oggi siamo ancora in attesa dell’annunciato documento da parte del Governo. Crediamo sia assolutamente necessario procedere con una immediata riconvocazione degli incontri, con specifiche e distinte analisi per ognuna delle realtà industriali, per questo alla luce di quanto definito dal Tar serve il pieno coinvolgimento di governo, Istituzioni Locali ed Enel per riprendere tra gli altri il progetto di una nuova centrale a gas”.

“A questo punto - rimarcano i sindacati - bisogna immediatamente riaprire un serrato confronto, con le istituzioni locali Comune, Provincia di Brindisi e prefettura, per realizzare, anche, a Brindisi ciò che si sta realizzando in altre realtà con centrali a carbone. Fusina, Monfalcone, e negli impianti di Montalto, Tavazzano, Ostiglia, Ravenna, Cassano d’Adda e Marghera, dove oggi sono in fase di realizzazione nuovi e moderni impianti a gas”.

“Allo stesso tempo bisogna valutare gli impegni industriali per Brindisi su filiere produttive della componentistica per gli impianti di energie rinnovabili e di accumulo, intercettando Fondi del Pnrr. La transizione ecologica – concludono - deve essere equa e socialmente sostenibile senza creare disastri a livello occupazionale, l’intero Paese ha bisogno di un progetto complessivo di politiche produttive, senza far arretrare i settori industriali e manifatturieri, con la piena partecipazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, del Mef e del Ministero del Lavoro”. 

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