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Il ministro Delrio: "I presidenti entro la fine dell'estate"

“Semplificazione della governance : si passa dai 57 porti di interesse nazionale a 15 autorità portuali. I consigli di amministrazione vengono ridotti a poche unità, da 3 a 5 rispetto ai 22 o 23 membri delle vecchie autorità portuali che inevitabilmente provocavano situazioni di conflitti di interesse "

ROMA - “Semplificazione della governance : si passa dai 57 porti di interesse nazionale a 15 autorità portuali. I consigli di amministrazione vengono ridotti a poche unità, da 3 a 5 rispetto ai 22 o 23 membri delle vecchie autorità portuali che inevitabilmente provocavano situazioni di conflitti di interesse perché erano tutti seduti  insieme ad un tavolo. Ma, soprattutto, sul modello dei migliori porti nord-europei, si creano autorità con rapidi poteri di decisione” . Tutto questo è stato affermato ieri dal Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio. Presenti , alla conferenza stampa a Palazzo Chigi, anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ed i ministri Madia, Lorenzin e Martina.

Si tratta di uno dei decreti attuativi della legge 124/2015  recante le “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”. Per il governo la nuova riforma portuale è volta a “definire un sistema maggiormente competitivo che incentivi gli investimenti nel settore marittimo e  favorisca la crescita dell’ occupazione e la salvaguardia della flotta nazionale”. Un provvedimento che non poteva non interessare da vicino la Puglia, con tutti i suoi porti presenti sull’ Adriatico quanto sullo Ionio. In terra pugliese, infatti, nasceranno due nuovi sistemi portuali: il primo sarà quello dell’ “Adriatico Meridionale” che comprenderà Bari, Brindisi, Barletta, Manfredonia e Monopoli ed avrà sede nel capoluogo pugliese. Il secondo sarà quello “Jonico” ed avrà la sua sede a Taranto.

La riforma, che si occupa anche dei dragaggi e delle procedure amministrative doganali, è stata accolta con favore da Enzo Duci, Presidente nazionale degli agenti marittimi, che ha cosi commentato: “Il primo passo è stato compiuto, ma ora le scelte dei nuovi presidenti dovranno essere coerenti con l'attribuzione di grandi poteri a questa figura dalla cui capacità professionale deriverà una importante percentuale del successo futuro del porto e del sistema logistico che sul porto insiste. E auspichiamo che queste scelte possano essere anticipate già nel momento di nomina dei commissari “. 

Per Del Rio la riforma era troppo importante perché , come lui stesso ha precisato: “Il sistema italiano portuale attualmente è debole. Dobbiamo cambiare immediatamente organizzazione o perderemo sempre più traffici. Basta farci guerra tra poveri. Le innovazioni non sono solo per il gusto di fare una riforma, ma per rispondere a una classifica che vede l'Italia perdere posizioni “. Il ministro ha anche auspicato che la nomina dei nuovi presidenti della autorità portuali fatta entro la fine dell’ estate, aggiungendo anche che , per motivi di assunzione di responsabilità del governo, la nomina venga fatta direttamente dal ministro stesso. 

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