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Al presidio No Tap nel porto ultimatum ai parlamentari del M5S

Un piccolo gruppo di manifestanti a Costa Morena, dove si scaricano i tubi per il gasdotto. "O bloccate tutto, o dimettetevi"

BRINDISI – “Coloro che adesso sono al governo ci avevano promesso di bloccare l’opera. Se non lo faranno, visto che le promesse vanno mantenute, dovranno dimettersi”. E' chiaro il messaggio indirizzato ai parlamentari e agli esponenti del governo  Movimento 5 Stelle- Lega da parte degli attivisti No Tap che nel primo pomeriggio di oggi (lunedì 15 ottobre) si sono ritrovati davanti al varco doganale di Costa Morena Est, nel porto industriale di Brindisi, per protestare contro la ripresa dei lavori nel cantiere di Melendugno, punto di approdo del gasdotto che parte dall’Arzebaijan. A Costa Morena da mesi vengono sbarcati e stoccati i segmenti della condotta per il gasdotto.

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Alcune decine di persone, quesi tutte provenienti dal Salento, hanno aderito al sit in organizzato dal movimento No Tap di Brindisi, rappresentato da Roberto Aprile, con il sostegno del Movimento Tap di Lecce, cui oggi ha fatto da portavoce Gianluca Maggiore. In una cornice di sicurezza garantita da poliziotti, carabinieri e finanzieri, i manifestanti hanno esposto striscioni e scandito cori, in un clima tuttavia privo di tensioni, a poche centinata di metri dalla nave "Adhemar de Saint Venant", il cargo battente bandiera del Lussemburgo, di proprietà di una ditta subappaltatrice di Saipem, che avrà il compito di fissare sul fondale di San Foca le paratie necessarie a impedire la dispersione verso la costa del sedimento marino mosso dalla talpa meccanica che dovrà realizzare il tunnel dal cantiere di San Basilio all'exit point individuato a circa 800 metri dalla linea della battigia.“
 

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“La nave – afferma Gianluca Maggiore – dovrà costruire un palancolato di oltre 200 metri di fronte alla spiaggia di San Basilio. Per una grossa porzione, lo specchio d’acqua antistante la spiaggia sarà interdetto ai lavori e questo palancolato rimarrà visibile fino alla fine dei lavori”. Con questa manifestazione i No Tap sono tornati sulle barricate, dopo un periodo di quiete estiva segnato dall’interruzione dei cantieri. Ma nelle prossime ore, con ogni probabilità, arriveranno novità importanti sul futuro del progetto.

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A Roma, infatti, nel tardo pomeriggio, il premier Giuseppe Conte dovrebbe incontrare, Consiglio dei Ministri sul documento di economia e finanza da inviare entro la serata alla Commissione Europea permettendo, i parlamentari e i consiglieri regionali pugliesi del Movimento 5 Stelle, oltre al sindaco di Melendugno, Marco Potì, per comunicazioni sul gasdotto.

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“Per sette anni – dichiara ancora Maggiore – non abbiamo avuto l’appoggio del governo, e il fatto di non avere neanche l’appoggio di questo governo non cambia nulla. Noi comunque continueremo la nostra protesta in maniera pacifica”. La differenza rispetto al passato, però, è che di questo esecutivo fanno parte degli esponenti del Movimento 5 stelle che in campagna elettorale si erano schierati contro la realizzazione dell’opera. Per questo, conclude Maggiore, questi dovranno dimettersi, se le promesse elettorali non verranno mantenute.

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