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Venerdì, 21 Giugno 2024
Economia

Droni, satelliti e robots per curare le piante: il progetto prende vita a Brindisi

Nei giorni scorsi, presso la sede del Distretto tecnologico aerospaziale nella Cittadella della ricerca, sono stati illustrati i risultati del progetto Tebaka

BRINDISI - Ora è possibile monitorare lo stato di salute delle piante e intervenire per curare le loro patologie in tempo reale, grazie alle tecnologie aerospaziali che permettono di utilizzare droni, satelliti, aerei e robots. E’ quanto emerge dal progetto Tebaka, i cui risultati finali sono stati presentati nei giorni scorsi presso la sede di Brindisi del Distretto tecnologico aerospaziale (Dta), nella Cittadella della ricerca. Il progetto Tebaka (Territory BAsic Knowledge Acquisition) è cofinanziato nell’ambito dell’avviso Mur n. 1735 del 13/07/2017 “Progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nelle 12 aree di specializzazione individuate dal Pnr 2015-2020” che si è occupato di “Agricoltura di Precisione”.

Lo sviluppo tecnologico, nel campo della sensoristica, di acquisizione dati (sensori e piattaforme per il loro trasporto) e delle loro manipolazioni successive (sistemi di data science basati su tecniche di intelligenza artificiale e apprendimento automatico), per trasformarli in conoscenza adatta a gestire fenomeni complessi quali il ciclo di vita delle colture agricole, consente di progettare architetture tecnologiche e procedurali per lo sviluppo sempre più concreto di soluzioni per l’“Agricoltura di precisione” nella sua definizione più propria: avere a disposizione un corretto sistema (strumenti, processi, regole) per fare la cosa giusta, nel posto giusto, al momento giusto, con gli strumenti giusti. Lo stato di salute delle colture (vigoria) e la presenza di condizioni critiche (ad es. patologie) possono essere rilevati con osservazioni a distanza (telerilevamento) effettuati utilizzando sensori trasportati da varie piattaforme (satelliti, aerei, droni, robots).

Contemporaneamente possono essere acquisite, con lo stesso criterio di osservazione, le informazioni ambientali (legate al clima ed al terreno), completando in tal modo il quadro conoscitivo nelle varie fasi del ciclo di vita dei prodotti. Tutto ciò consente di avere, in tempi il più possibile prossimi al reale, lo stato generale e puntuale delle condizioni e dei fenomeni che possono essere usati, con adeguata affidabilità, per effettuare previsioni su sviluppi futuri e quindi attivare appropriati ed anticipati interventi correttivi. L’obiettivo ultimo è realizzare in agricoltura risultati ottimali dal punto di vista della qualità del prodotto, del valore economico e dell’impatto ambientale.

Questi sono stati gli elementi di base esaminati ed approfonditi, tramite sviluppi teorici e sperimentazioni reali, nel corso del progetto Tebaka, con l’obiettivo di sviluppare e sperimentare, su tre colture tipiche pugliesi quali frumento, vite ed olivo, una soluzione modulare, integrata, aperta (in grado di crescere continuamente nelle sue prestazioni) per creare basi di conoscenza sui cicli di vita delle colture (in rapporto con le varie zone territoriali) ed essere fruibili per l’utente finale (agricoltore, associazioni, pubblica amministrazione)  per un adeguato utilizzo.

I risultati raggiunti e presentati durante l’incontro, hanno validato le ipotesi di partenza e consentito di proporre un sistema in grado di essere utile ed applicabile nella gestione anche di altre colture oltre che essere la base per ulteriori applicazioni e soluzioni in altri domini per la gestione ed il controllo del territorio.
Manuela Matarrese, project manager del Dta che ha coordinato l’esecuzione del progetto, ha dichiarato: “L’incontro, durante il quale è anche intervenuto l’Esperto Scientifico incaricato dal Mur, dottor Alfredo Biocca, ha permesso di fare il punto sui principali risultati raggiunti,che vanno dalla grande mole di dati acquisiti ed elaborati alle applicazioni, tecnologie e modelli sviluppati, ma anche sull’impatto che il progetto ha avuto in termini di nuove conoscenze acquisite. Il partenariato ha altresì sperimentato e dimostrato grande capacità di operare come un sistema nel quale si sono integrate competenze multidisciplinari. Ciò permette di consolidare la convinzione che Tebaka potrà generare ulteriori importanti risultati per lo sviluppo di nuove e sempre più performanti applicazioni nel settore dell’agricoltura di precisione”.

Il progetto è stato realizzato dal Dta, in qualità di capofila, insieme ad Asi (Agenzia Spaziale Italiana) agli istituti del Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche), Irsa e Stiima di Bari e Immdi Lecce, Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), Magnaghi Aeronautica Srl, Mermec Engineering Srl, Planetek Srl, Politecnico di Bari, Università di Bari e Università del Salento.

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