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Provincia: "Disavanzo di undici milioni, Santa Teresa sull'orlo del fallimento"

La Provincia ha consegnato il bilancio 2017 dell'azienda alla Corte dei Conti. Il sindacato Cobas: "Dal 10 settembre, nessun affidamento dei lavori"

BRINDISI – Torna incandescente il clima intorno alla ditta Santa Teresa. Il sindacato Cobas si dice pronto a nuove iniziative di protesta dopo aver appreso dall’amministrazione provinciale che la società in house, con un deficit di 11 milioni attestato dal bilancio 2017 della Provincia, è in una situazione di pre dissesto e che la stessa Provincia non può più sostenere la partecipata, “decretandone di fatto la sua chiusura”, si legge in una nota a firma del segretario provinciale del Cobas, Roberto Aprile.

Scenario da pre dissesto

La doccia fredda è arrivata nel corso di un incontro che le organizzazioni sindacali hanno avuto stamani (5 settembre) con il presidente della Provincia, Maurizio Bruno, e con l’amministratore della Santa Teresa, Pino Marchionna, per conoscere i piani occupazionali in scadenza al 10 settembre. Ma lo scenario raffigurato dallo stesso Bruno e dall’economo della Provincia lascia presagire prospettive tutt’altro che rosee per i lavoratori.

La Provincia infatti ha inoltrato alla Corte dei Conti il bilancio 2017, dal quale emerge, come detto, un disavanzo di 11 milioni di euro che pone la ditta “a un passo dal fallimento”, sostiene il Cobas. Al 10 settembre, quindi, “non avremo nessun affidamento di lavori – afferma Aprile - alla Santa Teresa, nemmeno per le strade e le scuole”. “Ed anche se in questi giorni dovesse arrivare – prosegue il sindacalista – atteso da quasi un anno, qualche spicciolo dal governo, questo andrebbe a finire nel calderone generale dell’ente, non cambiando di una virgola il destino della Santa Teresa”.

"Pronti a una nuova protesta"

Aprile ricorda la manifestazione organizzata lo scorso 19 luglio a Roma, davanti alla Camera e al Senato, contro il mancato sostegno del governo alle società partecipate. Da allora, a quanto pare, la situazione non è affatto migliorata. Il presidente Bruno e i sindacati, ad ogni modo, si sono aggiornati alla fine della settimana.

“Il sindacato Cobas – si legge ancora nella nota - ha accettato la proposta, perché ogni tentativo va fatto, ma prospettando già da adesso una protesta che preveda anche la chiusura dei portoni della Provincia”. “Abbiamo chiesto inoltre di condividere con la Provincia una forte protesta nei confronti del Governo perché di morire tranquillamente non se ne parla proprio”.

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