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Martedì, 18 Gennaio 2022
Economia

"Posti di lavoro a rischio": sciopero dei lavoratori Stef (ex Ferrero)

Le incertezze sull'esito di un bando preoccupano i 12 dipendenti della piattaforma logistica Stef, supportati dal sindacato Filt Cigl

BRNDISI – “Forte preoccupazione per il loro futuro professionale”. Questo, come spiegato dal sindacalista Gianfranco Argese, segretario generale della Filt Cgil Brindisi, il motivo per cui i 12 lavoratori (compreso il responsabile) della Stef, azienda che gestisce una piattaforma logistica situata fra la Cittadella della ricerca di Brindisi e lo spazio Conad (ex Auchan) di Mesagne, nella giornata odierna, antivigilia di Natale, hanno dato vita a uno sciopero, accompagnato da un’assemblea sindacale.

Gli stessi lavoratori erano alle dipendenze della Ferrero Spa fino al 2016, quando la piattaforma logistica, insieme al personale che vi lavorava, fu ceduta alla Stef, tramite la formula della cessione del ramo di azienda. Da allora il 99,9 per cento del fatturato attivo dell’azienda logistica, da quanto emerge da una lettera a firma dei lavoratori, “in relazione alla filiale di Brindisi, dipende interamente dall’unico cliente Ferrero e il mancato rinnovo dell’affidamento comporterebbe la chiusura della stessa filiale – è il timore messo nero su bianco dai dipendenti Stef – e il trasferimento di tutto il personale del sito con impatti devastanti sulle nostre famiglie”.

Sciopero lavoratori piattaforma logistica Stef 2-2

Tale preoccupazione scaturisce da voci (“a quanto sembra fondate”, si legge in una nota della Fit Cigl) circa l’apertura di un tender Ferrero, ossia un’asta per assegnare una spedizione, per l’area Sud. Tramite una lettera inoltrata a fine novembre, i lavoratori avevano chiesto chiarimenti sull’esito finale di tale bando. Da allora, però, “non si è ricevuta risposta alcuna”, riferisce ancora il sindacalista Argese, nella dichiarazione di sciopero inviata lo scorso 14 dicembre alle aziende (Stef e Ferrero) e alla prefettura di Brindisi.

“In questi anni – rimarcano i lavoratori – abbiamo sempre lavorato e mantenuto ottimi livelli di servizio sia con Ferrero che con Stef, non creando mai alcun disservizio, affrontando prove difficili come il recente periodo pandemico, garantendo la nostra collaborazione e la nostra disponibilità. Sarebbe un grossissimo errore – si legge ancora nella lettera dei dipendenti – se tutto questo venisse vanificato da meri interessi economici ed obiettivi di bilancio. Soprattutto da un’azienda come Ferrero che si è sempre fatta vanto della propria etica professionale e del rapporto amorevole con i propri dipendenti (o ex dipendenti)”. I lavoratori chiedono dunque rassicurazioni sul loro futuro e sul loro livello occupazionale, disposti anche a chiedere “l’eventuale appoggio delle altre filiali cedute, che potrebbero seguire, più avanti, il nostro stesso destino”. Al loro fianco c’è la Filt Cigl, pronta a “sostenere tutte le iniziative necessarie a tutela dell’occupazione – assicura Gianfranco Argese – e invitando tutti i lavoratori delle altre categorie a mobilitarsi per una giusta causa solidaristica”. 

Solidarietà dal sindaco di Mesagne 

"Intendo esprimere la mia solidarietà ai lavoratori della 'Stef Italia Spa' che ho incontrato nella tarda mattinata di oggi (giovedì 23 dicembre, ieri per chi legge) in occasione dello sciopero indetto dalla Filt Cgil per l’intera giornata e che ha visto l’adesione unanime delle persone coinvolte.

Dalla loro voce ho appreso le ragioni dello stato di agitazione che vivono, causato dalla reiterata mancanza di risposte da parte della società Ferrero Spa: l’importante realtà produttiva dal 2016 ha ceduto la piattaforma di Mesagne, abbandonando i suoi ex dodici lavoratori ad una situazione di assoluta incertezza rispetto al proprio destino occupazionale. Il timore che si paventa è la chiusura della piattaforma locale, un esito da scongiurare, per le famiglie dei lavoratori direttamente interessati e per un territorio – la provincia di Brindisi – già fortemente segnato dalla piaga della disoccupazione.  

Confermo la mia immediata disponibilità a favorire l’avvio di tavoli di confronto che aiutino a fare chiarezza sulla situazione, utili a garantire un epilogo sereno della vicenda, che possa fornire risposte adeguate alla legittime preoccupazioni dei lavoratori. Questo coerentemente con il profilo di una solida realtà aziendale che ha sempre vantato l’adozione di principi etici e morali rispettosi della dignità lavorativa del personale occupato al proprio interno. E che, attraverso i suoi vertici nazionali, solo pochi giorni fa, confermava a mezzo stampa  un fatturato in crescita con performance di vendita in controtendenza con i dati generali sui consumi".

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