Servizi sociali: "Il Comune non paga le cooperative, lavoratori a secco"

Il sindacato cobas proclama lo sciopero di tutti i lavoratori del settore con manifestazione davanti al Comune di Brindisi

BRINDISI - Il sindacato Cobas dichiara lo stato di agitazione dei lavoratori che operano per il Comune di Brindisi nei servizi di assistenza domiciliare integrata, servizio assistenza domiciliare, polo servizi territoriali che racchiude "Centro per la famiglia -servizio di mediazione, servizio affidi, sportello sociale", “per il mancato pagamento dello stipendio del mese di Settembre – si legge in una nota a firma del segretario provinciale del Cobas, Roberto Aprile - da parte della cooperativa Genesi e soprattutto per la certa prospettiva di non pagarsi per i mesi successivi per difficoltà del Comune di Brindisi”.

Una giornata di sciopero di tutti i lavoratori del settore è prevista per martedì 10 novembre, con manifestazione davanti al Comune di Brindisi alle ore 9,00, “perché il problema riguarderà nelle prossime settimane tutte le cooperative”. “Così come avevamo preannunciato quasi un anno fa, in occasione delle nostre proteste in occasione del voto sul piano di predissesto Economico del Comune di Brindisi – afferma Aprile - si è venuta a creare una situazione di grave crisi per i servizi sociali”.

A detta del sindacalista “il piano di predissesto prevedeva dei tagli ai servizi sociali ma al momento di applicarli il sindaco Riccardo Rossi ha deciso di dare continuità agli stessi utilizzando lo strumento della ordinanza sindacale”. “Tutto questo – rimarca Aprile - in pieno disaccordo con il dirigente del settore, il quale non avallava la decisione del sindaco perché in contrasto con il piano”.

“Da qui – prosegue Aprile - nascono i problemi. L'uso della ordinanza sindacale presuppone che i pagamenti alle cooperative non possano essere effettuati normalmente perché considerati debiti fuori bilancio. Per poter pagare le cooperative questi debiti devono passare dal consiglio comunale ed essere riconosciuti per un successivo inserimento nel bilancio comunale”. “In buona sostanza – spiega ancora il sindacalista - le cooperative dall’inizio della ripresa del lavoro a maggio 2020 non hanno preso un euro ed hanno difficoltà a pagare così come ci ha comunicato la cooperativa Genesi. I lavoratori per potersi pagare con questa situazione devono aspettare, se le cose vanno bene, altri numerosi mesi”.

Aprile ricorda che “l’ordinanza sindacale prevede le attività per i servizi sociali fino a dicembre e dopo?” “Ci domandiamo: come farà il sindaco Rossi – afferma ancora il segretario provinciale del Cobas - a mantenere l'impegno preso con i lavoratori di non fare più gare ma di costituire un consorzio per superare la fase delle gestione delle cooperative? Ancora non abbiamo capito con quali soldi e quale percorso realizzativo. Nei giorni scorsi abbiamo chiesto un incontro al sindaco – conclude Aprile - proprio per capire le sue intenzioni in proposito. Il Cobas intanto non ci sta a lavorare e non essere pagati chissà per quanti mesi ancora ed invita tutti i dipendenti delle cooperative a protestare martedì 10 novembre”.

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