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Alfredo Malcarne e Alfredo Prete

Alfredo Malcarne e Alfredo Prete

Scissione da Unioncamere: "Finché c'è Farace, non avrà i nostri contributi"

LECCE - Conferenze stampa quasi in contemporanea, stamani, a Lecce e a Bari, un duello a distanza tra i presidenti delle Camere di Commercio ribelli, Alfredo Malcarne e Alfredo Prete, e il presidente di Unioncamere Puglia appena riconfermato, Luigi Farace (anche vicepresidente nazionale dell'Ordine dei tributaristi).

LECCE - Conferenze stampa quasi in contemporanea, stamani, a Lecce e a Bari, un duello a distanza tra i presidenti delle Camere di Commercio ribelli, Alfredo Malcarne e Alfredo Prete, e il presidente di Unioncamere Puglia appena riconfermato, Luigi Farace (anche vicepresidente nazionale dell'Ordine dei tributaristi).

"Quella di Farace è la terza elezione, quindi viola lo statuto vigente che non ne permette più di due consecutivamente, e sino a quando in Unioncamere il clima sarà questo, improntato ad una dubbia legittimità e ad una mancanza evidente di democrazia, non metteremo più i nostri contributi -soldi pubblici- nelle mani dell'attuale presidente", hanno detto ai giornalisti ieri mattina Prete (Lecce) e Malcarne (Brindisi).

"Brindisi e Lecce non possono abbandonare Unioncamere, perchè con il nuovo statuto, che entrerà in vigore il 12 marzo, nessun ente camerale può più farlo", ha risposto Luigi Farace da Bari. "Inoltre io sono al secondo mandato e non al terzo, perchè la votazione dell'aprile 2007, dopo la elezione dell'aprile 2006, fu solo una innovazione dovuta all'avvenuta integrazione dello statuto vigente".

"Il nuovo statuto non è ancora entrato in vigore, e quando ciò avverà vedremo", ha ribattuto Malcarne in questa polemica a distanza. "Intanto affideremo al giudice ordinario la decisione sulla legittimità della rielezione di Farace, e noi andremo avanti con le procedure di uscita da Unioncamere Puglia". Lecce, ha precisato Alfredo Prete, voterà il 22, Brindisi forse prima, ma le due giunte camerali sono già state consultate e concordano.

Sono circa 800mila euro annui il contributo a Unioncamere Puglia dei due enti camerali che viaggiano verso la scissione. Si arriva a circa 1,1 milioni con Taranto, che però è commissariata, e il commissario -legittimamente ma "inopportunamente", dicono Prete e Malcarne- senza aspettare il vicino rinnovo del consiglio della Camera di Commercio jonica ha dato l'ok al nuovo mandato di Luigi Farace.

E' avvenuto tutto in maniera inspiegabilmente irrituale e antidemocratica, dicono ancora i due presidenti ribelli: avvertiti solo per raccomandata e senza un minimo di consultazione, hanno ricevuto un rifiuto quando hanno chiesto un breve rinvio per approfondire gli aspetti legali e statutari della rielezione di Farace, "al quale non avevamo affatto deciso di contrapporre un altro candidato, tantomeno uno di noi due: quindi perchè tanta fretta se la scadenza del mandato era ancora lontana? La verità e che qui si sfascia Unioncamere", è l'accusa, "proprio quando il presidente nazionale Ferruccio Dardanello invita a lavorare per un regolamento unico in tutte le regioni".

Farace ricambia l'attributo di demolitore di Uniocamere ritorcendolo contro Prete e Malcarne, e annuncia che andrà avanti certo del diritto che gli perverrebbe dalla riforma della legge che regolamenta gli enti camerali. Ma intanto lo attende, tra qualche mese, anche il passaggio del rinnovo degli organismi dirigenti in quello di Bari. Senza contare il contenzioso che sta per nascere in tribunale.

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