Domenica, 16 Maggio 2021
Economia

Cessione Versalis: Eni non convince i sindacati. Sciopero il 20 gennaio

Eni intende mantenere una partecipazione "significativa" in Versalis: lo afferma dopo l'incontro svoltosi oggi al Ministero dello Sviluppo Economico sulle prospettive della petrolchimica. Ma i sindacati sono tutt’altro che tranquillizzati e confermano lo sciopero generale del gruppo per il 20 gennaio

Lavoratori del petrolchimico di Brindisi oggi a Roma, una fase dell'incontro col ministro Federica Guidi, e una immagine della fabbrica di Brindisi

Eni intende mantenere una partecipazione "significativa" in Versalis: lo afferma dopo l'incontro svoltosi oggi al Ministero dello Sviluppo Economico sulle prospettive della petrolchimica. Ma i sindacati sono tutt’altro che tranquillizzati e confermano lo sciopero generale del gruppo per il 20 gennaio. Eni nel comunicato ha confermato l'importanza del piano di trasformazione di Versalis, che nel breve termine ha consentito di riportare il comparto di business, in forte perdita da anni, a registrare risultati positivi già a partire dai primi 9 mesi del 2015.

Il ministro Federica Guidi all'incontro con Eni e sindacati-2Ma lo scenario mondiale e di business in continua evoluzione, ha rilevato Eni, evidenzia ancora limiti strutturali che necessitano l'individuazione di un partner per garantire continuità al piano investimenti sviluppato, assicurando il piano di sviluppo di Versalis e rafforzandolo ulteriormente. La ricerca di un partner per la società Versalis, "in cui Eni intende mantenere una partecipazione significativa a garanzia della concreta realizzazione degli obiettivi, avrà come elementi portanti, in particolare: la conferma del piano di investimenti, il mantenimento del perimetro industriale per almeno cinque anni, il mantenimento dei livelli occupazionali per almeno tre anni, la conferma della società italiana con sede in Italia".

La nota dell'Eni aggiunge che nel corso dell'incontro al ministero dello Sviluppo con i sindacati l'azienda "ha confermato che continuerà ad assicurare un dialogo costante con tutte le parti sociali per illustrare in maniera puntuale le future evoluzioni." Quindi nessun cambio di rotta sulla cessione della maggioranza delle quote della società chimica del gruppo, che da settimane tiene in allarme i lavoratori di tutti i petrolchimici italiani del gruppo, Brindisi incluso.

Un "incontro interlocutorio che non ha ne' smentito preoccupazioni", è stata l’opinione a caldo dei sindacalisti mentre lasciavano i sindacati lasciavano il ministero del lo Sviluppo economico, evidentemente insoddisfatti. Di conseguenza, hanno spiegato, resta confermato lo sciopero dei lavoratori del gruppo Eni e di Saipem per il prossimo 20 gennaio, mentre si lavora a un'iniziativa nazionale. Il tavolo col ministro Guidi si dovrebbe rivedere "tra circa un mese".

Il petrolchimico di Brindisi-2Al tavolo dello Sviluppo economico, oltre alla padrona di casa Federica Guidi, c'erano Emilio Miceli, segretario Filctem Cgil; Paolo Pirani, segretario Uiltec; Angelo Colombini, segretario Femca Cisl. Con loro, i segretari confederali Susanna Camusso, Cgil; Angelo Barbagallo, Uil; Giuseppe Farina, Cisl. Per le aziende c'erano Salvatore Sardo, chief refining and chemical Eni, e Daniele Ferrari, amministratore delegato di Versalis. Gli stabilimenti coinvolti dalla vicenda si trovano a Ravenna, Ferrara, Gela-Priolo, Porto Torres, Porto Marghera, Brindisi, Ragusa e Mantova. Sugli 8 siti sono impiegati circa 6mila dipendenti tra diretti (circa 4.800) e indotto.

I sindacati hanno chiesto nuovamente al governo di impedire ad Eni di cedere Versalis all'estero, e di garantire la prevalenza del controllo pubblico sul settore della chimica. Il fondo americano Sk non è considerato affidabile nè dalle confederazioni, nè dalle categorie, e Cgil, Cisl e Uil impediranno la cessione dei petrolchimici. Paventate, sempre da parte sindacale, pesanti ripercussioni sociali nei territori in caso di dismissione delle produzioni, mentre c'è invece bisogno di uno sforzo congiunto di aggressione dei mercati. Eni ha ribadito che nessuna decisione è stata ancora presa, e che la ricerca di un partner adeguato è ancora in corso.

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